Domenica, 19 Settembre 2021
Economia Italia

Il 2020 non sarebbe stato un anno bellissimo, anche prima del coronavirus

Aumentano i disoccupati, cala il prodotto interno lordo e l'inflazione: per l'Istat l'Italia si stava fermando già prima dell'emergenza sanitaria, ma ora - secondo Moody's - col coronavirus lo scenario base vede il pil crollare di mezzo punto fino ad un pessimistico -0,7%

L'economia italiana stava frenando già in maniera vigorosa anche prima dell'esplosione dell'epidemia di coronavirus. Come annuncia l'Istat con i dati economici diffusi oggi con la nota mensile l'indicatore anticipatore continua a registrare tassi di crescita negativi, evidenziando che lo scenario a breve termine della nostra economia rimane caratterizzato da prospettive di persistente debolezza dei livelli di attività economica.

Si registra un calo diffuso a tutte le componenti degli indici del clima di fiducia, ed erano dati rilevati fino a poco oltre la metà del mese scorso e che quindi non incorporano le reazioni alla piena manifestazione del contagio in Italia che produrrà sull'economia italiana una vera e propria onda anomala di cui abbiamo iniziato a vedere i contorni.

Secondo gli ultimi dati pubblicati oggi dall'agenzia Moody's l'epidemia di coronavirus impatterà particolarmente forte sull'Italia, che viene vista in recessione (rispetto alla previsione di +0,5% fatta a febbraio): l'agenzia di rating stima un calo del Pil dello 0,5% in caso di scenario di base - che comunque prevede 'problemi significativi globali' - mentre in caso di 'rallentamento esteso e significativo' il dato potrebbe attestarsi a -0,7%.

Istat, cosa dice(va) l'indice anticipatore prima del Coronavirus

indice anticipatore istat 2020-2

A pesare in particolar modo le prospettive economiche internazionali condizionate dall'evoluzione dell'emergenza sanitaria in corso che ha accresciuto le probabilità di un forte rallentamento degli scambi. L'economia italiana si affaccia a questa fase di forte instabilità con livelli di attività che, nell'ultimo trimestre del 2019, hanno mostrato diffusi segni di flessione. Nel quarto trimestre, il prodotto interno lordo ha registrato una variazione congiunturale negativa pari allo 0,3%. Un dato che ritroviamo nelle anticipazioni dell'agenzia di rating Standard & Poor's che vede per l'Italia un Pil negativo pari al -0,3% nel 2020.

I dati di gennaio riferiti al mercato del lavoro confermano i segnali di contrazione dei livelli di occupazione rilevati a dicembre, con una diminuzione degli occupati e un aumento dei disoccupati e degli inattivi.

I dati di gennaio riferiti al mercato del lavoro confermano i segnali di contrazione dell’occupazione già rilevati a dicembre, con una diminuzione degli occupati (- 0,2% rispetto al mese precedente, Figura 5), un aumento dei disoccupati (+0,2%) e degli inattivi (+0,2%).

occupati disoccupati istat 2020-2

A febbraio, l'inflazione complessiva ha manifestato un nuovo rallentamento, legato ai movimenti delle componenti volatili. La core inflation è rimasta stabile e ha continuato a segnare ritmi di crescita dimezzati rispetto a quelli dell'area euro.

C'era tuttavia un dato che faceva ben sperare: l'incremento degli scambi internazionali che tuttavia hanno visto un ritracciamento delle vendite soprattutto nei confronti di Russia (- 1,7%), la Cina (-11,9%), l’India (-15,2%) e i paesi del Mercosur (-4,1%).

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