Domenica, 19 Settembre 2021
Economia

Cambia il digitale terrestre, 9 tv su 10 da rottamare: "Un massacro per gli italiani"

Il Codacons è pronto a denunciare la misura contenuta nella Manovra alla Commissione europea: “E' un favore dello Stato ai venditori di tv”. Ecco cosa cambierà nel 2022 e come capire se il proprio apparecchio non è più adeguato

Difficoltà con il digitale terrestre (FOTO ARCHIVIO ANSA)

La rivoluzione dei televisori è iniziata. Il passaggio al Dvb-T2, il nuovo sistema per le trasmissioni digitali terrestri, contenuto nell'articolo 89 della legge di Bilancio ancora al vaglio del Governo, segnerà l'inizio di una nuova era per la televisione. La transizione alla nuova modalità avverrà il 30 giugno del 2022, ma a preoccupare i consumatori c'è la questione tv: circa il 90% degli apparecchi che ad oggi si trovano nelle case delle famiglie italiane per quella data saranno obsoleti e non in grado di ricevere le trasmissioni. 

Codacons: “Faremo un esposto alla Commissione Europea”

Una 'grana' per gli utenti, che entro 5 anni si troveranno di fronte ad una scelta: comprare un nuovo televisore o ripiegare sull'acquisto di un decoder di ultima generazione, per non rimanere con il 'piccolo schermo' al buio. Una norma che ha fatto indignare il Codacons, il coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, che con un comunicato ufficiale ha manifestato preoccupazione per i costi che le famiglie dovranno sobbarcarsi a causa di questo switch, che viene visto come un 'regalo' del Governo ai produttori di televisori: “Inconcepibile per il Codacons quanto previsto dall'articolo n. 89 della legge Finanziaria, che stabilisce lo spegnimento entro quattro anni delle trasmissioni col digitale terrestre con il passaggio al nuovo sistema Dvb-T2. Una misura che il Codacons denuncerà con un esposto alla Commissione europea, chiedendo di aprire un procedimento contro lo Stato Italiano”.

“Con tale provvedimento più del 90% dei televisori presenti nelle case degli italiani sarà inservibile e da rottamare – attacca il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Tra il 2020 e il 2022 più di 40 milioni di apparecchi televisivi andranno sostituiti perché le nuove modalità di trasmissione non saranno compatibili con le vecchie tv. Il contributo da 100 milioni di euro stanziato dal Governo è assolutamente insufficiente e il provvedimento contenuto nella legge di Bilancio si tradurrà in un massacro per le famiglie italiane, costrette ad acquistare nuovi apparecchi e sostenere enormi costi per Tv e antennisti”.


“Con tale norma – prosegue Carlo Rienzi – il Governo ha fatto un enorme regalo alle aziende produttrici di televisori, che vedranno aumentare vendite e ricavi in modo artificioso, e un danno agli utenti, costretti a cambiare anche apparecchi nuovi e acquistati da pochi anni. Per tale motivo il Codacons annuncia un esposto alla Commissione Europea, in cui si chiede di aprire un procedimento formale  nei confronti dello Stato Italiano, e non esclude di ricorrere allo strumento della class action per costringere il Governo a fornire gratuitamente gli apparecchi televisivi di nuova generazione agli utenti”.

Aduc: “Ecco come non spendere”

Sulla stessa linea anche l'Aduc, che rispetto al Codacons cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno, facendo leva soprattutto sulle agevolazioni fiscali previste dal Governo e sul fattore 'tempo': “Il ministero dello Sviluppo Economico ha precisato che, per quattro anni dal 2019 a 2022, sono stati previsti  incentivi di 25 milioni di euro all’anno  per accelerare e agevolare il processo di ricambio, si che’ tutti gli apparecchi tv abbiano la nuova tecnologia”.

Questa seconda rivoluzione digitale porta l'Aduc a ripensare agli effetti provocati dal primo switch, avvenuto qualche anno fa, in cui siamo passati definitivamente al digitale terrestre: “Dopo l’imposizione di cambio di apparecchi di alcuni anni fa dovuta all’introduzione del digitale terrestre, che costò non pochi soldi agli utenti, altrettanto si prefigura per questa nuova disposizione, nonostante i contributi. Già diverse voci si sono levate per contestare questo passaggio e chiedere di andare oltre la scadenza. Voci che o non sanno o fanno finta di non sapere che, proprio per la data, il nostro Pese ci è già avvalso della proroga al 2022, perché la data fissata dalla Commissione Europea è quella del 2020. Certo, tutto è possibile. Ma teniamo i piedi per terra e, visto che i tempi e i metodi per capire come e quando, ci sono, e anche ampi, non pretendiamo di fare ostruzionismo anti-tecnologico e a-logico. La tecnologia e la scienza non sono solo momenti in cui -come abbiamo letto da più parti- “si vuole fare innovazione sulle tasche dei consumatori”, ma strumenti che possono servire ai consumatori proprio per essere migliori in economia e qualità.

