Martedì, 1 Dicembre 2020

Decreto Ristori: quanti soldi arrivano a bar, ristoranti, gelaterie, alberghi e taxi

Sulla fascia del 200% c'è tutta la ristorazione, così come i cinema, le sale giochi, i centri scommessi, le terme e le palestre. Bar, gelaterie e pasticcerie sono invece sul 150%

Quanti soldi arriveranno dal decreto Ristori alle categorie colpite dalle chiusure del Dpcm 24 ottobre? A fare il punto oggi è Gianni Trovati sul Sole 24 Ore, che spiega che ai bar arriverà un aiuto medio da 2941 euro, mentre 5173 euro saranno appannaggio dei ristoranti. 

Decreto Ristori: quanti soldi arrivano a bar, ristoranti, gelaterie, alberghi e taxi

Il decreto ristori è stato approvato ieri dal governo Conte e prevede di ristorare 462mila soggetti, centomila in più rispetto al previsto, con 2,44 miliardi. Sulla fascia del 200% c'è tutta la ristorazione, così come i cinema, le sale giochi, i centri scommessi, le terme e le palestre. Bar, gelaterie e pasticcerie sono invece sul 150%. Le somme che arriveranno sui conti correnti dipenderanno dalla perdita indicata da ogni partita Iva per aprile 2020 rispetto allo stesso mese del 2019. La scelta è stata effettuata per tagliare i tempi dei pagamenti. 

Secondo questo schema ai bar arriverà quindi un contributo medio pari a 2941 euro, 5173 euro arriveranno ai ristoranti e 2579 agli affittacamere. I taxi porteranno a casa 1026 euro mentre per gli alberghi ce ne sono 4153 e gelaterie e pasticcerie ne hanno 3482. Il quotidiano spiega anche che la somma degli assegni di primavera e di oggi oscilla fra il 5 e il 7% del volume d'affari annuale statale e la perdita di entrate subita da ciascuno in questi mesi difficili.

Queste misure sono previste al momento per un mese: e in rapporto al fatturato medio mensile il nuovo rimborso viaggia fra il 37,7% medio di gelaterie e pasticcerie al 53,1% dei ristoranti. È ovvio però che la pandemia ha colpito in modo variabile a seconda dei casi per tutti gli otto mesi vissuti fin qui, e per quelli a venire. In rapporto al fatturato annuale, la somma degli aiuti di primavera e di oggi si attesta fra il 5 e il 7% del fatturato.

L'impatto sui redditi dipende dalla marginalità di ogni attività, e dall'impatto di altre misure fiscali di questi mesi (per esempio il taglio Irap). 

La nota di Palazzo Chigi

La nota di Palazzo Chigi sul decreto ristori dice che il testo interviene con uno stanziamento di 5,4 miliardi di euro in termini di indebitamento netto e 6,2 miliardi in termini di saldo da finanziare, destinati al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle restrizioni disposte a tutela della salute, nonche' al sostegno dei lavoratori in esse impiegati. Di seguito le principali misure introdotte:

1. Contributi a fondo perduto: Le imprese dei settori oggetto delle nuove restrizioni riceveranno contributi a fondo perduto con la stessa procedura gia' utilizzata dall'Agenzia delle entrate in relazione ai contributi previsti dal decreto "Rilancio" (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34). La platea dei beneficiari includerà anche le imprese con fatturato maggiore di 5 milioni di euro (con un ristoro pari al 10 per cento del calo del fatturato). Potranno presentare la domanda anche le attività che non hanno usufruito dei precedenti contributi, mentre è prevista l'erogazione automatica sul conto corrente, entro il 15 novembre, per chi aveva già fatto domanda in precedenza. L'importo del beneficio varierà dal 100 per cento al 400 per cento di quanto previsto in precedenza, in funzione del settore di attività dell'esercizio.

2. Proroga della cassa integrazione: Con un intervento da 1,6 miliardi complessivi, vengono disposte ulteriori 6 settimane di Cassa integrazione ordinaria, in deroga e di assegno ordinario legate all'emergenza COVID-19, da usufruire tra il 16 novembre 2019 e il 31 gennaio 2021 da parte delle imprese che hanno esaurito le precedenti settimane di Cassa integrazione e da parte di quelle soggette a chiusura o limitazione delle attivita' economiche. E' prevista un'aliquota contributiva addizionale differenziata sulla base della riduzione di fatturato. La Cassa e' gratuita per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore al 20%, per chi ha avviato l'attivita' dopo il 1 gennaio 2019 e per le imprese interessate dalle restrizioni.

3. Esonero dal versamento dei contributi previdenziali:  Viene riconosciuto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali ai datori di lavoro (con esclusione del settore agricolo) che hanno sospeso o ridotto l'attività a causa dell'emergenza COVID, per un periodo massimo di 4 mesi, fruibili entro il 31 maggio 2021. L'esonero e' determinato in base alla perdita di fatturato ed è pari: al 50% dei contributi previdenziali per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato inferiore al 20%; al 100% dei contributi previdenziali per i datori che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%.

4. Credito d'imposta sugli affitti: Il credito d'imposta sugli affitti viene esteso ai mesi di ottobre, novembre e dicembre ed allargato alle imprese con ricavi superiori ai 5 milioni di euro che abbiano subito un calo del fatturato del 50%. Il relativo credito è cedibile al proprietario dell'immobile locato. 5. Cancellazione della seconda rata IMU La seconda rata dell'IMU 2020 relativa agli immobili e alle pertinenze in cui si svolgono le loro attivita' e' cancellata per le categorie interessate dalle restrizioni. 6. Misure per i lavoratori dello spettacolo e del turismo Sono previste: una indennità di 1.000 euro per tutti i lavoratori autonomi e intermittenti dello spettacolo; la proroga della cassa integrazione e indennita' speciali per il settore del turismo.

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