Mercoledì, 24 Febbraio 2021

Debito 'a scendere', investimenti e crescita del Pil: così la manovra punta a convincere l'Europa

Il Deficit dovrà calare sotto la soglia del 2% entro il 2021, mentre il Pil dovrebbe aumentare di quasi un punto nel 2019: queste sono alcune delle 'carte' per indurre Bruxelles a dare il suo beneplacito alla Legge di Bilancio

Di Maio, Conte e Salvini

La Legge di Bilancio firmata Conte-Salvini-Di Maio ha visto la luce ed è stata inviata a Bruxelles. Adesso si attende il parere dell'Europa, fino ad oggi tiepida nei confronti della manovra economica Lega-M5s. Per convincere la Commissione europea il testo punta su diversi obiettivi, non tutti semplici da raggiungere: si va dalla sterilizzazione totale delle clausole di salvaguardia per il 2019 alla riduzione per quelle previste per il 2020 e 2021, passando per le iniziative a favore del rilancio degli investimenti pubblici e privati come la flat tax per le piccole imprese e per i lavoratori autonomi, l'intervento sul sistema pensionistico e l'istituzione del reddito di cittadinanza. 

La manovra

Sono alcune delle principali misure varate con la manovra, secondo il progetto di Bilancio trasmesso dal governo alla Commissione europea. “Stanzia risorse aggiuntive per gli investimenti pubblici. Con successivi provvedimenti si introdurranno anche miglioramenti organizzativi e regolatori, rivisitando il quadro normativo e la semplificazione delle procedure amministrative – si legge -. Per l’anno 2019 1 miliardo di euro è, inoltre, specificatamente dedicato al programma di manutenzione straordinaria della rete viaria e di collegamenti italiana che il Governo ha predisposto a seguito del crollo del ponte Morandi a Genova”. 

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La flat tax

L’introduzione di una flat tax nel 2019 “è rivolta inizialmente alle sole attività svolte da imprenditori individuali, artigiani e lavoratori autonomi ampliandola possibilità di aderire ad un regime forfettario, sostitutivo di Irpef e Irap, con un’aliquota del 15 per cento. Il decreto legge sulla ‘pace fiscale’ prevede la definizione agevolata delle posizioni debitorie dei contribuenti e la chiusura dei contenziosi pendenti, diluendo i termini di pagamento delle somme dovute per estinguere il proprio debito – prosegue il documento – ad un lasso temporale di cinque anni e con un tasso di interesse molto ridotto”. 

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Riforma pensioni 

Il progetto di Bilancio “contiene, inoltre, un pacchetto di norme che rivedono il sistema pensionistico nell’ottica di agevolare il ricambio generazionale e consentire ai giovani di entrare nel mercato del lavoro. Per poter accedere alle prestazioni previdenziali si dispone il raggiungimento della cosiddetta ‘Quota 100’, come somma dell’età anagrafica (62 anni) e contributiva (minimo 38 anni). Per il potenziamento della lotta alla povertà si introduce il Reddito di Cittadinanza, per sostenere chi si trova al di sotto della soglia di povertà e, allo stesso tempo, favorirne il reinserimento nel mercato del lavoro attraverso un percorso formativo vincolante”.

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Debito 'a scendere' 

Ma con quali 'numeri' Conte, Di Maio e Salvini hanno intenzione di convincere l'Unione europea? La manovra elaborata dal governo “punta a conseguire un indebitamento netto della PA che, con un profilo comunque decrescente risulti pari al 2,4 per cento del Pil nel 2019, al 2,1 per cento nel 2020 e all’1,8 per cento nel 2021”.

Da quanto si legge nel progetto di Bilancio 2019 notificato all'Ue, "Il profilo dei conti pubblici illustrato modifica sensibilmente il sentiero dell’indebitamento netto strutturale che dopo il miglioramento di 0,2 punti di Pil previsto per quest’anno, peggiorerebbe di 0,8 punti nel 2019”. Il governo prevede inoltre una crescita economica “dell’1,5 per cento nel 2019, dell’1,6 per cento nel 2020 e dell’1,4 nel 2021. Il livello del Pil nominale nello scenario programmatico è sensibilmente superiore a quello tendenziale lungo tutto il triennio di programmazione”. 

Crescita del Pil

“La crescita del Pil nel prossimo triennio – afferma ancora il documento – sarà trainata dalla domanda interna e da una ripresa delle esportazioni dopo il marcato rallentamento subìto quest’anno”. Nonostante il deficit al 2,4 per cento del Pil quest’anno, nel progetto di Bilancio inviato all’Ue il governo prevede altresì una discesa del debito-Pil sul triennio in esame, anche a riflesso degli ipotizzati “proventi da dismissioni ed altre entrate afferenti al Fondo di Ammortamento del Debito Pubblico, pari a 0,3 punti di Pil all’anno per il periodo 2018-2020”.

“Tenuto conto di tali introiti – si legge – nello scenario programmatico la discesa del rapporto debito-Pil è attesa pari a 0,3 punti quest’anno, e quindi 0,9 punti nel 2019, 1,9 nel 2020 e 1,3 nel 2021. Il rapporto scenderebbe dunque dal 131,2 per cento del 2017 al 126,7 nel 2021”. Nelle tabelle allegate il debito-Pil viene indicato al 130,9% nel 2018, 130% nel 2019, 128,1% nel 2020 e 126,7% nel 2021.

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