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Venerdì, 24 Maggio 2024
Le misure contro l'inflazione

Taglio del cuneo fiscale: il nuovo "sconto" in busta paga in vigore fino a dicembre

Prende forma il decreto Aiuti 2: non ci sarà il bis del bonus di 200 euro (che però sarà esteso a precari e stagionali). In arrivo anche un aumento sulle pensioni

Il bis non ci sarà. Il bonus di 200 euro resterà una tantum, ovvero verrà erogato una sola volta. La novità del decreto Aiuti è che il beneficio per lavoratori e pensionati con reddito sotto i 35mila euro verrrà invece esteso a precari di scuola, agricoltura e stagionali, ovvero a quelle categorie di lavoratori che finora era rimaste escluse. Per il resto, oltre alle misure pensate per contenere il caro energia (ovvero gli sconti sulle accise delle bollette) nel provvedimento allo studio del governo dovrebbero trovare posto l'anticipo della rivalutazione delle pensioni e un taglio temporaneo al cuneo fiscale che dovrebbe rendere un po' più pesanti le buste paga. Una sforbiciata che si andrebbe ad aggiungere allo sconto decontributivo dello 0,8% già in vigore per tutto il 2022 per i redditi fino a 35mila euro.

I dettagli della misura non sono ancora noti, ma secondo le indiscrezioni il taglio sul cuneo fiscale potrebbe essere di un punto o ancora una volta dello 0,8%. La sforbiciata, destinata anche questa volta ai redditi fino a 35mila lordi, dovrebbe rimanere in vigore da luglio a dicembre. Sarà eventualmente il nuovo esecutivo che dovrà decidere se prorogarlo o meno. L'intervento sul cuneo è dunque una delle novità che dovrebbe essere inserita nel decreto legge Aiuti 2. Il taglio del cuneo salirebbe così in busta paga fino al 1,6% o nella migliore delle ipotesi all'1,8% (ma non è neppure escluso che alla fine l'entità del taglio sarà minore). Un'altra idea, di cui dà conto Italia Oggi, sarebbe quella di agganciare anche il taglio delle bollette al reddito, anche se la proposta appare di difficile realizzazione. Nel decreto ci sarà anche la proroga dello sconto sui carburanti che dovrebbe essere esteso fino a ottobre.

Aumentano gli importi delle pensioni

A beneficiare di un aumento sui loro trattamenti saranno di sicuro i pensionati: l'idea del governo è infatti quella di anticipare gli aumenti che altrimenti scatterebbero nel 2023 grazie alla rivalutazione delle pensioni. Di cosa parliamo? Come avevamo già fatto presente in un altro articolo, il meccanismo di rivalutazione delle pensioni attualmente in vigore (ossia l'adeguamento delle pensioni all'inflazione) e l'aumento vertiginoso dei prezzi farà sì che il prossimo anno i pensionati riceveranno incrementi piuttosto cospicui sul loro trattamento. Ipotizzando un tasso di inflazione al 6,8% chi ha ha una pensione di 1.000 euro godrebbe di un aumento di 68 euro lordi al mese, che diventerebbe di 102 euro per una pensione di 1.500 euro e 136 (sempre lordi) per un assegno di duemila euro. L'idea ora è quella di anticipare i tempi: gli aumenti dovrebbero scattare un semestre prima, anche se non in "misura piena": l'indicizzazione, scrive infatti "Il Sole 24 Ore", potrebbe infatti essere calcolata sull’inflazione dei primi sei mesi dell’anno, più contenuta rispetto a quella attuale. Per conoscere i dettagli del provvedimento però bisognerà aspettare. 

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