Domenica, 28 Febbraio 2021

Donne, che fatica: precarie, part time e con la famiglia sulle spalle

Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Istat, le donne continuano ad avere un sovraccarico tra impegni lavorativi e familiari. Inoltre, la maggior parte delle lavoratrici ha un'occupazione precaria o part-time

Foto di repertorio

Precarie, ma piene di lavoro e con la famiglia sulle spalle. L'Istat fotografa le donne italiane come il motore trainante del nucleo familiare, nonostante le condizioni occupazionali del gentil sesso non siano paragonabili a quelle dell'uomo. Alla precarietà e ai lavoro part-time, in crescita, vanno aggiunte anche le difficoltà nel raggiungere figure apicali e nel fenomeno della 'sovraistruzione'. Le donne che lavorano a tempo determinato sono, nella media dei primi tre trimestri del 2019, il 17,3% e quelle a part time sono ormai un terzo, il 32,8% contro l'8,7% degli uomini.

Il part-time "non è cresciuto come strumento di conciliazione dei tempi di vita, ma nella sua componente involontaria" che ha superato il 60% del totale contro il 34,9 dello stesso periodo del 2007. Nonostante questo, le donne continuano a svolgere la maggior parte del lavoro tra le mura domestiche

La famiglia sulle spalle delle donne

La percentuale del carico di lavoro familiare svolto dalla donna tra i 25 e i 44 anni, sul totale del carico di lavoro familiare della coppia, in cui entrambi i componenti sono occupati, diminuisce dal 71,9% del 2008-2009 al 67% nel 2013-2014, ultimo dato disponibile. Ma le donne presentano comunque una maggiore quota di sovraccarico tra impegni lavorativi e familiari: più della metà delle donne occupate (54,1%) svolge oltre 60 ore settimanali di lavoro retribuito e/o familiare (46,6% gli uomini). 

A stimare il lavoro totale delle donne è l'Istat nel corso di una audizione alla Camera: "La disparità di genere riguarda anche la condivisione dei carichi familiari: persiste, infatti, la tradizionale asimmetria nella ripartizione del lavoro familiare, sebbene in diminuzione", annota Linda Laura Sabbadini, direttore della direzione centrale dell'area statistiche sociali. La conciliazione dei tempi di lavoro con quelli di vita familiare risulta difficile comunque per più di un terzo degli occupati (35,1%) che hanno responsabilità di cura nei confronti di figli. Ma "sono comunque e soprattutto le donne ad aver modificato qualche aspetto della propria attività lavorativa per meglio combinare il lavoro con le esigenze di cura dei figli". 

"Il 38,3% delle madri occupate infatti ha dichiarato di aver apportato almeno una modifica, contro l'11,9% dei padri occupati. Percentuale che per le madri occupate di bambini tra 0 e 2 anni sale al 44,9%, mentre per i padri con figli nella stessa classe di età è di poco inferiore al 13%".

Nonni fondamentali come baby sitter

"I nonni e in particolare le nonne sono il pilastro del supporto alle lavoratrici madri con figli fino a 10 anni".

A certificare l'importanza dei genitori in funzione baby sitter a sostegno di una famiglia in cui padre e padre lavorino è il dossier Istat presentato oggi nel corso di una audizione alla Camera- "Nei casi in cui entrambi i genitori sono occupati, se ne prendono cura nel 60,4% dei casi quando il bimbo più piccolo ha 2 anni, nel 61,3% quando ha da 3 a 5 anni e nel 47,1% se più grande. Valori che superano il 65% nel caso del Mezzogiorno".

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