Giovedì, 16 Settembre 2021
Economia Italia

Draghi dimezza gli aiuti all'Italia: ora il debito pubblico può diventare un problema

Il direttivo della Banca Centrale Europea ha ridotto il programma mensile di acquisto di titoli di Stato avviato nel marzo del 2015, portandolo dagli attuali 60 miliardi a 30 miliardi, a partire da gennaio, ma "estendendone la durata di 9 mesi, fino a settembre del 2018"

La Banca centrale europea ha annunciato il primo passo sul tapering: la manovra di progressiva riduzione degli stimoli monetari. A partire da gennaio la mole mensile di acquisti di titoli verrà dimezzata a 30 miliardi di euro, rispetto agli attuali 60 miliardi di euro al mese con cui si proseguirà fino a dicembre, e questo nuovo livello perdurerà fino a settembre.

Parallelamente, con un comunicato diffuso al termine del Consiglio direttivo, la Bce ha avvertito di esser già pronta a prorogare ulteriormente il piano di acquisti, oltre il mese di settembre 2018, se fosse necessario a garantire una normalizzazione dell'inflazione verso i suoi livelli obiettivo. E che se il quadro "diventasse meno favorevole" il Consiglio è anche pronto a riaumentare il ritmo degli acquisti di bond.

La Bce ha poi puntualizzato che continuerà a reinvestire i titoli giunti a scadenza senza stabilire un termine per questo meccanismo e che le aste agevolate di rifinanziamento alle banche a tasso fisso proseguiranno almeno fino al 2019. Infine, ha confermato come previsto i tassi di interessi dell'area euro ai minimi storici: zero sulle principali operazioni di rifinanziamento, 0,25 per cento sulle operazioni marginali e meno 0,40 per cento sui depositi parcheggiati dalle banche.

Che cos'è il Quantitative easing

La Bce dal 2015 ha creato moneta a debito attraverso iniezioni di liquidità, con operazioni di mercato aperto, tramite l'acquisto di titoli di Stato e di altre obbligazioni

Il dimezzamento del Quantitative easing annunciato dalla Bce potrebbe aprire una fase di difficoltà per l'Italia. Gli acquisti mensili della Bce, in questi oltre due anni e mezzo hanno rappresentato un'ancora di salvataggio per un Paese come il nostro che detiene un debito pubblico pari a 2.281 miliardi, cresciuto di 63 miliardi nei primi 6 mesi di quest'anno, al ritmo di 10,5 miliardi al mese.

In particolare, gli acquisti della Bce hanno aiutato a sostenere la domanda di titoli di Stato, allentando la stretta del credito delle banche. 

L'avvio del tapering da parte della Bce, avviene in concomitanza con il graduale aumento dei tassi di interesse da parte della Banca centrale statunitense. Queste due mosse tendono a normalizzare la politica monetaria ultra-accomodante delle due principali banche centrali mondiali. Per l'Italia, a medio termine, ciò significherà un aumento degli oneri finanziari per coprire il debito pubblico. 

Uno dei grandi problemi delle banche italiane, oltre a quello dei crediti deteriorati, è che hanno ancora troppi titoli del debito pubblico nei loro bilanci. In questa fase di transizione in cui il Qe della Bce si ridurrà gradualmente, calerà la domanda di titoli del debito pubblico e, in prospettiva, aumenteranno i tassi a medio e lungo termine. Uno scenario che solo in prospettiva darà spazio per i risparmiatori a investimenti meno rischiosi e a rendimenti più alti.

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