Martedì, 22 Giugno 2021
Grido d'allarme da tutto il settore

Discoteche, il rebus della data di riapertura e il rischio di "perdere" tutta la stagione

"Sono passati oltre 15 giorni da quando abbiamo scritto una lettera al CTS per chiedere un incontro urgente", ma tutto tace, come racconta Fiepet Confesercenti. Riapre tutto in zona bianca, tranne le discoteche. Il rischio che l'estate 2021 sia già "bruciata" esiste. C'è chi si augura che il via libera arrivi al massimo ai primi di luglio, in modo da permettere di fare due mesi di lavoro "a tutta"; ma è solo un auspicio degli imprenditori per ora

Non ci stanno a essere trattati "come untori". Pensano di meritare rispetto. Riapre tutto tranne le discoteche, ed "è una cosa vergognosa e intollerabile". Lo sostiene Silb, il sindacato dei locali da ballo, che qualche giorno fa alzava la voce contro la mancata indicazione di una data di riapertura delle discoteche, all'aperto e al chiuso. Ma le voci critiche si accumulano. Quali sono le reali prospettive per l'estate?

Discoteche chiuse, ma ancora per quanto?

Oggi come oggi le discoteche, possono riaprire, ma senza ballo. Di fatto significa che possono fare servizio bar e (quelle organizzate) anche servizio ristorante. "Non possiamo permetterci di approcciare il problema come lo scorso anno - ha detto il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa parlando delle zone bianche - Dobbiamo essere coerenti e seri, le discoteche vanno riaperte per poter andare a ballare e socializzare. Se si aprono le discoteche, non bisogna tener conto di restrizioni sul distanziamento, il criterio dovrà essere quello di monitorare e tracciare chi entra".

"Abbiamo annunciato un tavolo per riaprire le discoteche, i giovani vogliono andare al mare, vogliono divertirsi, amarsi e baciarsi, e per farlo i con i vaccini si è più sicuri e lo sanno anche loro" ha detto due giorni fa il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti. "Quando avremo un'adeguata percentuale di popolazione vaccinata potremo riaprire anche le discoteche, probabilmente già a fine giugno e a metà luglio togliere le mascherine all'aperto" ha detto il sottosegretario all'Interno Carlo Sibilia. 

"Anche le discoteche da luglio devono poter riaprire, con il green pass" fa sapere via twitter Giovanni Toti, presidente della regione Liguria. Annunci, opinioni, nessuna data certa. Il rischio che la stagione sia "persa" è concreto.

Riapre tutto in zona bianca, tranne le discoteche. Le uniche restrizioni confermate anche in zona bianca sono l'obbligo di indossare la mascherina e di rispettare il distanziamento. Per il resto scompare il coprifuoco, si può andare liberamente  (con date già stabilite per giugno-luglio) ai ristoranti, consumare all'interno dei bar, andare al cinema o al teatro, allenarsi nelle palestre e in piscina, via libera anche alle feste per i matrimoni senza limitazioni, parchi divertimento, centri termali e centri commerciali al chiuso. Tutto, tranne le discoteche.

"Le discoteche sono le uniche che non possono ripartire"

"Sono passati oltre 15 giorni da quando abbiamo scritto una lettera al Comitato Tecnico Scientifico per chiedere un incontro urgente, al fine di approfondire le linee di indirizzo che si intendono adottare per il settore. Ad oggi non abbiamo ricevuto risposta. E mentre gli altri comparti sanno tornando, lentamente, alla normalità le discoteche sono le uniche che non possono riprendere appieno l'attività". Così Filippo Grassi, membro di Giunta nazionale Fiepet Confesercenti, con delega all'intrattenimento che aggiunge: "E' una vera caccia alle streghe e la cosa più grave è che non abbiamo indicazioni su una possibile ripresa di quello che i nostri locali fanno, ossia offrire spazi per ballare. Riaprire a metà, solo per consumazioni al tavolo, non ha senso e noi abbiamo assoluto bisogno di tempi certi e stabiliti: ci dobbiamo preparare, molti spazi necessitano di ristrutturazioni, si devono ordinare i prodotti, organizzare il lavoro con i dipendenti. È impossibile farlo in pochi giorni e non possiamo farci trovare impreparati perché, dopo tanti mesi di chiusura, anche solo un giorno è fondamentale".

"Noi abbiamo sempre rispettato le regole e continueremo a farlo - continua Grassi - anche se al nostro comparto è stata riservata poca attenzione e ci sono state pochissime occasioni di confronto con le Istituzioni. Vanno fatte anche due altre considerazioni: una riguarda i giovani che sarebbero sicuramente più al sicuro in un locale all'aperto, dove viene fatto rispettare l'obbligo di distanziamento. La seconda invece riguarda le città d'arte e i centri turistici che, con i locali chiusi, potrebbero perdere appeal, rispetto ad altri Paesi".

"Abbiamo bisogno di risposte chiare - conclude Grassi. Invitiamo a riflettere sul senso di limitare la ripartenza delle attività nelle discoteche, quando in altri luoghi si possono tranquillamente creare assembramenti e ci possono essere pericoli di contagio. Attendiamo una replica immediata: una risposta che è dovuta alle tante imprese e lavoratori che chiedono solo garanzie per poter programmare la ripartenza. La situazione è grave, molti di noi hanno già chiuso e molti sono a rischio chiusura, con un ingente danno a tutto il mondo dell'intrattenimento e del turismo".

Molti locali si sono già attivati. Hanno comprato mascherine, igienizzanti. Alcuni imprenditori hanno detto di essere pronti addirittura ad acquistare i tamponi rapidi per tutti i clienti, da fare all'ingresso. Una data ancora non c'è. L'estate nelle località turistiche è già inizia col Ponte del 2 giugno, e le discoteche hanno le porte sbarrate. Da tanti mesi e chissà per quanto ancora. C'è chi si augura che il via libera arrivi al massimo ai primi di luglio, in modo da permettere di fare almeno due mesi di lavoro "a tutta". Solo un auspicio degli imprenditori per ora.

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