Martedì, 1 Dicembre 2020

Decreto legge ristori: i rimborsi a fondo perduto per chi chiuderà dopo il Dpcm 25 ottobre

Contributi a fondo perduto per per bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, palestre, piscine, centri benessere, centri commerciali, teatri, cinema, sale giochi. Previsto anche il rinvio della seconda rata dell'Imu per i pubblici esercizi

Il governo varerà con un decreto legge previsto per questa settimana una serie di contributi e aiuti a fondo perduto per chi sarà penalizzato dal Dpcm 25 ottobre 2020, la cui bozza prevede chiusure orarie o definitive per bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, palestre, piscine, centri benessere, centri commerciali, teatri, cinema, sale giochi. Previsto anche il rinvio della seconda rata dell'Imu per i pubblici esercizi. 

I rimborsi a fondo perduto per chi chiuderà dopo il Dpcm 25 ottobre

Gli aiuti a fondo perduto dovrebbero ammontare per ora a 2 miliardi, mentre i possibili beneficiari dovrebbero essere 230mila se verrà messo un limite alle partite Iva fino a 5 milioni di fatturato. Il decreto Rilancio stabiliva un minimo di mille euro per le persone e duemila per le società e l'importo poteva essere aumentato per le fasce più penalizzate. Questo meccanismo dovrebbe essere replicato nel nuovo decreto legge e i contributi dovrebbero essere erogati più velocemente visto che l'Agenzia delle Entrate ha tutti i dati della precedente operazione. L'obiettivo è di inviare i ristori entro metà novembre. 

Il punto è: basteranno questi soldi? Le nuove restrizioni per contenere i contagi del Covid-19, avverte Confesercenti, "avranno un impatto negativo sull'economia, causando un'ulteriore riduzione di circa 5,8 miliardi di euro di consumi delle famiglie, l'ennesimo colpo per commercio, turismo e somministrazione, che potrebbe causare la chiusura di altre 20mila attivita', portando da 90 a 110mila le cessazioni di impresa previste quest'anno". Secondo i calcoli di Confesercenti, nell'ipotesi che le chiusure siano imposte fino alla prima settimana di novembre l'ulteriore impatto negativo sui consumi potrebbe infatti raggiungere i 5,8 miliardi portando la stima della riduzione complessiva della spesa delle famiglie per il 2020 da 90 a 95,8 miliardi di euro. E "ben più drammatiche" sarebbero le conseguenze nel caso di due ulteriori mesi di lockdown che, in questa fase dell'anno, determinerebbero una caduta immediata della spesa di 40 miliardi. Confesercenti chiede quindi soluzioni per agevolare l'accesso al credito e per fronteggiare i costi fissi, a partire da una nuova normativa d'emergenza sugli affitti perche' sarebbero almeno 70mila le attivita', in Italia, che non ce la fanno più a pagare il canone. 

Nel nuovo dl anti-Covid, il quarto, che avrebbe una dote di partenza di circa 4-5 miliardi, sarà rifinanziata la cassa integrazione e dovrebbero essere inseriti i ristori per i settori piu' colpiti in attesa del fondo ad hoc da 4 miliardi previsto nella legge di bilancio. Come ha spiegato il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, il governo punta a finanziare la Cig per altre 10 settimane, per garantire una copertura fino al mese di gennaio alle imprese che esauriranno il sussidio da meta' novembre. La nuova tranche di cig di 8 settimane per i primi mesi del prossimo anno sara' poi finanziata con i 5 miliardi previsti in manovra per un totale di 18 settimane di proroga. E si sta valutando di allungare al 31 gennaio, in corrispondenza con la fine dello stato di emergenza, il blocco dei licenziamenti, proposta respinta dai sindacati che hanno minacciato lo sciopero e richiesto l'intervento di Conte. 

Il Dpcm 25 ottobre chiude l'Italia alle 18 ma...

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