Giovedì, 4 Marzo 2021

Sull'Iva Di Maio ci mette la faccia

Il ministro dello Sviluppo all'assemblea di Confcommercio: "Le clausole di salvaguardia saranno disinnescate". E sulle imprese: "Per farle crescere vanno lasciate in pace"

Luigi Di Maio

"L'Iva non aumenterà e le clausole di salvaguardia saranno disinnescate". Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, in occasione dell'assemblea di Confcommercio.

Da parte del nuovo governo c'è dunque l'impegno a scongiurare il possibile aumento dell'imposta sul valore aggiunto: non è una notizia di poco conto se pensiamo che prima del suo insediamento il ministro dell'economia, Giovanni Tria, si era detto favorevole a far scattare le clausole di salvaguardia di aumento dell’Iva per finanziare la flat tax. 

Per evitare l'aumento dell'Iva Tria dovrà trovare 12,5 miliardi di euro per il 2019 e 19,1 miliardi di euro per il 2020. Se dovessero scattare le clausole di salvaguardia, a partire dal primo gennaio 2019 l'aliquota ordinaria passerebbe dal 22 al 24,2%, mentre quella ridotta salirebbe dal 10 all'11,5%. Negli anni successivi la situazione potrebbe peggiorare, fino a portare l'Iva ordinaria al 25% nel 2021 e quella agevolata al 13% nel 2020.

Se l'Iva dovesse aumentare, oltre al conseguente aggravio per i bilanci delle famiglie e un calo dei consumi si verificherebbe un effetto depressivo sulla produzione e un peggioramento dei livelli occupazionali.

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Il presidente di Confcommercio: "Sull'Iva non si baratta"

Poco prima, parlando sempre all'Assemblea Generale della Confederazione, il presidente Carlo Sangalli ha scandito con forza: "Sull’Iva non si tratta e non si baratta". L'aumento "viene chiamato 'clausole di salvaguardia'. Ma, cari amici - ha detto Sangalli - la vera salvaguardia, la vera garanzia per imprese e cittadini è difendere i loro redditi, il potere d’acquisto, la competitività diffusa delle imprese. Sull'Iva non si tratta e non si baratta". Si tratta di "una battaglia a favore di tutto il Paese" ha detto Sangalli.

Di Maio: "Semplificare la vita alle imprese"

Nel corso del suo intervento a Confcommercio, Di Maio ha parlato anche di imprese. "La ricetta per far decollare le imprese che creano lavoro è lasciarle in pace" ha affermato il ministro dello Sviluppo. "La grande preghiera che faccio al Parlamento dove si apprestano a prendere il via il lavoro delle Commissioni, intorno a metà settimana prossima: non bombardate i cittadini di leggi, anzi alleggerite. Sono già troppo. Il concetto è stato travisato ma è alla base di tutto. Si fanno leggi per fare delle semplificazioni ma si complicano ancora di più la vita a commercianti e imprenditori".

"Siete tutti onesti fino a prova contraria"

Per Di Maio, "non è una questione di destra o di sinistra o di populismo. Il vero problema è la cultura del modo di fare le leggi in Italia che deve cambiare. Non ci possiamo illudere che tutto in Italia si possa cambiare con le leggi ed è per questo che non credo a tutti questi strumenti come lo spesometro, il redditometro, gli studi di settore".

Per scovare i disonesti, spiega Di Maio riferendosi in particolare al tema dell'evasione fiscale, "incroceremo le banche dati della pubblica amministrazione. E' onere dello Stato trovare qualcuno che si comporta male. Siete tutti onesti fino a prova contraria", sottolinea il ministro ricevendo gli applausi della platea. Il vicepremier si dice convinto, inoltre, che "se le istituzioni sono corrette ed etiche i cittadini si comporteranno in modo etico e corretto".

Le parole del ministro sul caso Ilva

Sull'Ilva Di Maio è stato laconico: "Non faccio annunci prima di incontrare la proprietà e le parti sociali", le sue parole uscendo dall'Assemblea di Confcommercio.

Il salario mininimo

Il neo ministro ha poi rilanciato la proposta di un salario minimo orario per quei lavoratori (molto spesso precari) che non hanno tutele sotto questo punto di vista. Il concetto del salario minimo "può sembrare troppo statalista", ha detto Di Maio, ma bisogna aver presente che ormai "molti giovani pur di trovare un lavoro a volte lavorano guadagnando zero e altri arrivando a stento a metà mese. Il lavoro deve anche dare la soddisfazione di arrivare a fine mese. Il salario minimo va in questa direzione".

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