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Domenica, 5 Febbraio 2023
In attesa

Benzina: ma quando arriva il taglio di 25 centesimi al litro?

In molte pompe di benzina i prezzi di senza piombo e diesel sono già segnalati in discesa, ma quasi da nessuna parte il calo è "in picchiata" come sarebbe naturale conseguenza dopo il taglio via decreto legge di 25 centesimi al litro. Perché?

In molti distributori i prezzi sono già segnalati in discesa, ma quasi da nessuna parte la discesa è in picchiata come sarebbe naturale conseguenza dopo il taglio via decreto legge di 25 centesimi al litro. Sono passati ormai quattro giorno da venerdì, dal consiglio dei ministri che ha varato il provvedimento. Il testo è stato trasmesso al Quirinale per la controfirma. Scatta da oggi il taglio delle accise sui carburanti. Sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti decisi in Cdm la scorsa settimana che contengono le misure urgenti per contrastare gli effetti economici e sociali del conflitto in Ucraina. Per effetto di questo taglio, diminuiranno i prezzi dei carburanti. Giù i prezzi dunque forse già dal pomeriggio di oggi. Più realisticamente, domani.

Prezzi benzina e diesel: quando c'è davvero il calo

I benzinai avevano messo in chiaro che ci sarebbe voluto del tempo prima di vedere lo sconto alla pompa di benzina. Le accise, spiega la federazione italiana dei gestori di carburanti, calano dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ma non i prezzi alla pompa. Nulla si dice sulle quantità già immesse al consumo al momento dell’entrata in vigore del decreto, quindi con le accise vecchie.

Inevitabile che i tempi si siano già dilatati dal momento dell'annuncio di venerdì 18. Aspettando il taglio delle accise, nel weekend le compagnie hanno tenuto fermi i prezzi raccomandati di benzina e gasolio. In base alle rilevazioni Quotidiano Energia il prezzo medio nazionale praticato della benzina in modalità self service è stato così pari a 2,137 euro al litro (2, 257 il servito), mentre il diesel oscillava tra 2,122 (self) e 2,244 (servito). Una volta entrato in vigore il decreto i prezzi scenderanno a quota 1,9-2 euro al litro.

Protestano (non sorprende) Assopetrolio e Assoenergia: ritengono che la riduzione dell'accisa sui carburanti rischia di creare un danno a chi vende e distribuisce carburanti, perché sui prodotti immagazzinati hanno già versato le imposte dovute e quindi quando lo sconto sarà operativo avranno delle perdite. Intanti la Procura di Roma accelera la sua inchiesta per verificare le possibili manovre che hanno fatto lievitare i listini e per valutare se qualcuno abbia speculato.

Vari operatori del settore assicurano di essere pronti a mobilitarsi se dal governo Draghi non otterranno assicurazioni su futuri indennizzi.

"Il taglio premierà gli automobilisti più ricchi"

Il taglio dei costi alla pompa del carburante deciso dai governi della Ue premierà in massima parte gli automobilisti più ricchi, principali beneficiari di un'operazione dal costo complessivo di 8,6 miliardi di euro. Lo rende noto uno studio curato da Transport & Environment (T&E). La spesa prevista per l'Italia ammonta finora a 978 milioni di euro ed è la quarta più alta d'Europa dopo quelle stimate per Francia (3 miliardi), Polonia (1,4) e Paesi Bassi (1,36). In media, segnala l'analisi, i consumatori che rientrano nella classe di reddito più alto riceveranno un ''premio 8 volte superiore rispetto ai più poveri''. A fronte di queste cifre, suggerisce quindi T&E, i Paesi Ue dovrebbero seguire una strategia diversa tassando le importazioni di petrolio dalla Russia per finanziare la spesa sociale e promuovere la sicurezza energetica del Continente. "Nonostante affermino di stare dalla parte dell'Ucraina, i governi Ue non intendono tassare il petrolio russo scegliendo, per contro, di finanziarlo con quasi 9 miliardi di euro e di scaricare il peso dell'operazione sui contribuenti'', dichiara Veronica Aneris, direttrice per l'Italia di Transport & Environment. ''Per aiutare le persone in difficoltà esistono soluzioni migliori come ad esempio l'imposizione di dazi o tasse sul greggio proveniente dalla Russia. Invece di sovvenzionare gli automobilisti più ricchi, il sostegno potrebbe essere distribuito più equamente alle famiglie che ne hanno effettivamente bisogno". All'origine della discrepanza che premia il 10% di automobilisti più benestanti - sottolinea il rapporto - c'è la loro propensione a utilizzare, spesso da soli, auto più lussuose, spaziose e che consumano più carburante.

Secondo le stime, ad esempio, un taglio dei costi pari a 15 centesimi al litro si traduce in 6 mesi in un risparmio di 300 euro per un conducente di un modello BMW X5 contro i soli 85 euro calcolati per chi guida una Citroën C3. Coloro che utilizzano il trasporto pubblico, al tempo stesso, non ricevono alcun beneficio. Al momento i governi europei non hanno ancora preso alcuna misura per ridurre gli acquisti di petrolio nel Continente preferendo concentrarsi sul taglio delle tasse. Eppure, ricorda T&E, un recente rapporto dell'Agenzia Internazionale per l'Energia ha rilevato come l'implementazione di dieci azioni strategiche da parte delle economie avanzate si tradurrebbe in un calo della domanda globale pari a 2,7 milioni di barili al giorno. Una quantità equivalente al consumo di tutte le automobili presenti in Cina. L'imposizione di una tassa, contemporaneamente, porterebbe ulteriori benefici: secondo le stime, un'imposta di 25 dollari al barile sul greggio russo garantirebbe alla Ue un gettito annuale di 27 miliardi. La Russia, da parte sua, sarebbe costretta ad adeguarsi non avendo alternative sul breve termine rispetto alla vendita sul mercato europeo. "Il modo più semplice per ridurre i prezzi del petrolio consiste nel permettere alle persone di usare meno l'automobile'', conclude Veronica Aneris. ''I governi, quindi, dovrebbero garantire il diritto allo smart working e ridurre considerevolmente, per il periodo in corso, le tariffe del trasporto pubblico. Se si vogliono davvero aiutare le famiglie più povere che dipendono dall'auto, occorre allora ridurre le imposte sul reddito, aumentare le indennità di mobilità o fornire direttamente contributi in denaro a coloro che ne hanno più bisogno".

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