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Martedì, 18 Gennaio 2022
I nuovi schiavi

Cosa cambia con il ddl caporalato: sostegno economico, casa e nuovo lavoro per chi denuncia

La proposta del centrosinistra, Pd, Leu e Azione, prevede un programma di protezione completo per i lavoratori finiti nelle mani di mafie e caporali

L'ennesimo scandalo sul caporalato richiama d'urgenza una legge che metta finalmente la parola fine a questa devastante piaga sociale, che interessa soprattutto i lavoratori del mondo agricolo, dell'edilizia e del tessile. Depositato un disegno di legge al Senato per proteggere i lavoratori dai propri aguzzini, da coloro che costringono le persone, spesso extracomunitarie, a lavorare in condizioni di semi schiavitù approffitando delle loro difficoltà economiche e spesso dalla mancanza di un permesso di soggiorno.

I numeri del caporalato in Italia

La chiamano la "nuova schiavitù", quella fatta da paghe di 3 euro l'ora, da orari massacranti, da alloggi fatiscenti (vere e proprie baraccopoli), da continue vessazioni fisiche e psicologiche: il tutto per 25 euro al giorno, pari a circa la metà di quello stabilito dai contratti nazionali.

Si tratta ormai di un problema strutturale visto che l’economia sommersa in agricoltura ha raggiunto addirittura il 12,3% dell’economia totale (circa 24,5 miliardi di euro), con un mancato gettito per lo Stato per oltre 600 milioni di euro. Secondo le ultime rilevazioni presente da Palazzo Chigi, i "lavoratori vulnerabili" nel settore agricolo sarebbero circa 400mila, l'80% stranieri, con il fenomeno diffuso soprattutto nel Mezzogiorno ma in aumento anche al nord e al centro Italia. 

Nel 2019 sono state denunciate soltanto 324 persone, 99 delle quali tratte in arresto, con numeri in calo rispetto agli anni passati. Interessati 1488 lavoratori, di cui 751 in nero.

Proposte ddl caporalato: assegno da 1.300 euro in attesa di un nuovo lavoro

Questo tipo di lavoratori al momento non ha alternative, proprio per questo serve un programma di accompagnamento alla legalità, spiegano i senatori Tommaso Nannicini e Sandro Ruotolo, primi firmatari del testo. "Abbiamo presentato un disegno di legge per il contrasto dello sfruttamento lavorativo e l’emersione del lavoro nero, che prevede la presa in carico delle persone che denunciano chi le sfrutta, attraverso un programma di protezione, alloggio, garanzia del reddito per 24 mesi, formazione mirata e tutela. Un programma di protezione che si estende anche ai congiunti e parenti conviventi, fino al secondo grado, e a coloro che si trovano presso lo stesso luogo di lavoro o presso lo stesso datore di lavoro, nelle medesime condizioni di sfruttamento lavorativo delle persone denuncianti o dichiaranti". 

La proposta del centrosinistra, Pd, Leu e Azione, prevede un programma di protezione completo per i lavoratori finiti nelle mani di mafie e caporali, con una tutela giudiziaria e sanitaria studiata ad hoc per chi si ribella e per i propri familiari. Previsto un sostegno economico di 1.300 euro di Naspi (indennità di disoccupazione), una casa e un nuovo lavoro per chi trova la forza di denunciare ma anche un percorso di reinserimento lavorativo.

Non è tutto: l’articolo 3 del disegno di legge "prevede l’istituzione da parte del prefetto, in collaborazione con l’Ispettorato nazionale del lavoro, di un ufficio per la protezione, assistenza e tutela delle persone che denunciano e che coordini gli interventi di organi pubblici, enti locali, enti privati, associazioni o consorzi tra enti, associazioni sindacali e di volontariato in una rete integrata di assistenza sanitaria, abitativa e lavorativa, per l’esecuzione del programma di protezione individuale o collettiva volto all’emersione della condizione di irregolarità lavorativa. Un vero percorso di regolarizzazione e di formazione lavorativa anche con l’avviamento verso iniziative imprenditoriali".

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