Decreto Rilancio, chi non deve pagare la prima rata dell'Imu

L'abolizione del pagamento della prima rata della tassa immobiliare, in scadenza a giugno, non spetterà a tutti: ecco quali sono gli immobili inclusi nel provvedimento

Foto di repertorio

Il decreto Rilancio appena varato dal Governo contiene diverse misure economiche, che vanno ad “abbracciare” ambiti differenti, dalla salute alla sicurezza, passando per il sostegno alle imprese, le tasse e la sanatoria per i migranti. Tra le voci più ricercate tra gli utenti c'è la tassa sulla casa, ma chi potrà non saldare la prima rata dell'Imu? Secondo il testo definitivo del provvedimento, soltanto alcuni soggetti potranno evitare il pagamento di questa imposta. 

Decreto Rilancio, chi non deve pagare la prima rata dell'Imu 

Seguendo quanto riportato nel decreto Rilancio, l’abolizione del versamento della prima rata dell’Imu, quota-Stato e quota-Comune in scadenza alla data del 16 giugno 2020, spetta ai possessori di immobili classificati nella categoria catastale D/2, vale a dire alberghi e pensioni, a condizione che i possessori degli stessi siano anche gestori delle attività ivi svolte. La norma prevede la stessa agevolazione per gli stabilimenti balneari, marittimi, lacuali e fluviali. I proprietari delle altre tipologia di immobili dovranno invece pagare la tassa in scadenza a giugno. 

Decreto Rilancio, le altre misure contenute nel pacchetto economico

Come anticipato ad inizio articolo, il pacchetto economico contenuto nel decreto Rilancio prevede altre misure riguardanti il Fisco, ecco quali sono: 

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  • Irap: Tutte le imprese, fino a 250 milioni di fatturato, beneficeranno della cancellazione del saldo e acconto dell'Imposta regionale sulle attività produttive, che avrebbero dovuto versare a giugno.
  • Ecobonus: Per ogni 100 euro spesi per la riqualificazione energetica avrete uno 'sconto' fiscale di 110 euro. Questa in sostanza la norma contenuta nel provvedimento, che introduce un superbonus del 110%, anche per le ristrutturazioni antisismiche.
  • Tasse: 'Rimandate' a settembre tutte le tasse a carico delle imprese che hanno registrato cali di fatturato. La ripresa dei versamenti scatterà dal 16 settembre, e vanno dai versamenti delle ritenute all'Iva, passando per i contributi. I contribuenti dovranno saldare il 'debito' con il fisco in unica soluzione o in quattro rate.
  • Cartelle: Tutto sospeso fino a settembre, per imprese e cittadini. Le notifiche delle cartelle vengono rinviate al primo settembre, mentre la consegna degli atti di accertamento ripartirà alla fine dell'anno mentre per la notifica il termine è fissato dal primo gennaio al 31 dicembre 2021.
  • Tosap: Stop fino al 31 ottobre della tassa di occupazione del suolo pubblico, per la parte di spazio che gli esercizi dovranno aggiungere, per rispettare il distanziamento previsto dalle nuove regole.

Qui sotto, una panoramica sui bonus del decreto Rilancio.

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