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Venerdì, 21 Giugno 2024
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La maggioranza crolla alla Camera, Def respinto: salta il taglio del cuneo fiscale

Serviva la maggioranza assoluta dell'aula, ma non è stata raggiunta: la relazione del Documento di economia e finanza sullo scostamento di bilancio salta e Meloni è costretta a convocare subito il Consiglio dei ministri. La premier: "Scivolone ma non segnale politico"

La maggioranza del governo Meloni va sotto alla Camera dei deputati per la prima volta dall'inizio della legislatura e non su un tema da poco: l'aula ha infatti respinto la risoluzione di maggioranza sullo scostamento di bilancio, previsto nel Def, il Documento di economia e finanza. Il voto, inatteso, blocca il Dl Lavoro che il governo aveva intenzione di presentare in Consiglio dei Ministri proprio in occasione della festa dei lavoratori, l'1 maggio, per tagliare il cuneo fiscale e alleggerire, così, le tasse sugli stipendi dei dipendenti. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha subito convocato una seduta del Consiglio dei Ministri per riesaminare lo scostamento: cosa succede ora. 

La maggioranza va sotto alla Camera: è la prima volta

Per approvare la risoluzione era necessaria la maggioranza assoluta dei componenti della Camera dei Deputati, ovvero 201 voti a favore: il testo sullo scostamento di bilancio è invece stato respinto con 195 sì, 105 astensioni e 19 no. La maggioranza ha dunque mancato l'approvazione per sei voti.

Dopo la votazione c'era incredulità tra i banchi della maggioranza: alcuni deputati hanno addirittura chiesto spiegazioni sul perché la risoluzione non fosse passata, e dopo circa un minuto di incertezza è partito l'applauso dai banchi dell'opposizione. A favore hanno votato i deputati della maggioranza, si sono astenuti quelli di Pd e M5S mentre hanno votato contro Avs e Terzo Polo. 

"Il problema è che i deputati non si rendono conto"

"Il problema è che i deputati non si rendono conto", ha commentato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, arrivato alla Camera dopo la bocciatura dello scostamento. In totale, 45 deputati dei 4 gruppi di maggioranza non erano presenti al voto sullo scostamento: 

  • 14 di Fratelli d'Italia;
  • 14 di Forza Italia;
  • 15 della Lega;
  • 2 di Noi Moderati.

Molti di questi erano assenti perché in missione: 4 della Lega, 9 di Fdi e 5 di Forza Italia.

Cosa succede al taglio del cuneo fiscale e al Dl Lavoro

In risposta, Giorgia Meloni ha subito convocato il Consiglio dei ministri per varare un nuovo scostamento di bilancio, diverso da quello che non è stato approvato alla Camera. La presidente del Consiglio non era però presente perché in missione a Londra per un bilaterale a Downing street con il primo ministro britannico Rushi Sunak.

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Per il principio del "ne bis in idem" - ovvero del non poter votare due volte lo stesso atto -, il governo deve cambiare lo scostamento di bilancio previsto nella relazione al Def, anche di poco: il Consiglio dei Ministri convocato tempestivamente serviva proprio a questo. 

Il Cdm lampo di oggi 27 aprile

Nel corso del vertice lampo il Cdm, su proposta del ministro dell'Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato una nuova Relazione. Sono stati confermati i saldi di finanza pubblica già riportati dal Documento di economia e finanza 2023, mentre la nuova Relazione sottolinea le finalità di sostegno al lavoro e alle famiglie oggetto degli interventi programmati per il Consiglio dei ministri già fissato per il 1° maggio.

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"Il governo ha ritenuto opportuno, se non necessario, riconvocarsi per rifomulare la relazione sullo scostamento" di Bilancio "benchè noi si sia regolarmente votato, dovremo rivotare sulla nuova relazione" e le risoluzione che verranno depositate. Ha spiegato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, al termine della conferenza dei capigruppo. La convocazione dell'Aula è per domani alle 14, con dichiarazioni di voto e voto, 

Meloni: "Def verrà approvato, confermo Cdm 1° maggio"

Lo scostamento di bilancio - una variazione rispetto alla spesa programmata -, era previsto dal governo per finanziare anche il Dl Lavoro: 3,4 miliardi da utilizzare subito, con un decreto da approvare in Consiglio dei ministri il primo maggio per tagliare il cuneo fiscale dei lavoratori dipendenti con redditi medio bassi e altri 4,5 miliardi per ridurre le tasse l'anno prossimo.

Nonostante il passo falso, la premier ostenta ottimismo. "Il Def verrà approvato dal Parlamento nei prossimi giorni, nelle prossime ore, manterremo il nostro impegno" compreso il Cdm del primo maggio che "per me, per ora è confermato", dice in una conversazione informale con i cronisti nel suo hotel a Londra. "Il primo maggio  aggiunge - è il giorno della festa dei lavoratori e vogliamo un segnalo sul mondo del lavoro "Abbiamo convocato anche i sindacati per domenica sera, mi dispiace ma questi erano i tempi. Tutto è organizzato ma confido di potermela cavare".

Quanto a oggi lo liquida come un "brutto scivolone, una brutta figura". E ancora: "Credo che tutti debbano essere richiamati alla responsabilità. Noi non ci stiamo risparmiando e nessuno si deve risparmiare. Ma francamente non credo che sia stato un segnale politico, per paradosso anzi è accaduto per un eccesso di sicurezza".

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