I consigli dell'Aduc

Vincenzo Donvito, presidente dell'Aduc, cerca di indirizzare i consumatori verso nuove soluzioni, che possano mantenere alta la qualità di ciò che si desidera vedere, senza dover spendere troppo denaro: “Già oggi si può benissimo non possedere apparecchi tv col digitale terrestre e vedere molti dei programmi che si trovano sul digitale terrestre, anche in tempo reale. E’ Internet. Attraverso cui, anche la Rai, consente di vedere i suoi programmi in diretta senza che scatti l’obbligo di pagare l’imposta/canone. E non ci si dica che le offerte in Internet sono più limitate del digitale terrestre e che questo collegamento rappresenterebbe un costo in più, visto che oggi, comunque, più della meta’ degli italiani è già in Rete … e prevedere che nel 2022 lo saranno molti di più, non ci sembra astruso”.

“Sfondiamo delle porte aperte nel ricordare che la scelta che si può fare in Rete è decisamente un invito a maggiore qualità – conclude il presidente Aduc - La scelta è di per sé qualità, figuriamoci se la si accompagna anche al dato di economicità (anche solo il risparmio dell’imposta/canone…).Sta a tutti gli attori delle comunicazioni -e noi del no-profit tra questi- far sì che i nostri servizi siano sempre di più in Rete che non solo nella tradizionale scatola soprammobile delle famiglie. E se ipotizziamo che nel 2022 ci potrebbero essere percentuali molto diverse da quelle attuali per gli utenti dei servizi Internet, non crediamo di essere visionari e di sollecitare cose costose ed impossibili”.

I motivi del cambiamento

La norma prevede il passaggio dall'attuale sistema, Dvb-T, alla nuova tecnologia Dvb-T2. Una direttiva arrivata direttamente dalla Commissione Europea nel mese di aprile, ma recepita soltanto di recente nella Manovra 2018. Lo switch servirà per liberare frequenze mobili della banda 700, ovvero quelle comprese tra i 694 e i 790 Mhz, così da assegnare alle queste frequenze alle telecomunicazioni mobili 4G e 5G.

Questo passaggio ha dei notevoli benefici, infatti le frequenze sulla banda 700 arrivano in maniera migliore dentro agli immobili e superano con maggiore facilità gli ostacoli rispetto alle onde con una lunghezza più corta. In questo modo verrà garantita una copertura migliore per tablet e smartphone.

Ovviamente anche la nuova versione del digitale terrestre ha qualcosa in più della precedente: consentirà un aumento della qualità visiva e sonora e supporterà più contenuti ad alta definizione. Nel testo della norma viene chiarito anche che l'Italia dovrà adottare anche il codec HEVC (High Efficiency Video Coding), che supporta l'ultra definizione delle immagini, fino a 8192×4320 pixel. Mediaset e Rai hanno comunque precisato che il passaggio al nuovo digitale terrestre dei loro canali principali avverrà soltanto quando in sede legislativa ci sarà lo switch-off definitivo, quindi all'ultimo minuto. 

Chi dovrà cambiare tv

Ma come possono i consumatori capire se la loro tv supporterà il nuovo digitale? Niente paura, dal 1° gennaio 2017 è scattato l'obbligo per i negozianti di vendere ai consumatori televisori già omologati per il Dvb-T2 o quantomeno abbinati ad un decoder compatibile. Va precisato che soltanto dal 30 giugno 2022 sarà obbligatorio avere la tv in tecnologia Dvd-T2 e standard HEVC, fino a quel giorno, in cui lo switch interesserà tutti i canali nazionali, le vecchie televisioni continueranno a funzionare senza alcun problema. Cosa si dovrà fare dopo quella data? Come detto in precedenza, i consumatori possono muoversi in diverse direzioni. Per chi non volesse comprare una nuova televisione, basterà acquistare un decoder di nuova generazione o iniziare a vedere la televisione solamente tramite web. Esclusa l'ultima ipotesi, gli italiani dovranno comunque mettere mano al portafoglio.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cambia il digitale terrestre, 9 tv su 10 da rottamare: "Un massacro per gli italiani"

Today è in caricamento