Domenica, 1 Agosto 2021
Economia Italia

Elezioni, emergenza lavoro: i disoccupati non lo cercano più e ci mettono in coda all'Ue

Italia in controtendenza rispetto all'Europa: nel nostro Paese cala la disoccupazione ma soprattutto grazie alle assunzioni a tempo determinato. E il numero dei giovani che non cercano neppure più un lavoro è tra i più alti d'Europa. Le proposte elettorali

La disoccupazione in Italia è passata dal 44% del 2014 al 32% registrata nel 2017. Lo confermano i dati Istat che stimano inoltre che il tasso di disoccupazione giovanile (tra 15-24 anni) sia sceso in quattro anni da quota 42% al 32 per cento (dati Istat 31 gennaio 2017). Non solo, lo sprint dell'Italia non avrebbe pari in Europa: secondo i dati del rapporto trimestrale della Commissione europea, il nostro è il paese Ue che ha visto diminuire maggiormente la disoccupazione giovanile: -6,9 per cento nell'ultimo anno contro il -2,4% fatto registrare dall'Eurozona nel complesso.

Disoccupazione Italia, tutti i dati

Ma se il numero di giovani under 25 che cercano lavoro è diminuito di 10 punti, rimane pur sempre vero un altro terribile dato: il numero di disoccupati che non cercano lavoro è ancora tra i più alti d'Europa: 11 per cento. 

Giovani in cerca di una speranza all'estero

Non solo la percentuale di giovani senza lavoro nel nostro paese resta ancora la seconda più alta nell'Ue (32,2%), dopo la Spagna (36,8%): a preoccupare è il tasso di inattivi, disoccupati che non cercano lavoro, che resta a livelli record (11,4%). Tra i dati che più preoccupano  il numero di giovani che, scoraggiati, decidono di cercare lavoro all'estero e in sette anni il fenomeno ha subito un’accelerazione impressionante: si è passati dai 21 mila emigrati under 40 del 2008 ai 51mila del 2015.

Lavoro, aumenta il lavoro a tempo determinato

Inoltre i dati dell'Osservatorio dell'Inps, tra gennaio e novembre 2017, sono aumentate le assunzioni (+18,7% rispetto al 2016) ma sono diminuite quelle a tempo indeterminato (-5,2%). L'Italia si pone in controtendenza rispetto all'Europa dove tra il 2016 e 2017, il numero di lavoratori con contratti a tempo indeterminato - in tutta l'Ue - è cresciuto di 2,8 milioni, un aumento di tre volte superiore a quello dei contratti a tempo determinato.

Il jobs act funziona? L'effetto perverso del precariato

In Italia si registra quindi una crescita delle assunzioni, ma il dato deve essere scomposto nelle sue componenti: il maggior contributo alla crescita occupazionale è dato da nuovi contratti a tempo determinato (+26%) e dall’apprendistato (+13,9%). Un aspetto messo in evidenza dai dati dell'Unione Europea dove il numero di lavoratori a tempo pieno è cresciuto di circa 3 milioni fino a raggiungere i 181 milioni, mentre i lavoratori a tempo parziale hanno registrato un aumento di 300.000 unità fino a raggiungere i 42,7 milioni. Dinamiche migliori del previsto e sostenute da una solida crescita economica, come spiega Europa Today.

Lavoro, l'Europa sceglie il tempo indeterminato

"L'occupazione ha raggiunto il livello più alto mai registrato, con più di 236 milioni di persone occupate, mentre la disoccupazione è in costante calo", ha affermato Marianne Thyssen, commissaria per l'Occupazione.

"Nell'Ue dovremmo sfruttare al massimo questa dinamica economica positiva e offrire ai cittadini diritti nuovi e più efficaci, come stabilito nel pilastro europeo dei diritti sociali: condizioni di lavoro eque, accesso paritario al mercato del lavoro e protezione sociale dignitosa".

Lavoro, le proposte elettorali

Elezioni, il programma Pd sul lavoro

Il centrosinistra col Partito Democratico propone il completamento del Jobs act con un ulteriore taglio del cuneo fiscale, salario minimo, ma anche contratti a termine più cari per incoraggiare le assunzioni stabili. Previsto anche uno specifico ammortizzatore socilae anche per gli autonomi. Eppure per i giovani mancano proposte specifiche 

Programma Pd: le 100 proposte di Renzi | Sintesi (Pdf) | Completo (Pdf)

Elezioni, il programma M5s sul lavoro

Il Movimento 5 stelle propone una riduzione drastica della disoccupazione giovanile con investimenti in innovazione tecnologica e una riduzione delle tasse su imprese e lavoro. I pentastellati vedono nel futuro un rischio di bassa occupazione e per questo hanno predisposto la proposta di un reddito di cittadinanza (780 euro netti al mese per il single, 1.950 per famiglie con due figli) che rischia tuttavia di drenare risorse e coperture.

Elezioni 2018, il programma del Movimento 5 stelle

Elezioni, il programma del centrodestra sul lavoro

Il centrodestra fa uno specifico richiamo alla "piena occupazione per i giovani" rilanciando di stage, apprendistato e politiche di formazione. Tuttavia in tema di "lavoro stabile" non sono chiare le misure co cui rilanciare i contratti a tempo indeterminato. Si propongono poi incentivi per inserire disabili e più tutele delle ragazze madri. "Sì" anche al ripristino dei voucher.

Elezioni 2018, il programma del centrodestra

Elezioni, il programma di Liberi e Uguali sul lavoro

Liberi e Uguali ha come stella polare il ripristino delle tutele piene dell’articolo 18 nei contratti a termine e propone poi il decollo dell’assegno di ricollocazione per aiutare le persone in cerca di un impiego. Liberi e uguali prpopone inoltre sussidi e ammortizzatori sociali con durate più lunghe e copertura universale.

Elezioni 2018, il programma di Liberi e Uguali

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