Martedì, 26 Ottobre 2021
Economia

Decreto Dignità, l'articolo 18 resta nel cassetto: critiche sui 5 stelle

Durante l'esame alla Camera del provvedimento voluto da Di Maio, il Governo ha votato contro un emendamento che puntava a reintrodurre l'articolo in caso di licenziamento illegittimo

Proteste e scontri durante l'esame del Decreto Dignità. A scatenare la bagarre nell'Aula della Camera è stata la bocciatura alla reintroduzione dell'articolo 18 nel caso di licenziamento illegittimo. Un secco 'no' votato dal Governo, con Lega e Movimento 5 Stelle che hanno votato contro un emendamento, presentato dal deputato di Leu Guglielmo Epifani, che puntava a recepire, nel decreto Dignità, le norme cancellate dal Jobs Act approvato dal governo Renzi nella passata legislatura. L'emendamento - sul quale si erano dichiarati contro sia il governo che i relatori di maggioranza - è stato respinto con 317 no, 191 astensioni e i soli 13 voti a favore della pattuglia di deputati di Leu.

Nel presentare la ratio del provvedimento, l'ex segretario della Cgil aveva detto: "Parliamo di un tema delicato e conosciuto che va sotto la denominazione di Articolo 18. In realtà vogliamo presentare una norma per la tutela reale dei lavoratori nei casi di licenziamenti illegittimi, che il Jobs Act ha di fatto cancellato. Non vogliamo fare un atto di mera testimonianza né di propaganda ma risarcire moralmente e concretamente i lavoratori".

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Poi, dopo la bocciatura, Epifani ha parlato di "un'occasione persa per ridare veramente dignità ai lavoratori e alle lavoratrici". "Per noi - ha aggiunto - la proposizione della tutela reale nel caso dei licenziamenti illegittimi risponde a un doppio risarcimento intellettuale e morale. Per 20 anni ci è stato detto che l'art. 18 frenava i contratti a tempo indeterminato e gli investimenti. Tolto quel diritto però non sono aumentati né i contratti né gli investimenti. E' bene prendere atto che quella narrazione non era e non è vera. E' necessario tornare a difendere meglio la dignità dei lavoratori che vengono licenziati in modo illegittimo. E sicuramente il cosiddetto dl dignità non lo fa".

Boldrini: “Il Governo del cambiamento di idee”

La mancata reintroduzione ha scatenato un'ondata di critiche, soprattutto nei confronti dei 5 stelle, che in campagna elettorale si erano detti favorevoli al ritorno dell'articolo 18. Ironico e pungente il commento su Twitter di Laura Boldrini, deputata di Liberi e Uguali ed ex presidente della Camera: “ "#DiMaio in campagna elettorale 'Vogliamo ripristinare l'articolo 18'. Alla prova dei fatti oggi a @Montecitorio invece cosa fa il #M5S? Vota contro l'emendamento di #Epifani che mirava a reintrodurlo. Il governo del cambiamento, sì, del cambiamento di idee #DecretoDignità".

Speranza: “La Waterloo dei 5 stelle”

Sulla stessa linea le critiche di Roberto Speranza, il coordinatore nazionale di Mdp, deputato di Liberi e Uguali, intervenuto in Aula: "Da Waterloo del Jobs Act a Waterloo dei 5 Stelle che si rimangiano la promessa di ripristinare l'articolo 18". 

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