Martedì, 23 Luglio 2024
Crisi economica

In Italia all'1,2 % delle famiglie il 20,9% della ricchezza (e in futuro andrà sempre peggio)

Secondo una ricerca del Boston Consulting Group nel nostro Paese i ricchi sono destinati a diventare sempre più ricchi: nel 2021 quasi un quarto della ricchezza totale sarà nelle mani dell'1,6 % delle famiglie. I dati

E' un'Italia a due velocità quella fotografata da una ricerca realizzata da Boston Consulting Group sulla ricchezza delle famiglie. Secondo le stime l’Italia conta infatti 307.000 famiglie milionarie, pari all’1,2% del totale, che possiedono il 20,9% della ricchezza finanziaria italiana (azioni, obbligazioni, depositi e strumenti di liquidità). 

Ma nei prossimi anni la situazione è destinata a "peggiorare" e si assisterà a una ulteriore concentrazione delle risorse finanziarie a beneficio di pochi. Il rapporto BCG parla chiaro: nel 2021 le famiglie milionarie saranno 433mila, l’1,6% del totale e con uno stock pari al 23,9 per cento. Le famiglie italiane milionarie in termini di azioni, obbligazioni, depositi sono quindi destinate a crescere ed è un fenomeno che si registra a tutte le latitudini.

A livello globale il numero di famiglie milionarie è infatti cresciuto in un anno del 7%, arrivando a quota circa 18 milioni. Si tratta dell’1% delle famiglie, che detengono il 45% della ricchezza.

Ricchi sempre più ricchi: il quadro globale

La ricchezza finanziaria privata continua a correre in tutto il mondo: a livello globale la corsa di Wall Street e degli altri principali mercati finanziari ha portato il valore totale di azioni, obbligazioni e depositi bancari alla cifra di 166.500 miliardi di dollari. Rispetto al 2015 si tratta di un incremento del 5,3%, superiore al +4,4% registrato l’anno precedente. Nel 2021 si dovrebbe toccare la quota di 223.100 miliardi di dollari, con una crescita media annua del 6%, derivante in parti uguali dalla creazione di nuova ricchezza e dalla valorizzazione degli asset esistenti. 

I risultati della ricerca

L’aumento della ricchezza privata è generalizzato in termini geografici "ma ancora una volta è stata l’area dell’Asia-Pacifico a segnare lo sviluppo più rapido: l’incremento è stato del 9,5%, inferiore a quello a due cifre degli anni passati (la media 2011-2015 era stata del 12%) ma tale da prospettare a breve uno storico sorpasso ai danni dell’Europa occidentale come secondo mercato più ricco".

L’area con Stati Uniti, Canada e Messico ha segnato un incremento robusto, +4,5%, superiore a quello dell’Europa occidentale, pari al +3,2 per cento. Per queste due regioni, così come per America Latina e Medio Oriente e Africa, l’andamento nel 2016 è stato migliore rispetto all’anno precedente.
 

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