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Martedì, 20 Febbraio 2024
Economia Francia

Lagarde condannata: "Favorì Bernard Tapie, imprenditore vicino al presidente Sarkozy"

La direttrice del Fondo Monetario Internazionale Cristine Lagarde è stata dichiarata colpevole per aver consentito un grosso risarcimento all'imprenditore francese Bernard Tapie, quando era ministro delle Finanze, tra il 2007 e il 2011 nel governo Sarkozy

WASHINGTON, (Stati Uniti) - Il consiglio d'amministrazione del Fondo Monetario Internazionale si riunirà "presto" sul caso della condanna inflitta dalla giustizia francese alla direttrice del Fmi, Cristine Lagarde. Lo ha fatto sapere Gerry Rice, portavoce del Fondo appena giunta la notizia della pena comminata dal tribunale dei ministri francese, una giurisdizione speciale della Corte di Giustizia della Repubblica, che si occupa dei procedimenti nei confronti di ministri ed ex ministri per reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni,. 

La direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Cristine Lagarde, è stata ritenuta colpevole di "negligenza" nell'ambito del caso dell'arbitrato Adidas-Tapie per aver consentito un grosso risarcimento all'imprenditore francese Bernard Tapie tra il 2007 e il 2011 all'epoca in cui era ministro delle Finanze del governo di Nicolas Sarkozy.

Una condanna "inaspettata" in quanto anche l'accusa aveva chiesto l'archiviazione: secondo il procuratore generale presso il Tribunale dei ministri francese Jean-Claude Marin non andavano confuse "cattive scelte politiche" e "negligenze di rilevanza penale".

Il caso risale all'inizio degli anni '90 quando la banca pubblica Credit Lyonnais comprò l'azienda di prodotti sportivi Adidas dall'imprenditore ed ex ministro socialista Bernard Tapie per 315 milioni e mezzo di euro. L'anno successivo la banca cedette la società al doppio del suo valore iniziale, 701 milioni di euro. Tapie si sentì truffato e ricorse alla giustizia, dando inizio ad un lunghissimo contenzioso legale che si trascinò per anni. Nel 2007 la Lagarde, all'epoca ministro, decise di ricorrere ad un arbitrato privato che un anno dopo concesse a Tapie un indennizzo di 404 milioni di euro provenienti dalle casse dello Stato. Decisione considerata fraudolenta e annullata dalla Giustizia civile nel 2015. Secondo l'accusa Lagarde decise troppo rapidamente di avallare la decisione del collegio favorendo così la versione di Tapie "sfavorevole agli interessi dello Stato e dei contribuenti".

La pena di una anno di carcere tuttavia è stata sospesa. 

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