Venerdì, 16 Aprile 2021
In arrivo i pagamenti

Decreto sostegni, ecco chi ha già ricevuto i ristori

Partiti i contributi a fondo perduto del Decreto Sostegni: 600mila le istanze già in pagamento per un totale di quasi due miliardi di euro

Sono partiti gli ordinativi di pagamento delle prime 600mila istanze presentate sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate per un importo complessivo di 1.907.992.796 euro a favore delle imprese destinatarie dei sostegni che hanno presentato la domanda entro la mezzanotte del 5 aprile 2021. I contribuenti coinvolti vedranno accreditarsi le somme direttamente sul conto corrente indicato nella domanda oppure potranno usare l’importo riconosciuto in compensazione.

Dal 30 marzo, giorno dell’apertura del canale telematico dell’Agenzia delle Entrate, ad oggi sono circa un milione le domande del contributo a fondo perduto inviate con l’apposita piattaforma informatica delle Entrate gestita con il partner tecnologico Sogei.

Sono più di 600mila, precisamente 604.534, le istanze dei contributi a fondo perduto lavorate, per le quali è stato già predisposto il mandato di pagamento oppure riconosciuto il credito d’imposta. Quest’ultimo caso riguarda 10 mila domande, nelle quali i contribuenti avevano manifestato la scelta della compensazione in alternativa all’accredito su conto corrente.

Sul totale dei soggetti richiedenti, quasi 100 mila svolgono la loro attività in Lombardia, seguono la Campania con 70.534 operatori economici, il Lazio (68.697), la Puglia (45.926), la Toscana (42.141), la Sicilia (41.763), il Veneto (40.620). Fra le altre regioni spiccano il Piemonte (39.411), l’Emilia-Romagna (38.556), la Calabria (20.987) e la Sardegna (17.657).

decreto sostegni ristori-2

Se il rischio di una catastrofe lavoro è strettamente connessa al prossimo sblocco dei licenziamenti previsto a Giugno, i sostegni economici alle famiglie risultano sempre più necessari dato che - come indicato dall'Istat - nell’anno della pandemia la povertà assoluta ha raggiunto, in Italia, i valori più elevati da quando è disponibile la serie storica per questo indicatore, il 2005.  

 Con sblocco licenziamenti 130.000 a rischio

La platea di lavoratori dipendenti che rischiano di perdere il posto, allo scadere del blocco dei licenziamenti che è stato "coerentemente" prorogato fio a tutto giugno di pari passo con l'estensione della Cig, "potrebbe essere anche più contenuto" rispetto alla stima di 130.000 che si avrebbe se dal 1° luglio i datori di lavoro volessero recuperare lo stock accumulato di mancate cessazioni. Lo scrive il presidente dell'Ufficio parlamentare di bilancio Giuseppe Pisauro in una memoria alle Commissioni Bilancio e Finanze e tesoro del Senato sul ddl di conversione del Decreto Sostegni. Il saldo tra le cessazioni di posizioni di lavoro subordinato per tutte le causali (non solo la motivazione economica) e le corrispondenti attivazioni è stato negativo per oltre 241.000 soggetti nel 2020, mentre era stato positivo per oltre 180.000 nel 2019. Ne consegue che "il blocco dei licenziamenti - scrive Pisauro - ha sì alterato le decisioni che le imprese avrebbero preso in termini di composizione degli organici, ma non ha creato sovradimensionamenti degli stessi che vadano necessariamente smaltiti tutti e prima possibile". Ciò "farebbe ipotizzare che dal 1° luglio possa riprendere un fisiologico turnover tra gli occupati con contratto di subordinazione, probabilmente un po' più intenso che negli anni passati, ma senza lo scarico in tempi ristretti di tutte le posizioni che, in linea teorica, avrebbero dovuto cessare nel 2020". 

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