Domenica, 24 Gennaio 2021
Italia

La lezione del coronavirus: arrivano i fondi per la sanità (e l'infermiere di quartiere)

Un investimento complessivo pari a 1 miliardo e 256 milioni di euro è destinato a finanziare l'assistenza domiciliare, la rete territoriale e Unità speciali di continuità assistenziale (Usca)

Dopo l'emergenza coronavirus il Servizio sanitario nazionale ne uscirà ridisegnato in particolar modo grazie al potenziamento della sanità territoriale, prima voce del capitolo del decreto Rilancio dedicato alla salute.

Un investimento complessivo pari a 1 miliardo e 256 milioni di euro è destinato a finanziare assistenza domiciliare, rete territoriale e Unità speciali di continuità assistenziale (Usca), monitoraggio domiciliare, strutture territoriali di isolamento, attività di infermieri di famiglia e assistenti sociali.

61 milioni di euro per Rete territoriale e Usca

In tutte le Regioni e le Province autonome verrà potenziata l'attività di sorveglianza attiva a cura dei Dipartimenti di prevenzione, in collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Viene disposto l'incremento dei controlli nelle residenze sanitarie assistite (Rsa), anche attraverso la collaborazione di medici specialisti. Sul territorio sarà aumentata la funzionalità delle Usca, deputate al supporto dei servizi di assistenza domiciliare, anche reclutando al loro interno medici specialisti ambulatoriali convenzionati.

Arriva l'infermiere di quartiere

Il decreto rilancio prevere il rafforzamento dei servizi infermieristici territoriali, per potenziare l'assistenza domiciliare integrata ai pazienti in isolamento domiciliare e ai malati cronici, disabili, persone con disturbi mentali o in situazioni di fragilità. Con questo obiettivo viene introdotta la figura dell'infermiere di quartiere, 9.600 nuovi infermieri, 8 ogni 50mila abitanti, anche a supporto delle Usca. Risorse stanziate per le nuove assunzioni: 332.640.000 euro. Si aumenta inoltre, con 10 milioni di euro, la disponibilità del personale infermieristico a supporto degli studi di medicina generale, per fronteggiare l'emergenza.

Come cambia l'assistenza domiciliare

Verranno implementate sul territorio azioni terapeutiche e assistenziali domiciliari grazie a 733.969.086 euro di risorse stanziate per personale e servizi. Specifici provvedimenti verranno posti in essere per portare l'assistenza agli ultra 65enni dagli attuali 610.741 pazienti, pari al 4% della popolazione over 65, a 923.500, pari al 6,7%. Un tasso che porta l'Italia al di sopra della media Ocse, attualmente del 6%.

L'obiettivo è quello di raddoppiare anche i servizi per la popolazione minore di 65 anni: si andrà dagli attuali 69.882 assistiti a domicilio, pari allo 0,15% della popolazione under 65, a 139.728, pari allo 0,3%. .

72 milioni per il monitoraggio domiciliare

Per garantire una maggiore sorveglianza sanitaria domiciliare verrà potenziato il monitoraggio, anche attraverso l'uso di App di telefonia mobile. Tutto ciò permetterà di coordinare al meglio i servizi d'assistenza necessari ai pazienti, che riceveranno in dotazione anche i saturimetri per misurare i livelli di ossigenazione, e di individuare subito un eventuale peggioramento clinico di un assistito a domicilio o in una residenza alberghiera, mettendo in moto una tempestiva ospedalizzazione. A questo scopo saranno attivate centrali operative regionali, dotate di apposito personale e di apparecchiature per il telemonitoraggio e telemedicina.

14 milioni per gli assistenti sociali

Per la valutazione complessiva dei bisogni dei pazienti e l'integrazione con i servizi socio-sanitari, le Usca saranno integrate dalla figura degli assistenti sociali regolarmente iscritti all'Albo professionale.

32 milioni per i covid hospis

Laddove per applicare le misure di isolamento domiciliare e di quarantena, o per ospitare pazienti dimessi dagli ospedali, sia necessario disporre temporaneamente di immobili alternativi al domicilio privato, Regioni e Province autonome potranno stipulare contratti d'affitto con strutture alberghiere o di tipologia analoga. Verranno stanziati fondi per infermieri, operatori tecnici assistenziali, sanificazione, formazione del personale alberghiero, lavanderia, manutenzione delle strutture. Per le Strutture territoriali di isolamento sono state stanziate risorse per 32.497.693 euro.

In totale 3 miliardi per la sanità

Ulteriori risorse che portano gli investimenti per la sanità a oltre 3 miliardi di euro sono state stanziate per l’assistenza ospedaliera (1,467 miliardi di euro) e per investimenti sul personale (430,9 milioni di euro tra assunzioni e incentivi). Per aumentare il numero dei contratti di medici specializzandi vengono stanziati 105 milioni per il 2020 (e altrettanti per il 2021), l’obiettivo è avere 4.200 nuove borse di studio.

Per quanto riguarda la rete ospedaliera, la priorità è potenziare le terapie intensive. Le Regioni devono, tramite un piano di riorganizzazione, incrementare l’attività in regime di ricovero in Terapia intensiva e in aree di assistenza ad alta intensità di cure, rendendo strutturale sul territorio nazionale la dotazione di almeno 3.500 posti letto di terapia intensiva. Obiettivo: 0,14 posti per mille abitanti in ogni Regione. Da programmare, poi, la riqualificazione di 4.225 posti letto di area semi-intensiva, pronti a essere convertiti in terapia intensiva in caso di necessità.

Come cambia l'iva sulle mascherine

Il decreto interviene sull’Iva per le mascherine e altri dispositivi utili nel constrasto all’emergenza Covid-19. Il primo comma dell’articolo 130-bis prevede che d’ora in poi si applichi alle mascherine e a una lunga lista di dispositivi e prodotti l’aliquota Iva del 5%, ma il comma 2 specifica: "Per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, le cessioni di tutti questi beni effettuate entro il 31 dicembre 2020 sono esenti dall’imposta sul valore aggiunto, con diritto alla detrazione dell’imposta"

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