Lunedì, 1 Marzo 2021
Italia

Via libera al Def: c'è la quota 100 ma non solo: così Lega e M5s aggiustano la manovra

Spending review e tagli alla spesa militare, ma anche misure per le famiglie e aziende: in Parlamento Lega e M5s impegnano il Governo a tener fede alle promesse. Previsto anche l'azzeramento del fondo per l'editoria

L'Aula del Senato e della Camera hanno approvato la risoluzione di maggioranza che autorizza il governo allo scostamento del deficit programmato come previsto dalla nota di aggiornamento al documento di economia e finanza. Il testo ha ottenuto 165 voti favorevoli, 107 contrari e 5 astenuti al Senato e 333 voti favorevoli, 188 contrari e 9 astenuti alla Camera.

In attesa di leggere la bozza della legge di bilancio 2019, Movimento 5 stelle e Lega hanno già preparato i primi aggiustamenti.

Le due forze che compongono la maggioranza hanno infatti presentato in Parlamento una risoluzione congiunta che impegna il governo ha licenziare la maggior parte delle promesse elettorali che, come abbiamo visto, trovano ampio respiro già nella prima manovra finanziaria dell'esecutivo legastellato.  

Vediamo punto per punto le proposte a firma dei capigruppo di 5 stelle e Lega.

Spending review

Lega-M5S impegnano il governo ad attuare una cabina di regia unica presso il ministero dell'economia - in coordinamento con la Presidenza del Consiglio dei ministri - per procedere ad una "rapida e concreta attuazione del processo di revisione, razionalizzazione e riduzione della spesa".

Quota 100 e reddito di cittadinanza

Nella risoluzione che confluirà poi nella bozza della manovra ovviamente spazio sia l'introduzione della cosiddetta "quota 100 quale somma di età anagrafica e anzianità contributiva nell'ambito di un superamento delle vigenti rigidità di accesso al pensionamento imposte dall'articolo 24 della Riforma Fornero" di cui abbiamo ampiamente parlato

Così come Lega e M5S impegnano ancora l'esecutivo all'avvio del reddito di cittadinanza (al contestuale rafforzamento dei centri per l'impiego) e della pensione di cittadinanza

Flat tax

La maggioranza chiede ancora che sia confermato l'impegno per una flat tax al 15% per professionisti, artigiani e ditte individuali, "più riduzione del carico fiscale per le Pmi che resterebbero fuori dal nuovo regime forfettario".

Il testo impegna il governo "ad ampliare la platea dei contribuenti a cui è concessa l'opzione del regime forfettario, mediante la previsione di una aliquota flat al 15% a cui anche i liberi professionisti, gli artigiani e le ditte individuali possano aderire in sostituzione del regime ordinario e, al contempo, a prevedere una riduzione del carico fiscale per quelle piccole e medie imprese che non potranno optare per il nuovo regime forfettario ampliato".

Taglio Ires

Sempre in tema fiscale la risoluzione di maggioranza chiede al Governo di introdurre misure per stabilire un taglio di 9 punti dell'Ires sugli utili reinvestiti ed un regime speciale per le startup degli under 35.  

Nel testo si chiede "la sostanziale riduzione dell'aliquota Ires di 9 punti percentuali (dall'attuale 24% al 15%) sugli utili reinvestiti in acquisto di macchinari e attrezzature innovative e nuove assunzioni".

Con la riduzione dell'Ires di nove punti, dal 24 al 15 per cento "passiamo dalla fascia più alta d'Europa di tassazione del reddito d'impresa a quella più bassa: un cambiamento radicale". Lo ha detto il viceministro all'Economia, Massimo Garavaglia.

"In cambio cosa chiediamo alle imprese, di investire e assumere, ossia di fare quello che serve per lo sviluppo del Paese"

Basta culle vuote

La maggioranza giallo-verde impegna il governo anche ad intraprendere "azioni di contrasto al calo demografico e al fenomeno delle cosiddette 'culle vuote' anche mediante misure incentivanti per l'istruzione scolastica e la formazione universitaria". 

Taglio spese militari 

La maggioranza chiede al governo anche una revisione del modello di difesa con un taglio delle spese militari, tutelando tuttavia l'occupazione.

Il testo impegna il governo a "una revisione dell'attuale modello di difesa riducendo le spese militari, razionalizzando i sistemi di difesa, ad esclusione dei settori di ricerca ad alto contenuto tecnologico e di utilizzo duale, anche per scopi civili, salvaguardando i livelli occupazionali".

Cedolare secca per affitti negozi

Prevista anche l'estensione della cedolare secca agli affitti dei locali commerciali "a partire dai cosiddetti 'esercizi di vicinato'".

Fondo di garanzia per le Pmi

Sul piatto anche il rifinanziamento del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese. La risoluzione chiede che siano varati "incentivi per lo sviluppo di nuovi progetti impenditoriali sia in forma singola che aggregata, nonché ad individuare politiche industriali volte alla migliore valorizzazione del made in Italy".

Riqualificazione Taranto

Nella risoluzione si chieda che il governo si impegni ad attuare "disposizioni per la riqualificazione economica, industriale e ambientale della città di Taranto e delle zone limitrofe".

Graduale azzeramento fondo editoria

Ultima in ordine di elenco ma che non farà meno discutere, il documento di maggioranza impegna il governo ad azzerare il fondo per l'editoria. "A  partire dal 2019 dovrà essere progressivamente azzerato il fondo per l'editoria in essere presso Palazzo Chigi"

La maggioranza, si legge nella risoluzione, impegna il governo ad "un graduale azzeramento a partire dal 2019 del contributo del Fondo per il pluralismo - quota del Dipartimento informazione editoria assicurando il pluralismo dell'informazione e la libertà di espressione".

Piazza Affari in rosso: Def alla prova dei conti

Ma perché il Documento di economia e finanza sta facendo così discutere? Il problema sta tutto in alcuni numeri, quelli relativi al rapporto tra il debito pubblico e il Pil ovvero la capacità del nostro Paese di fare crescere la propria economia. Il documento approvato oggi infatti autorizza il governo a spendere più di quanto lo Stato incassi, finanziando cioè le politiche di spesa ricorrendo a finanziamenti, ovvero vendendo sul mercato titoli di Stato. 

Le bocciature delle cifre del governo arrivati da parte della Banca d’Italia e dall’Ufficio parlamentare di bilancio si basano su una previsione di crescita giudicata troppo ottimista rispetto allo stesso quadro economico presentato nel documento. E se l'economia dell'Italia non tornerà a correre (e lo Stato ad incassare risorse dalle tasse) il debito non scenderà ma finirà col pesare come un macigno sulle prossime generazioni.

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