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Lunedì, 27 Giugno 2022
Stipendi e inflazione

Cos'è questa storia dei 70 euro in più in busta paga per i lavoratori

Un taglio del 4 per cento al cuneo fiscale, probabilmente di durata limitata, per aumentare i salari. L'ipotesi è sul tavolo, ma non c'è nulla di deciso

Mettere più soldi in tasca ai lavoratori senza aumentare il costo dei dipendenti per le aziende. Per contenere gli effetti dell'inflazione e salvaguardare il potere d'acquisto di lavoratori e famiglie il governo potrebbe intervenire sul cuneo fiscale. Nulla di deciso, sia chiaro: la maggioranza non si è ancora sbilanciata, ma non ha neppure smentito le indiscrezioni uscite nei giorni scorsi. Che cosa dobbiamo aspettarci? L'idea è quella di tagliare il costo del lavoro di quattro punti percentuali per i dipendenti con un reddito annuale lordo inferiore a 35mila euro che riceverebbero fino a 70 euro in più mensili in busta paga. Si tratta sostanzialmente della stessa platea di lavoratori che già beneficia dello sgravio dello 0,8 per cento sui contributi.

Cosa prevede il taglio sul cuneo fiscale

Una delle ipotesi prese in considerazione (a riportarla è il 'Corriere della Sera') è quella di uno sconto limitato nel tempo e della durata di soli 4 mesi. In tal caso l'operazione potrebbe essere tutto sommato sostenibile per le casse statali: si parla infatti di una spesa di circa 2-2,5 miliardi che potrebbe essere finanziata portando dal 25 al 30 per cento la tassazione sui profitti delle aziende energetiche.

Con uno sconto di 4 mesi il beneficio massimo per i lavoratori sarebbe in totale di circa 280 euro, un importo leggermente superiore a quello previsto dal bonus di 200 euro che sarà erogato a partire da luglio a lavoratori e pensionati con reddito sotto i 35mila euro. Nei giorni scorsi però spiegavamo che il problema delle coperture potrebbe imporre una revisione al ribasso dell'operazione, che significherebbe renderla disponibile soltanto per coloro che guadagnano tra i 15 e i 20mila euro. Il provvedimento sul taglio del cuneo fiscale potrebbe arrivare nel mese di luglio insieme alla proroga del bonus sulle bollette energetiche e allo sconto sulle accise per i carburanti. Ma per adesso si parla di indiscrezioni. Per essere chiari: non è detto che la misura vedrà effettivamente la luce. L'ipotesi più plausibile è comunque quella di un taglio "a tempo" in attesa, forse, di un intervento strutturale chiesto a gran voce, non da oggi, da sindacati e Confindustria. 

Quanto guadagnerebbe un lavoratore italiano in Spagna o Germania (a parità di lordo)

Certo è che un provvedimento di questo tipo sarebbe necessario al di là delle contingenze che impongono (o quasi) di intervenire sui salari. L'Italia è infatti uno dei Paesi europei con le tasse sul lavoro più alte. Come spiegavamo in un altro articolo, con uno stipendio di 28mila euro lordi, diviso per 14 mensilità:

  • Un lavoratore italiano guadagna circa 1.520 euro netti al mese;
  • Un lavoratore spagnolo circa 1.680 euro netti al mese;
  • Un lavoratore tedesco circa 1.730 euro al mese.

La simulazione tiene conto in generale delle leggi fiscali dei Paesi di riferimento. Si tratta, beninteso, di una semplificazione (a cui sfuggono dettagli come bonus ed esenzioni), che però può dare un'idea sommaria di quanto rimane di netto, a parità di busta paga, ma in paesi differenti. 

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