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Domenica, 23 Gennaio 2022
L'ancora di salvezza

I social aiuteranno i piccoli commercianti a non chiudere

Nel 2025 i ricavi dell'e-commerce potrebbero superare i 100 miliardi di euro

Non appena si erano intravisti i primi segnali di ripresa economica, la variante Omicron e le relative restrizioni anti Covid hanno fatto ripiombare gli imprenditori in un vero e proprio incubo, quello legato alla sopravvivenza della propria attività. A pesare è soprattutto l'incertezza sugli sviluppi futuri della pandemia, con la consapevolezza che non si riuscirà a restare galla lavorando a singhiozzo. La soluzione al problema potrebbe trovarsi nei social, visto che sono circa 40 milioni gli italiani che hanno un account sulle principali piattaforme come Facebook e Instagram.

Il commercio online eviterà la chiusura di un'azienda su due 

Puntare sull'e-commerce potrebbe essere la mossa vincente per sconfiggere il Covid a livello economico, specialmente in Italia dove il tessuto imprenditoriale è caratterizzato dalla presenza di piccole e medie imprese. Il commercio elettronico, infatti, è diventato parte integrante delle nostre abitudini, registrando una crescita esponenziale durante l'emergenza sanitaria legata al Covid, con prospettive future molto brillanti. Secondo un rapporto della Community Cashless Society, tra il 2020 e il 2025 il settore del commercio online potrebbe registrare a livello mondiale tassi di crescita annui superiori al 20%, oltrepassando i 100 miliardi di euro di ricavi nel 2025 dai 39,9 miliardi stimati per il 2020. "Usare Instagram e Facebook eviterà la chiusura di una azienda su due ma occorre utilizzarli bene e non ricorrere al fai da te", ha dichiarato l'esperto di pubblicità online Emanuele Maragno. Per il co-fondatore di Ecom House, agenzia di marketing digitale per e-commerce, sponsorizzare un prodotto sui social può scatenare un boom di vendite, ma fare e-commerce non è facile per questo bisogna affidarsi a degli esperti.

I consigli dell'esperto

Maragno suggerisce agli imprenditori di rivolgersi ad agenzie o esperti specializzati nell'e-commerce e vendita online e non ad agenzie di comunicazione generiche. "Penso di non aver mai visto così tanti soldi buttati come negli ultimi 12 mesi! Fare pubblicità sui social media è diventata più una moda ‘perché bisogna esserci’, piuttosto che un'azione con un ritorno dell'investimento concreto, controllato, profittevole e pianificato step by step per una crescita aziendale tangibile", ha osservato l'esperto. Un altro consiglio è quello di non accettate dei contratti superiori ai 2-3 mesi di tempo, con la possibilità di uscita. "Chi lavora bene in questo settore non ha bisogno di contratti lunghi, perché sa che continuerà a portarvi risultati mese dopo mese con la sua guida e conoscenza, creando una giusta fidelizzazione". Importante sarà poi allargare gli orizzonti oltre i confini nazionali, visto che in Italia gli acquisti online sono ancora un po' a rilento. Secondo l'esperto, "l'Italia è un fanalino di coda sul mondo e-commerce e sulle percentuali di persone che acquistano online, motivo per cui una volta iniziato con successo in Italia, può essere di gran interesse l'espansione su paesi come la Germania, Francia, e Paesi Nordici, per poi passare a tutta Europa e America se il prodotto lo permette".

L'e-commerce in Italia

L'e-commerce in Italia ha messo il turbo con la pandemia, passando dai circa 17,9 miliardi di euro del 2019 ai 26 miliardi nel 2020, registrando un balzo del 45%. Si tratta di una crescita mai vista, osserva Valentina Pontiggia, direttrice dell’osservatorio e-Commerce B2c e Innovazione digitale nel retail del Politecnico di Milano, ricordando che i dati sono fuorvianti causa Covid. Grazie al cambiamento di abitudini dei consumatori e agli investimenti, si registrerà una crescita del commercio online anche nel 2021, anche se a un tasso più ridotto (+18%), per 3,5 miliardi di euro. Secondo l'esperta l'e-commerce in questo periodo è stato il motore del retail, anche se al momento rappresenta solo il 10% del commercio totale (6% nel 2019). Si tratta di una nuova forma di approccio al commercio, di relazione con il consumatore, che di certo non andrà a sostituire la vendita offline. 

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