Giovedì, 13 Maggio 2021
Cambia il criterio

Decreto Sostegni, addio codici Ateco: chi può fare domanda

Con il nuovo Dl cambia il criterio di calcolo e assegnazione dei contributi, che andranno a imprese e professionisti che nel 2020 hanno registrato un calo del fatturato almeno del 30% rispetto all'anno precedente

Foto di repertorio Ansa

Pagamenti più veloci e addio ai codici Ateco. Presentando il decreto Sostegni, il premier Mario Draghi ha sottolineato una delle principali novità del pacchetto di misure da 32 miliardi appena varato dal governo: nella nuova macchina dei ristori, gli aiuti verranno attribuiti in base al fatturato, senza fare più riferimento alla lista dei codici identificativi. In questo modo, circa 3 milioni tra partite iva, imprese e professionisti, potranno avere accesso agli 11 miliardi di euro stanziati nel nuovo decreto. 

Decreto Sostegni: chi può fare domanda

Il provvedimento prevede contributi a fondo perduto per circa 3 milioni di imprese e professionisti che nel 2020 hanno perso almeno il 30% del fatturato medio mensile rispetto al 2019. L'importo del sussidio sarà pari a una percentuale del calo di fatturato medio mensile registrato nel 2020 rispetto al 2019, con una suddivisione in cinque fasce di ristoro, dal 20% al 60%:

  • 60% della perdita media mensile per fatturati inferiori a 100.000 euro
  • 50% per fatturati fra 100.000 e 400.000 euro
  • 40% per fatturati fra 400.000 e 1 milione di euro
  • 30% per fatturati fra 1 e 5 milioni di euro
  • 20% per fatturati fra 5 e 10 milioni di euro

Il meccanismo di calcolo dovrebbe essere così più equo e in grado di premiare piccole e medie imprese: gli aiuti saranno compresi fra un minimo di 1.000 euro per le persone fisiche, 2.000 euro per le persone giuridiche e un massimo di 150.000 euro per beneficiario.

Decreto Sostegni: come richiedere i contributi

Per ottenere i contributi sarà necessario presentare la richiesta attraverso le modalità definite dall'Agenzia delle Entrate. Considerando il cambio di criterio con cui vengono calcolati e attribuiti i ristori,non ci saranno delle erogazioni automatiche.

Il decreto stabilisce che l’istanza sarà solo telematica e potrà essere fatta anche tramite intermediari abilitati, come consulenti del lavoro o commercialisti. Il premier Draghi ha assicurato che i pagamenti partiranno dal prossimo 8 aprile, ma c'è una novità: i contribuenti potranno scegliere se utilizzare l'importo per compensare i debiti fiscali nel modello F24.


 


A guardare il database delle fatture elettroniche, solo alberghi e ristoranti hanno sofferto un calo medio del fatturato superiore al 30%, soglia che serve per chiedere i nuovi sostegni varati dal Governo. Il report da gennaio a novembre 2020, infatti, segna -40,3% rispetto al 2019, contro una media nazionale di -11,2 per cento.

I tre milioni di imprenditori e professionisti che secondo le Entrate potranno chiedere il nuovo aiuto, però, sono di tutte le categorie.

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La soglia del 30%

Il decreto Sostegni approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri dice addio alla lista dei codici attività Ateco. Una scelta che dà la possibilità a tutti di chiedere il contributo a fondo perduto, anche a chi opera in settori non interessati dai vari lockdown e dalle zone rosse. Vengono ammessi anche i professionisti ordinistici, in precedenza esclusi. E cambia il periodo su cui misurare la diminuzione del fatturato e dei corrispettivi: non più il solo mese di aprile – che pure con il -37,1% è stato il peggiore dell’anno – ma l’intero 2020 in rapporto al 2019.

Legare il contributo alla perdita annuale era un’idea già emersa sul finire del Governo Conte, quando era stato disposto lo scostamento di bilancio da 32 miliardi. Allora si ipotizzava di dare l’aiuto a chi aveva perso almeno il 33%: una soglia ora portata al 30%, ma che resta piuttosto elevata e può escludere soggetti che hanno subìto comunque perdite pesanti. La relazione tecnica stima che i sostegni varranno in tutto 11,15 miliardi.

Il cambio del criterio di calcolo fa sì che non ci potranno essere erogazioni automatiche. Tutti dovranno chiedere il contributo, secondo tempi e modulistica definiti dalle Entrate. Il decreto stabilisce già, però, che l’istanza sarà solo telematica e – come sempre – potrà essere fatta anche tramite intermediari abilitati (commercialisti, consulenti del lavoro e così via), delegati ad accedere al cassetto fiscale. Una novità: anziché aspettare l’accredito del denaro – atteso dall’8 aprile – si potrà usare l’importo per compensare i debiti fiscali nel modello F24.

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