Sabato, 16 Gennaio 2021

Decreto dignità, cosa dicono davvero i dati Inps sul precariato

Il Movimento 5 stelle rivendica gli effetti del decreto dignità sul mercato del lavoro. L'osservatorio Inps certifica il raggiungimento dell'obiettivo di diminuire i contratti a tempo determinato, ma non si assiste parallelamente alla loro trasformazione in contratti a tempo indeterminato. In aumento le domande di disoccupazione

L'Inps ha pubblicato i dati sull'occupazione relativi al mese di novembre 2018 redatti dall’Osservatorio sul precariato. Da Gennaio nel settore privato sono state registrate 6 milioni e 890mila assunzioni, per un aumento del 5,0% (+325.000) rispetto allo stesso periodo del 2017.

Tutto bene? Non proprio: ad aumentare nello stesso periodo solo le cessazioni, 6.265.052 in aumento del 8,8% rispetto allo stesso periodo 2017. 

Pertanto il saldo tra assunzioni e cessazioni nel settore privato nel periodo gennaio-novembre 2018 si ferma ad un discreto +625.119, quasi 200mila unità in meno del saldo del corrispondente periodo 2017 (+807.474). In poche parole come dimostrano anche gli ultimi dati istat sulla produzione industriale l'economia italiana è ferma al palo e anche la crescita del mercato del lavoro sta registrando un nuovo stop. 

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Variazioni del mercato di lavoro in Italia, elaborazione di Today.it su dati Inps

Tra gennaio e novembre 2018 l'Osservatorio Inps sul precariato conferma il forte incremento delle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato  (+69,3%), mentre risultano in diminuzione i rapporti di apprendistato confermati alla conclusione del periodo formativo (-15%).

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Cresce il lavoro occasionale

La consistenza dei lavoratori impiegati con Contratto di Prestazione Occasionale (CPO) a novembre 2018 si attesta alle 17.917 unità (erano poco più di 15.000 a novembre 2017); l’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 240 euro.

Per quanto riguarda, invece, i lavoratori pagati con i titoli del Libretto Famiglia (LF), a novembre 2018 risultano circa 8.334 (contro circa 3.000 a novembre 2017); l’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 275 euro.

La nuova disciplina del lavoro occasionale prevede due distinte modalità di utilizzo:

Il Libretto Famiglia, utilizzabile dai datori di lavoro persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa: è composto da titoli di pagamento, il cui valore nominale è fissato in 10 euro, utilizzabili per compensare prestazioni di durata non superiore a un’ora.

Il Contratto di Prestazione Occasionale, utilizzabile da imprenditori, professionisti, lavoratori autonomi, e altre categorie di datori di lavoro, è il contratto mediante il quale un utilizzatore acquisisce, con modalità semplificate, prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entità. Possono fare ricorso al CPO imprenditori, professionisti, lavoratori autonomi, associazioni, fondazioni e altri enti di natura privata, nonché amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, con specifiche regolamentazioni valide per la P. A. e per le imprese del settore agricolo. La misura del compenso netto è fissata dalle parti purché sia: a) minimo € 9 per ogni ora; b) minimo € 36 per ogni giornata di lavoro.

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Il mercato del lavoro risulta invece decisamente dinamico con la crescita di assunzioni e cessazioni.

In crescita i nuovi contratti a tempo indeterminato +5,9%, contratti a tempo determinato +4,3%, contratti di apprendistato +11,9%, contratti stagionali +6,3%, contratti in somministrazione +2,4% e contratti intermittenti +7,7%. Per le assunzioni in somministrazione e a tempo determinato la fase di crescita si è conclusa ad agosto.

Crescono le cessazioni di tutte le tipologie di rapporti a termine a partire dai contratti a tempo determinato (+15%) per arrivare ai contratti intermittenti (+30%), mentre diminuiscono quelle dei rapporti a tempo indeterminato (-3,5%)

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Alla luce di questi dati ha ragione il Movimento 5 stelle a rivendicare la bontà del decreto dignità nel controstare il precariato? Oggi i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Lavoro hanno spiegato che la crescita dei contratti precari si è fermata grazie al decreto dignità.

Da tenere sotto osservazione il cambio di passo nella natura dei rapporti di lavoro a partire da Agosto, mese in cui è entrato in vigore il decreto voluto dal ministro Di Maio con incentivi per le assunzioni stabili che vanno dal 50 per cento di sgravi contributivi per i giovani assunti e arrivano al 100 per cento per i lavoratori del sud Italia.

Decreto Dignità: le misure diventate legge

Alla luce dei dati inps sembra raggiunto l’obiettivo di diminuire i contratti a tempo determinato, ma non si assiste parallelamente all'aumento dei contratti a tempo indeterminato. Come dimostrano i dati la nuova legge non farebbe altro che irrigidire il mercato del lavoro con una diminuzione dei contratti complessivi

Mercato del lavoro, cosa dicono i dati Inps

A novembre c’è stato un evidente calo dei contratti a termine: a novembre 2017 erano stati 266mila, un anno dopo sono diminuiti a 215mila, un calo di 50mila unità. Rispetto alle assunzioni a tempo indeterminato la situazione del 2018 (88mila) è rimasta la stessa del 2017 (86mila).

Ad essere cresciuto il numero delle trasformazioni di contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, ma non compensa il calo dei contratti a tempo.

Una nota importante, non si tratta di occupati ma di numeri di contratti attivati e occorrerà aspettare il report dell'Istat per mostrare il reale impatto della misura.

Ultimo dato non da poco: sono cresciute del 5% le domande di disoccupazione.

A novembre 2018 sono state presentate 223.728 domande di disoccupazione,+5,2% sullo stesso mese del 2017. Nell'Osservatorio sulla cassa integrazione, l'Inps dettaglia: 219.450 le domande di Naspi e 3.015 di DisColl. Nello stesso mese sono state inoltrate 1.263 domande di Aspi, mini Aspi, disoccupazione e mobilità. Nei primi 11 mesi del 2018 arrivate all'Inps 1.917.717 richieste di disoccupazione, +6,2% sullo stesso periodo del 2017. 

Ricordiamo inoltre che esistono escamotage per aggirare il decreto dignità, ad esempio lo staff leasing di cui abbiamo già parlato ieri.

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