Mercoledì, 21 Aprile 2021
Stati Uniti d'America

Dazi, perché se Trump accelera l'Europa (Italia in primis) "trema"

Donald Trump domenica ha "annunciato al mondo" nel suo modo preferito (via Twitter) che i dazi sui prodotti cinesi passano al 25 per cento. E oggi inizia l'indagine Usa per mettere i dazi alle importazioni su una lunga lista di prodotti provenienti dai Paesi europei

Nella foto, il porto di Amburgo (Ansa/Epa/Brandt)

Il Presidente Usa Donald Trump domenica ha "annunciato al mondo" nel suo modo preferito (via Twitter) che i dazi al 10 per cento su prodotti cinesi per un valore di 200 miliardi di dollari saliranno da venerdì al 25 per cento. L'inquilino della Casa Bianca ha aggiunto che i colloqui su un accordo commerciale Usa-Cina stanno procedendo troppo lentamente, e che i dazi imposti dagli Usa hanno avuto un ruolo importante sulle ultime performance della crescita economica statunitense. A breve altri 325 miliardi di dollari di merci saranno soggetti a tariffe: una decisione chiaramente tesa a forzare le trattative commerciali nei prossimi giorni.

Dazi, la "tregua" Usa-Cina è saltata

La Cina e gli Stati Uniti tra luglio e settembre dello scorso anno hanno introdotto reciproci dazi doganali su diversi beni scambiati dal valore di centinaia di miliardi di dollari l'anno. All'inizio di dicembre, a margine del vertice del G20 in Argentina, i leader dei due Paesi avevano concordato una "tregua" nella guerra commerciale. Trump ha imposto dazi del 25% su un iniziale pacchetto di merci cinesi per 50 miliardi di dollari lo scorso anno e poi del 10% su ulteriori 200 miliardi di dollari di prodotti. Tali dazi erano destinati a salire al 25% il 1 ° marzo, ma il presidente Usa aveva bloccato gli aumenti perché erano in corso i colloqui. 

Quelli che arrivano da Washington non sono quindi segnali rassicuranti sui negoziati per dirimere la disputa commerciale con la Cina.  "Per 10 mesi - afferma Trump - la Cina ha pagato agli Usa dazi al 25% su 50 miliardi di dollari di beni high tech, e al 10% su 200 miliardi di altri beni. Questo pagamenti sono parzialmente responsabili dei nostri grandi risultati economici. Venerdì i dazi al 10% saliranno al 25%".

Dazi, perché se Trump accelera l'Europa non può sorridere

Le mosse del presidente degli Stati Uniti Donald Trump suila Cina fanno tremare anche l'Unione Europea con l'avvio oggi 6 maggio dell'indagine da parte del Dipartimento del Commercio Usa (USTR) sulla proposta di mettere i dazi alle importazioni per una lunga lista di prodotti provenienti da Paesi comunitari. E' quanto affermano Coldiretti e Filiera Italia nel sottolineare che la black list dei prodotti europei da colpire con dazi ha un importo complessivo di 11 miliardi di dollari e comprende anche importanti prodotti agricoli e alimentari di interesse nazionale come i vini tra i quali il Prosecco ed il Marsala, formaggi, ma anche l'olio di oliva, gli agrumi, l'uva, le marmellate, i succhi di frutta, l'acqua e i superalcolici tra gli alimentari e le bevande colpite.

Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti - secondo quanto riferiscono Coldiretti e Filiera Italia - ha infatti annunciato, con la pubblicazione nel Registro Federale, l'avvio di una indagine, che inizia oggi 6 maggio per concludersi il 28 maggio e prevede l'audizione pubblica delle parti interessate e il successivo invio di considerazioni scritte sulle misure proposte dall'Amministrazione in risposta agli aiuti europei all'Airbus che danneggiano la Boeing. La scure, secondo lo studio di Filiera Italia e Coldiretti, si abbatte sul principale mercato di sbocco dei prodotti agroalimentari Made in Italy fuori dai confini comunitari dove nel 2018 si è registrato il record per un valore di 4,2 miliardi (+2%). Se con un valore delle esportazioni di 1,5 miliardi di euro nel 2018 il vino è il prodotto Made in Italy piu' colpito, in pericolo ci sono anche altri prodotti simbolo dell'agroalimentare nazionale a partire dall'olio di oliva con le esportazioni che nel 2018 sono state pari a 436 milioni ma ad essere minacciati sono anche i formaggi italiani che valgono 273 milioni.

Non si può non citare il caso del Pecorino Romano, perché gli States rappresentano circa i due terzi del totale export mentre per Grana Padano e Parmigiano Reggiano gli Usa sono il secondo paese per importanza, dopo la Germania. 

Secondo alcune stime della Cna di alcuni mesi fa l'Italia potrebbe perdere 0,3 punti di prodotto interno lordo per effetto dei dazi. Anche gli artigiani locali che stanno nella filiera ne risentiranno: I dazi rappresentano un passo indietro rispetto al libero mercato. La mossa di Trump starebbe maturando in seguito alle affermazioni della World Trade Organization (Wto), secondo cui gli aiuti ad Airbus hanno causato ripetutamente un impatto negativo nei confronti degli Usa. 

Lo schiaffo di Trump all'Europa: dazi su acciaio e alluminio

Per questo motivo, gli Stati Uniti ora minacciano di attivare dazi su diversi prodotti in arrivo da oltreoceano. Tra questi, elicotteri, aerei e loro componenti (fusoliere, carrelli d'atterraggio) provenienti da Francia, Germania, Spagna e Regno Unito e prodotti alimentari e dell'industria tessile, della plastica e della carta provenienti da tutta Europa. Prima di attivare queste misure, gli Usa attenderanno che il Wto stimi il valore di quelle che vengono definite “contromisure” rispetto ai sussidi europei ad Airbus. Un tema che, insieme a quello degli aiuti dati, secondo l'Ue, da Washington alla Boeing, è da 14 anni al centro di un forte contenzioso tra Bruxelles e Washington.

La stessa Unione europea si prepara a prendere le stesse misure contro gli Usa per gli aiuti americani a Boeing. Secondo quanto trapela, Bruxelles avrebbe già avviato i preparativi i base alle regole Wto pur restando "aperta a discutere" con gli Usa ma senza precondizioni. Da una guerra commerciale con gli Usa l'Europa rischia di uscire malmessa, perché le economie del Vecchio e del Nuovo continente sono così interconnesse che l'escalation di tariffe creerebbe solo perdenti e un clima sfavorevole alla crescita economica.

I dazi di Trump potrebbero incidere su esportazioni italiane per 37,7 miliardi di euro

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