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Lunedì, 27 Maggio 2024
La misura più attesa

Il nuovo decreto energia con la proroga del mercato tutelato: cosa cambia per le bollette

Oggi in Consiglio dei ministri sarebbe dovuto approdare il pacchetto con le "disposizioni urgenti per la sicurezza energetica del Paese". Poi è saltato tutto

Aggiornamento delle ore 14.30 - Nell'ordine del giorno diramato dalla presidenza del Consiglio in vista del Consiglio dei ministri che si svolgerà nel pomeriggio, a partire dalle 15.30, non c'è il nuovo decreto energia. Tra i provvedimenti che approderanno sul tavolo del governo, i due decreti fiscali (schema di decreto legislativo "modifiche allo statuto dei diritti del contribuente" e "razionalizzazione e semplificazione delle norme in materia di adempimenti tributari"), entrambi per un esame preliminare.

Non scatterà il 10 gennaio 2024 il passaggio al mercato libero dell'energia, quello in cui le condizioni dei contratti sono fissate dagli operatori senza fare riferimento all'Arera (l'autorità di regolazione per energia, reti e ambiente). Il governo Meloni, infatti, è pronto a varare un nuovo pacchetto energia che conterrà anche la proroga (l'ennesima) del mercato tutelato di luce e gas per i clienti domestici (quello in cui le tariffe sono stabilite dall'Arera), come avevamo anticipato qui, nei giorni scorsi. Famiglie e piccole imprese potranno fare affidamento, ancora per un po', sui prezzi stabiliti dall'autorità ad hoc per l'energia elettrica e il gas. Cosa cambia, dunque, per le bollette di luce e gas? Andiamo con ordine. 

Il nuovo decreto energia oggi è all'esame del pre Consiglio dei ministri alle 9.30 e poi approda al Consiglio dei ministri convocato nel primo pomeriggio, alle 15.30. Il provvedimento in questione è stato predisposto dal ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, e contiene "disposizioni urgenti per la sicurezza energetica del paese, la promozione del ricorso alle fonti rinnovabili, il sostegno alle imprese a forte consumo di energia, nonché per il funzionamento del mercato al dettaglio dell'energia elettrica". La misura più attesa, richiesta nei mesi scorsi dalle associazioni dei consumatori, è proprio quella sulla proroga del regime tutelato. La transizione interessa circa di un terzo degli utenti complessivi italiani, quasi 15 milioni di utenti che pagano le bollette in base alle tariffe del regime tutelato.

Il passaggio al mercato libero dell'energia non scatterà a inizio 2024. Serviranno da un minimo di sei mesi ad un massimo di un anno per il passaggio agli operatori selezionati dei clienti ora in regime tutelato. Il decreto del governo prevede l'attivazione di adeguate campagne informative e l'arrivo di un nuovo servizio per la fornitura di energia elettrica ai clienti definiti "vulnerabili" a prezzi calmierati (chi ora riceve il bonus sociale per le bollette, gli over 75, gli abitanti delle isole minori o di abitazioni di emergenza dopo calamità). Le gare già in essere per assegnare i clienti che non hanno scelto un fornitore del mercato libero dovrebbero essere valide, ma l'azienda che avrà vinto non subentrerà prima di luglio 2024 o gennaio 2025.

La scelta di prorogare l'entrata in vigore dello stop al mercato tutelato era già stata anticipata da Vannia Gava, viceministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. La decisione sul mercato tutelato va incontro a una spinta che arriva anche dal Parlamento: la richiesta, infatti, è contenuta in una serie di emendamenti presentati da diversi gruppi di maggioranza e opposizione al decreto proroghe in esame in commissione Finanze al Senato.

Le misure sulle rinnovabili

Secondo le anticipazioni e le bozze del decreto circolate in queste ore, arriva anche un aiuto alle imprese energivore, per la costruzione di impianti elettrici da energia rinnovabile di potenza pari ad almeno un megavattora. Il decreto propone un "electricity release": le imprese potranno farsi anticipare i costi di questi impianti dal Gse (gestore dei servizi energetici), con la fornitura per tre anni ad un prezzo medio da rinnovabili, che poi potranno restituire sotto forma di energia in vent'anni.

Arriva anche una spinta all'eolico off-shore: il decreto energia prevede fondi per sostenere investimenti infrastrutturali da effettuare "su due aree demaniali marittime ubicate nel Mezzogiorno, con relativo specchio acqueo antistante da destinare alla cantieristica navale per la produzione di piattaforme galleggianti e degli impianti di produzione di energia eolica in mare". Per questo si stanziano 20 milioni di euro nel 2024, 110 nel 2025 e 170 nel 2026. Ulteriori 60 milioni di euro per l'anno 2024 e 60 milioni di euro per l'anno 2025 sono assegnati al ministero dell'ambiente (Mase) con la finalità di "sostenere lo sviluppo e l'industrializzazione del processo di costruzione di un prototipo di fondazione galleggiante teso alla realizzazione di un impianto eolico in mare pilota dimostrativo ed operativo, destinato alla produzione di energia per finalità di autoconsumo di una delle due aree demaniali precedenti".

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