Giovedì, 28 Ottobre 2021
Sicurezza

Morti sul lavoro: arriva il decreto del governo Draghi

Il decreto nel prossimo consiglio dei ministri: non risolverà l'emergenza - perché tale è - dall'oggi al domani, ma sarebbe un’inversione di tendenza sull’approccio delle istituzioni alla sicurezza sul lavoro, un segnale importante

Quasi pronto il decreto con il quale il governo prova a fermare la strage quotidiana sul lavoro che lascia in terra ogni giorno una media di tre vittime (l'ultimo incidente mortale ieri a Messina). Il decreto non risolverà l'emergenza - perché tale è - dall'oggi al domani, ma sarebbe un’inversione di tendenza sull’approccio delle istituzioni, un segnale importante. È tempo di costruire prassi e procedure per garantire sicurezza e lavoro preservando la vita di ogni lavoratore. Le istituzioni nazionali e locali devono rafforzare le verifiche, i controlli, le ispezioni nei luoghi di lavoro: lo chiedono i sindacati. "Bisogna assumere subito il personale adeguato come ispettori e medici del lavoro, fare un grande investimento sulla formazione, sulla prevenzione, sulle ricerca per far crescere la cultura della salute e sicurezza. Valorizzare e sostenere le imprese che investono sulla sicurezza ed inasprire le sanzioni per le aziende che violano legge e contratti", fanno sapere dalla Cisl. Il decreto è solo un primo passo, per quanto importante.

Morti sul lavoro: cosa cambia con il nuovo decreto

Il decreto interviene con modifiche e assestamenti del Testo unico sulla sicurezza del lavoro per “incentivare e semplificare  - è quel che si legge nella bozza di testo -l’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza su lavoro ed il coordinamento dei soggetti competenti a presidiare il rispetto delle norme prevenzionistiche". Previsto quindi un "ampliamento delle competenze ispettive dell’Ispettorato nazionale nell’ambito della materia della salute e sicurezza del lavoro, così da consentire un maggior presidio, su tutto il territorio nazionale, sul rispetto della relativa disciplina. Le modifiche prevedono, inoltre - continua il testo - un accentramento in capo all’Ispettorato del coordinamento dell’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza su lavoro svolta a livello provinciale". Si tratta, in sostanza, della volontà di mettere a sistema e armonizzare le attività delle Asl, innanzitutto con la previsione di almeno due riunioni all’anno del comitato regionale, convocate direttamente dall’Ispettorato.

Non verranno più tollerate negligenze sulla vigilanza dei macchinari.Il decreto nel prossimo Consiglio dei ministri

Il decreto dovrebbe essere varato dal prossimo Consiglio dei ministri. Previste pene immediate e più severe: sospensione dell'attività per le aziende che non rispettano le norme sulla sicurezza e l'arresto fino a sei mesi per gli imprenditori che non si mettono in regola. Le aziende sorprese da un'ispezione con il 10% degli addetti senza regolare contratto presenti sul luogo di lavoro rischiano lo stop. Al momento la chiusura scatta solo con il 20% dei lavoratori irregolari e solo in caso di "gravi e reiterate violazioni". Nel periodo di sospensione, l'impresa dovrà continuare a pagare gli stipendi e potrebbe non poter partecipare a gare pubbliche.

Serve un cambio di passo culturale da parte delle imprese

"Il tempo di ascoltare è finito, ora è il tempo di fare. Le ricette ci sono. A cominciare dalla patente a punti che deve diventare un meccanismo fortemente incentivante, uno sprone, per condurre le imprese al rispetto delle norme anti infortuni. La logica è quella del premio per attivare un circolo virtuoso: si potrebbe pensare ad un taglio del costo del lavoro che non è certamente irrilevante. L'obiettivo è mettere ai margini chi evidentemente non rispetta le regole del gioco", diceva la scorsa settimana fa il vicepresidente della Commissione monocamerale di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali al Senato, Iunio Valerio Romano (M5s), invocando anche un cambio di passo culturale da parte delle imprese. "L'imprenditore deve avere la consapevolezza chela sicurezza non è solo un costo fine a se stesso ma è anche un volano per la sua crescita produttiva"

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