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Giovedì, 26 Maggio 2022
Economia Italia

Def, via libera del Governo: né flat tax, né reddito di cittadinanza, resta pure la Fornero

Come prevedibile occorrerà aspettare la prima legge di Bilancio per vedere l'orientamento del nuovo Governo sulle politiche di spesa. Intanto il ministro Tria mette le mani avanti: "L'economia italiana va peggio del previsto". L'unico impegno su iva e accise

Via libera di Camera e Senato alla risoluzione della maggioranza sul Documento di Economia e Finanza: 330 sì a Montecitorio, 166 a palazzo Madama per il Governo.

L'esecutivo dovrà ''realizzare nel tempo un cambio radicale del paradigma economico'': questo l'impengno enunciato in aula alla Camera dal relatore al Def, Federico D'Incà. La risoluzione votata dall'assemblea parlamentare chiede al Governo di "impostare in Europa un dialogo nuovo, per ottenere regole di bilancio più flessibili e spazi maggiori per le spese produttive''.

''Prioritario è il superamento della logica del fiscal compat"

Nella prossima legge di bilancio, si legge nella risoluzione, il governo si impegna ad affrontare la lotta alla povertà, lo stimolo alle politiche attive, il superamento della legge Fornero, e intraprendere misure per la scuola. Tra le misure da adottare il relatore indica ''un mix virtuoso di maggiori investimenti pubblici, riduzione della pressione fiscale e il sostegno ai redditi più bassi''.

"Va semplificato, in particolare, il rapporto tra l'Agenzia delle entrate e il contribuente e vanno abolite misure penalizzanti per i contribuenti onesti"

Tra gli impegni presi dal Governo il disinnesco delle clausole di salvaguardia inerenti l'aumento dell'aliquota iva e accise.

Il reddito di cittadinanza può aspettare: arriva il fattore felicità

Futuri provvedimenti per estendere il reddito di cittadinanza ''restano senz'altro necessari'' spiega il relatore che sostiene la necessità di "ampliare la portata dei bes", il cosiddetto "fattore felicità". 

A chiarire l'orientamento dell'esecutivo è il deputato del M5S della commissione Bilancio Cosimo Adelizzi: "Considerare esclusivamente il livello di ricchezza creato da uno Stato non basta: il miglioramento della qualità della vita dei cittadini è il fine del nostro Contratto di Governo"

“Occorre inserire un fattore felicità nell’elaborazione dei programmi economici e finanziari, associare il benessere sociale e individuale alla crescita economica. Ottimo l’intervento del portavoce Sodano sul potenziamento del Bes, l’indicatore oggi conosciuto come Benessere Equo e Sostenibile, un’innovazione che il MoVimento 5 Stelle intende consolidare con azioni mirate". 

Il ministro Tria: "Quadro economico in peggioramento"

''La ripresa continua ma a ritmi più contenuti rispetto al 2017''. Lo afferma il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, intervenendo in aula alla Camera, chiudendo la discussione sul def.

Il quadro di finanza pubblica contenuto nel Def è stato disegnato ''in base a informazioni che sembrano ormai obsolete'', spiega Tria. ''Si tratta di informazioni che la politica economica dei prossimi anni avrà il compito di irrobustire''. Il quadro macroeconomico programmatico che il governo presenterà a settembre ''terrà conto delle scelte di politica economica, così come delle più recenti evoluzioni della congiuntura internazionale e nazionale''. In particolare il ministro ricorda le ''tensioni protezionistiche emerse negli ultimi mesi'' che hanno già ''rallentato la forte crescita del commercio internazionale registrata nel 2017 e raffreddato la fiducia delle imprese manifatturiere europee e asiatiche''.

"I tassi di crescita per il 2019 e gli anni seguenti, previsti nel Def a legislazione vigente, sono ancora alla nostra portata ma richiedono un'adeguata strategia di politica economica; non corrispondono più al quadro tendenziale''

Il ministro dell'economia punta sua una politica fatta di investimenti pubblici materiali e immateriali che dovranno essere "la chiave per ottenere quel di più di crescita, che consentiranno di conciliare l'attuazione del programma di riforme strutturali annunciato dal governo con un quadro di finanza pubblica coerente con l'obiettivo di diminuzione progressiva del rapporto debito/pil".

Il ministro assicura che il governo sarà impegnato in una ''realizzazione progressiva e programmata delle riforme strutturali annunciate nel programma, che riguardano il sistema fiscale, il sistema pensionistico il sistema del welfare''.

''Semplificazione del sistema fiscale e progressiva riduzione della pressione fiscale, in linea con la riduzione della spesa pubblica, sono da tempo considerate parte essenziale della creazione di un ambiente pro crescita. Assicurare un reddito dignitoso a chi è in stato di disoccupazione o che, per vari motivi, ha difficoltà a entrare o rientrare in impiego è condizione essenziale per consentire, in un quadro di stabilità sociale, i necessari processi di innovazione tecnologica e produttiva, dettate dal progresso scientifico''.

Quando si parla di crescita, sottolinea il ministro, ''è bene qualificarla: noi parliamo di crescita inclusiva ed equa, non sempre la crescita economica lo è''. La crescita di cui parla Tria deve guardare ''sia le generazioni presenti che quelle future''.

Nessuno tocchi la Fornero, appello dei giovani industriali

''Appartengo alla generazione chiamata dei baby boomers, ebbene sono consapevole del fatto che il debito che opprime le generazioni, soprattutto dei millennials, ostacola pesantemente un aumento del loro reddito a causa dei comportamenti della mia generazione''.

Bernini (Fi): "Governo già in retromarcia"

A diciannove giorni dall'insediamento di questo governo, anziché passare dalle parole ai fatti, si registra invece una retromarcia pure sulle parole". Lo scrive su Facebook Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato.

"Il ministro Tria, a due giorni dal consiglio Ecofin in Lussemburgo, si è guardato bene dall'inserire nella risoluzione al Def il reddito di cittadinanza, l'abolizione della Fornero e l'introduzione della flat tax. Il libro dei sogni del governo giallo-verde, che Di Maio e Salvini avevano promesso di realizzare entro i primi cento giorni, se fosse stato tradotto dal ministro dell'Economia in un documento ufficiale del governo e del Parlamento italiano, avrebbe fatto nuovamente impazzire lo spread, mettendo seriamente a rischio i risparmi degli italiani".

"Il vero senso politico che emerge dalla risoluzione al Def -spiega- è che la stessa maggioranza si rende conto che non è possibile riepilogare le numerose e costosissime promesse del famoso contratto in un documento serio e ufficiale senza coprirsi di ridicolo e, al tempo stesso, senza mettere a rischio la tenuta finanziaria del Paese".

"Per chi, come Forza Italia -sottolinea Bernini- giudica fondamentale e prioritaria la riduzione delle tasse sui redditi del ceto medio, da realizzare attraverso un progetto di flat tax graduale e sostenibile, è a dir poco preoccupante non vedere questo obiettivo apertamente richiamato, almeno per sommi capi, solo perché altrimenti la tenuta della maggioranza imporrebbe di richiamare pure il reddito di cittadinanza, rendendo la risoluzione nel suo complesso una pericolosa farsa".

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