I dentifrici con proprietà terapeutiche possono essere considerati farmaci?

Farmaci o parafarmaci? La distinzione è importante sia per l'aliquota Iva da applicare che per la possibilità di detrarre la spesa in Unico

Foto di repertorio

Una società che commercia all'ingrosso dentifrici con proprietà terapeutiche si è rivolta all'Agenzia delle Entrate per avere conferma che il suo prodotto rientrava ad ogni effetto tra i dispositivi medici e, quindi, poteva essere venduto con l'aliquota IVA ridotta, al 10 per cento.

Per l'azienda, infatti, i dentifrici con proprietà profilattiche e terapeutiche potevano essere qualificati ad ogni effetto dispositivi medici.

Il parere dell'AdE

La risposta dell'Agenzia delle Entrate è stata rapida. L'Erario, in particolare, in particolare, ha sottolineato che le preparazioni per l'igiene della bocca o dei denti, comprese le polveri e le creme per facilitare l'adesione delle dentiere, i fili utilizzati per pulire gli spazi fra i denti (fili interdentali), in imballaggi singoli per la vendita al minuto, e, più in generale i "dentifrici", pur avendo proprietà terapeutiche o profilattiche perché preparati con sostanze con proprietà medicinali, non possono fruire dell'aliquota IVA ridotta del 10%. Questo perché non rientrano nella specifica voce doganale che la legge fissa come condizione per poter beneficiare dell'aliquota Iva al 10% né risultano compresi, in base all'apposito prontuario, tra le sostanze farmaceutiche ed articoli di medicazione.

I dispositivi medici detraibili

Il Ministero della salute ha cercato di agevolare l'individuazione da parte dei contribuenti dei prodotti che danno diritto alla detrazione pubblicando un "elenco non esaustivo" dei Dispositivi Medici (MD) e dei Dispositivi Medico Diagnostici in Vitro (IVD).

La generica dicitura "dispositivo medico" riportata sullo scontrino parlante - avvisa il Ministero - dal punto di vista fiscale non consente la detrazione della relativa spesa.

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In particolare, per i dispositivi medici non compresi nell'elenco predisposto, il contribuente ha diritto alla detrazione solo se lo scontrino parlante è in grado di comprovare, per ciascuna tipologia di prodotto, che la spesa sia stata sostenuta per un prodotto a marcatura CE che ne attesti la conformità alle direttive europee 93/42/CEE, 90/385/CEE e 98/79/CE.

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