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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Ecco il decreto fiscale: dall'ecobonus auto al reddito di cittadinanza, cosa cambia

Via libera al pacchetto di misure urgenti "in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili": cosa cambia

Arriva il via libera del Consiglio dei ministri al decreto fiscale, un pacchetto di “misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili” e che affronta temi cruciali come la quarantena covid, le cartelle esattoriali, la cassa integrazione, il reddito di cittadinanza, i congedi parentali e la sicurezza sul lavoro.

Cartelle esattoriali

Sul fronte cartelle esattoriali, il decreto stabilisce che ci sono cinque mesi di tempo per l'adesione spontanea alle cartelle fiscali notificate dal primo settembre al 31 dicembre 2021. È previsto il differimento del versamento delle rate delle definizioni agevolate dei carichi affidati alla riscossione (cosiddetti “rottamazione-ter” e “saldo e stralcio”) originariamente in scadenza a decorrere dal 2020. In particolare, potranno essere versate entro il 30 novembre 2021 le rate in scadenza nel 2020 e in scadenza dal 28 febbraio al 31 luglio 2021.

Viene inoltre prolungato a 150 giorni dalla notifica, in luogo di 60, il termine per l’adempimento spontaneo delle cartelle di pagamento notificate dal primo settembre al 31 dicembre 2021'', si legge nella nota di Palazzo Chigi, che chiarisce: ''Fino allo scadere del termine dei 150 giorni non saranno dovuti interessi di mora e l’agente della riscossione non potrà agire per il recupero del debito''.

Per i piani di rateizzazione già in essere prima dell’inizio del periodo di sospensione della riscossione, infine, viene esteso da 10 a 18 il numero delle rate che, se non pagate, determinano la decadenza dalla rateizzazione concessa. 

Quarantena covid

Il decreto prevede il rifinanziamento per le misure adottate al fine dell’equiparazione della quarantena per Covid 19 alla malattia. Fino al 31 dicembre 2021 il periodo che i lavoratori trascorrono in quarantena, a causa del Covid, con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva , ''è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto''. Il costo della norma si avvicina a 1,2 miliardi di euro.

I datori di lavoro del settore privato con obbligo previdenziale presso le gestioni dell’Inps, per il periodo dal 31 gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2021, ''hanno diritto a un rimborso forfettario per gli oneri sostenuti relativi ai propri lavoratori dipendenti non aventi diritto all’assicurazione economica di malattia presso l’Inps. Per ciascun anno solare, il rimborso è riconosciuto al datore di lavoro una tantum per ogni singolo lavoratore, ed è previsto solo nei casi in cui la prestazione lavorativa, durante l’evento, non possa essere svolta in modalità agile". Il rimborso è erogato dall’Inps, per un importo pari a 600 euro per lavoratore, previa presentazione della domanda.

Cassa integrazione Covid

Il decreto ha rifinanziato la Cassa Integrazione prevista per i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi connessi all’emergenza COVID-19. Nelle bozze la proroga è di 13 o 9 settimane da utilizzare nel periodo tra il primo ottobre e il 31 dicembre, per una spesa complessiva di oltre 800 milioni.

Reddito di cittadinanza

Alla fine la misura di sostegno al reddito cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle resta: Palazzo Chigi ha reso noto che nel decreto legge è previsto anche il rifinanziamento del reddito di cittadinanza, con 200 milioni nel 2021.

Congedi parentali

I lavoratori dipendenti o autonomi genitori di minori di 14 anni possono astenersi dal lavoro nel caso in cui sia sospesa l’attività didattica o educativa del figlio per tutta o in parte la durata dell’infezione o per la quarantena disposta dalle autorità competenti. Nelle bozze visionate la norma prevede il riconoscimento un'indennità pari al 50% della retribuzione.

Ecobonus auto elettriche

Il governo ha deciso di rifinanziare il fondo per il rinnovo del parco auto, ma per l’Ecobonus i fondi a disposizione sono inferiori rispetto alle prime bozze, dove era indicata la cifra di 300 milioni. Per il 2021 il rifinanziamento è di 100 milioni, risorse ripartite destinando 65 milioni di euro per incentivare l'acquisto di veicoli M1 compresi nella fascia di emissione 0-60 g/km CO2, 20 milioni per l'acquisto di veicoli commerciali di categoria N1 o M1 speciali, di cui 15 milioni di euro riservati ai veicoli esclusivamente elettrici. Per i veicoli M1 compresi nella fascia 61-135 g/km CO2 sono invece stanziati 10 milioni di euro. Infine 5 milioni di euro sono destinati all'acquisto di veicoli di categoria M1 usati con emissioni comprese tra 0-160 g/km CO2

Sicurezza sul lavoro

Il decreto, spiegano dalla presidenza del Consiglio, ''interviene con una serie di misure sul mondo del lavoro, a cominciare dalla sicurezza sui luoghi di lavoro: le norme approvate consentiranno infatti di intervenire con maggiore efficacia sulle imprese che non rispettano le misure di prevenzione o che utilizzano lavoratori in nero''. L’obiettivo "è quello di incentivare e semplificare l’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di un maggiore coordinamento dei soggetti competenti a presidiare il rispetto delle disposizioni per assicurare la prevenzione''.

Cambiano le condizioni necessarie per l’adozione del provvedimento cautelare della sospensione dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni: 10% e non più 20% del personale “in nero” presente sul luogo di lavoro. Non è più richiesta alcuna “recidiva” ai fini della adozione del provvedimento che scatterà subito a fronte di gravi violazioni prevenzionistiche. La nuova disciplina del provvedimento cautelare prevede altresì l’impossibilità, per l’impresa destinataria del provvedimento, di contrattare con la pubblica amministrazione per tutto il periodo di sospensione.

Inasperite inoltre le sanzioni. Nel caso in cui vengano accertate gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro, è prevista, come detto, la sospensione dell’attività, anche senza la necessità di una reiterazione degli illeciti. Per poter riprendere l’attività produttiva è necessario non soltanto il ripristino delle regolari condizioni di lavoro, ma anche il pagamento di una somma aggiuntiva di importo variabile a seconda delle fattispecie di violazione. L’importo è raddoppiato se, nei cinque anni precedenti, la stessa impresa ha già avuto un provvedimento di sospensione.

Nel testo finale è rimasto il riferimento al passaggio all'Ispettorato Nazionale del Lavoro delle competenze di carattere generale nei controlli sulla sicurezza, ma il confronto con le Regioni potrebbe proseguire e non sono escluse successive modifiche. Verrà inoltre aumentato l’organico con l’assunzione di oltre 1.000 persone, ed è previsto un investimento tecnologico di oltre 3,7 milioni di euro nel biennio 2022/2023. Previsto anche l’aumento del personale dell’Arma dei Carabinieri dedicato alle attività di vigilanza sull’applicazione delle norme in materia di diritto del lavoro, legislazione sociale e sicurezza sui luoghi di lavoro, che passerà dalle attuali 570 a 660 unità dal 1° gennaio 2022.

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