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Venerdì, 27 Maggio 2022
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Disoccupazione giù in Europa, non in Italia: "Ma miglioriamo"

In Europa la disoccupazione è in leggero calo, ma non nel nostro Paese. Il ministro dell'Economia Padoan resta ottimista: "Misure giuste, ma richiedono tempo"

ROMA - La Commissione europea rivede in peggio le stime sui disoccupati italiani, mentre la situazione migliora nel resto del Vecchio continente. Secondo le nuove stime diffuse dalla Ue, per l'Italia si prevede una lenta ripresa nel 2014, "sostenuta soprattutto da domanda esterna".

Resta negativa invece la situazione sul fronte occupazione, con un nuovo picco per la disoccupazione italiana al 12,8% (contro il 12,6% stimato a febbraio). Invariate le previsioni sul deficit italiano: nel 2014 al 2,6% e nel 2015 al 2,2%. Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, tuttavia resta ottimista: "Le previsioni confermano che il Paese sta migliorando, c'è crescita, miglioramento della competitività ma soprattutto di investimenti e occupazione nel periodo di previsione. I dati diffusi dalla Commissione Ue confermano che le cose stanno andando bene e che la politica economica del governo le rafforzerà".

"Le misure richiedono tempo ma la direzione è giusta e le misure sono giuste, i tempi sappiamo tutti, sia a Roma che a Bruxelles, che non sono immediati ma questo non indebolisce l'importanza delle misure", aggiunge Padoan entrando all'Eurogruppo.

I dati diffusi dalla Commissione mostrano un'Italia in difficoltà rispetto agli altri Paesi dell'Eurozona e dell'Ue dove, grazie a un miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro, la disoccupazione calerà più del previsto. Le stime prevedono infatti un tasso all'11,8% nel 2014 e all'11,4% nel 2015 per i paesi della moneta unica, contro 12% e 11,7% previsti a febbraio, e 10,5% e 10,1% per i 28 contro 10,7% e 10,4%. Quanto al nostro Paese, invece, nel 2014 si vedrà "un nuovo picco" con il 12,8% (contro il 12,6% stimato a febbraio) e nel 2015 la disoccupazione "scenderà marginalmente" a 12,5% (a febbraio era al 12,4%).  Per l'organo esecutivo dell'Ue, sarà la ripresa della domanda interna a guidare la crescita: "Ha ora preso piede ma è importante abbracciare le riforme strutturali e proseguirle in quanto è proprio una "perdita di fiducia legata a un loro stallo il maggior rischio al ribasso per la crescita in Europa". In Italia, invece, gli occhi sono puntati sulla domanda esterna: "Dopo la forte recessione del 2012-13, si prevede una lenta ripresa nel 2014 sostenuta soprattutto dalla domanda esterna". Crescita invariata a 0,6% nel 2014 e 1,2% nel 2015, si legge nelle stime diffuse.

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