Semplificazioni "light": il decreto cancella solo il Sistri

Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto semplificazioni. Dal primo gennaio il governo cancella il Sistema di tracciabilità dei rifiuti istituito nel 2010, ma mai entrato veramente in funzione. E non è l'unica novità: salta del tutto la norma di riforma del codice appalti

Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa (S) e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in una foto di archivio Ansa

Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi il Decreto Legge in materia di semplificazione e sostegno per cittadini, imprese e pubblica amministrazione. Tra i punti più importanti del provvedimento che entrerà in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, vi è la soppressione del Sistri, il Sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali istituito nel 2010 e mai entrato effettivamente in funzione.

Il citato Decreto Semplificazioni accoglie così la volontà politica espressa dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa già nei primi giorni del suo insediamento: “Il Sistri è stato uno dei più grandi sprechi nella gestione dei rifiuti speciali – ha affermato Costa – un sistema mai entrato effettivamente in funzione, che però ha comportato costi sostenuti dalle imprese coinvolte e dallo Stato che hanno superato i 141 milioni di euro dal 2010 ad oggi”.

Sistri, uno spreco durato 9 anni e costato più di 141 milioni di euro

Secondo i dati diffusi dal Ministero dell'Ambiente dal 2010 al 2014 sono infatti stati fatturati 290 milioni di euro, di cui quasi 90 pagati effettivamente. Dal 2015 al 2018: fatturati 66 milioni, pagati 51. Attualmente era in corso un affidamento da 260 milioni in 5 anni, che viene quindi sospeso cancellando il Sistri.

A cosa serve il Sistri

Il Sistri era nato per informatizzare la tracciabilità dei rifiuti speciali e per mettere ordine a un sistema di rilevazione dei dati - il cui controllo dei flussi era stato affidato al controllo dell’Arma dei Carabinieri - con l’utilizzo di sistemi elettronici in grado di dare visibilità al flusso in entrata ed in uscita degli autoveicoli nelle discariche.

Perché il Sistri non ha mai funzionato

Come denuncia il Ministero dell'Ambiente il sistema, introdotto nel 2010 con un contratto secretato e affidato alla società Selex di Finmeccanica, fino ad oggi non è mai entrato in funzione ma ha nel frattempo comportato costi enormi per le aziende che vi avevano aderito e per lo Stato, subentrante in caso di mancato versamento da parte delle imprese, di conseguenza per tutti i cittadini.

“Il Sistri aveva lo scopo, assolutamente condivisibile e anzi necessario, di tracciare l’intero sistema di rifiuti speciali del Paese,  ma non è mai stato operativo – ha spiegato il ministro Costa - Nel frattempo le imprese aderenti, quelle con più di 10 addetti, hanno dovuto pagare iscrizioni, adeguamenti tecnologici, aggiornamenti per i mezzi e per il personale e infilarsi in un ginepraio di norme, sanzioni, poi sospese, poi riattivate, quindi nuovamente sospese, esenzioni, eccezioni, nuovi obblighi: insomma un inferno normativo durato otto anni”.

Nel dl Semplificazioni il Sistri viene definitivamente cancellato a partire dal primo gennaio 2019: il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti costerà circa 3 milioni di euro l’anno e sarà gestito in maniera diretta dal Ministero dell’Ambiente e, fino alla sua piena operatività, i titolari soggetti alla tracciabilità dovranno continuare a usare il medesimo sistema utilizzato ora, quello cartaceo.

“Si deve entrare in una sorta di Sistri 2.0 – ha concluso Costa - che digitalizzi l'intera tracciabilità dei rifiuti e i documenti fiscali, superando in tal modo il doppio binario cartaceo/digitale e il registro di carico e scarico”.

Nel Dl semplificazioni il regalo ad Alitalia

Tra le misure più attese e urgenti nel decreto semplificazioni la proroga della restituzione del prestito ponte di 900 milioni ad Alitalia che sposta il termine fissato in precedenza al 15 dicembre a non oltre il 30 giugno 2019. In particolare il finanziamento "è rimborsato entro trenta giorni dall'intervenuta efficacia della cessione dei complessi aziendali non oltre il termine del 30 giugno 2019". 

Decreto Semplificazioni: arriva la legge Bramini

Nel primo articolo del Decreto semplificazioni c'è la cosiddetta 'legge Bramini', ovvero l'istituzione di un Fondo di Garanzia del Mise a garanzia dei pagamenti. Lo scudo per gli imprenditori creditori della pubblica amministrazione prende il nome dell'impreditore monzese fallito pur avendo 4 milioni di crediti dallo Stato.

"Un modo per non fare saltare i conti dell'azienda e che non gli potranno pignorare la casa" spiega il ministro del Lavoro Di Maio. Il fondo di Garanzia avrà una dotazione finanziaria iniziale di 50 milioni di euro per le imprese creditrici delle Pa in difficoltà a causa dei ritardi dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni. 

Tra le altre norme approvate dal consiglio dei ministri e che finiranno all'attenzione del Parlamento vi è anche un disegno di legge che affida al Governo le deleghe per l'attuazione delle semplificazioni connesse al citato decreto legge (che come tale entrarà in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale). Tra i riassetti normativi disegnati dal governo su proposta del ministro per la Pa Giulia Bongiorno vi è anche l'istituzione di un comitato contro l'inerzia e le inefficienze della pubblica amministrazione a cui si potranno rivolgere imprese, cittadini ma anche le stesse Pa, qualora un procedimento amministrativo risulti bloccato.

Il comitato dovrà valutare infatti se la dilatazione dei tempi è fisiologica o dovuta a una inerzia di chi sta gestendo il procedimento amministrativo.

Salta del tutto la norma di riforma del codice appalti

Nel dl semplificazioni, approvato dal Cdm, sono state eliminate le norme di modifica al Codice degli appalti per la semplificazione e l'accelerazione delle procedure di affidamento diretto di appalti di lavori, servizi e forniture.

Oltre al capitolo sulla riforma del codice degli appalti, rinviato ad una legge delega, le altre misure sono difficilmente ascrivibili al tema semplificazioni, almeno per cittadini e imprese, come la costruzione di nuovi carceri, o l'affidamento della Piattaforma digitale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Rinviate a leggi delega anche gli altri grandi capitoli come quello del lavoro, con l'annunciata abrogazione di centinaia di norme e la creazione di un Codice unico del lavoro, e della giustizia, con la riforma del processo civile.

Per tamponare la carenza di organici vengono poi accelerate le procedure per l'ingresso in servizio di presidi e medici di famiglia: fino al 2021 si dà la possibilità ai medici specializzandi iscritti al corso di medicina generale di avere l'assegnazione di pazienti propri. Saltano però le norme sull'attività intramoenia dei medici, la semplificazione delle procedure ereditarie e per la vendita di immobili oggetto di donazione, quelle sulla riscossione dei crediti di giustizia, alcune norme per il settore agricolo e la riforma dell'Anpal.

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