Giovedì, 23 Settembre 2021
Economia

Ecotassa sulle auto: c'è una nuova proposta (e un "rifiuto" che fa rumore)

Continua a far discutere la nuova tassa sulle auto inquinanti basata sul meccanismo del bonus-malus. Proposto al governo un nuovo limite per le emissioni, per escludere dal sovrapprezzo i modelli più economici scelti dalle famiglie. Insorge Fca. Ira Codacons: "Stangata ingiustificata"

Auto incolonnate nel tratto bolognese dell'autostrada A14 in direzione sud, Bologna, 11 agosto 2018. ANSA/GIORGIO BENVENUTI

Ecotassa sulle nuove auto, quali sono le novità? Facciamo chiarezza. Nei giorni scorsi vi abbiamo spiegato che un emendamento alla Legge di Bilancio voluto dal Movimento 5 Stelle prevede incentivi per chi acquista un'auto nuova a basse emissioni (quelle elettriche, ibride o comunque poco inquinanti) e una penalizzazione per chi sceglie le utilitarie, le vetture a più alte emissioni. La Commissione Bilancio della Camera, nella discussione nel ddl Bilancio 2019, ha approvato un emendamento che prevede l'introduzione di un sistema di "bonus-malus" sulle immatricolazioni di auto nuove, in funzione delle emissioni di CO2 (anidride carbonica), valido fino al 2021. Si prevede di applicare sulle auto nuove (già a partire dal primo gennaio 2019) un'imposta crescente all'immatricolazione che varia dai 150 ai 3.000 euro e parallelamente, nello stesso triennio, di introdurre incentivi all'acquisto di veicoli ibridi e elettrici che emettono da 0 a 90 CO2 g/km, variabile da 1.500 a 6.000 euro.

Ecotassa sulle auto nuove: la proposta di un nuovo limite per le emissioni

La norma ha sollevato un vespaio di polemiche, perché prevede ulteriori imposte per chi è intenzionato ad acquistare auto soprattutto di fascia media. Ecco perché in Senato l'emendamento potrebbe essere corretto e rivisto. Intanto, come detto, è stato approvato alla Camera. Ed eccoci alle novità di giornata. Introdurre l'ecotassa a partire dalle auto con emissioni con 150 grammi/km e destinare gli incentivi ai modelli con rilascio di CO2 inferiore ai 70 grammi/km. Il tutto riservando almeno il 25% dei contributi concessi alle sole vetture elettriche. E' la proposta di e_mob, coordinamento di istituzioni, aziende e associazioni attive nel promuovere la mobilità elettrica. ''L'idea dell'ecotassa - spiega il coordinatore di e_mob, Camillo Piazza - è giusta, tanto che l'abbiamo elaborata, promossa e presentata durante le due edizioni della Conferenza Nazionale della Mobilità Elettrica. Meno efficace pare la ripartizione dei bonus/malus. Sul fronte malus riteniamo opportuno fare partire la tassa sulle vetture con emissioni di almeno 150 grammi/km, limite che escluderebbe dal sovrapprezzo dell'ecotassa i modelli più economici scelti dalle famiglie con minore disponibilità economica. Inoltre, il limite di 150 grammi esclude dal malus circa l'80% delle auto sul mercato concentrando la tassa soltanto sui modelli a maggiore impatto ambientale''.

Arriva l'ecotassa sulle auto: perché il nuovo tributo scontenta (quasi) tutti

Fiat Panda 4x4 ANSA-2

Quanto agli incentivi, l'idea di e_mob sarebbe di concedere contributi soltanto alle vetture elettriche. ''Le agevolazioni - prosegue Piazza - hanno senso se servono a sostenere tecnologie emergenti con qualità ambientali, ma ancora poco competitive sul piano economico. Viceversa, sono poco efficaci per aiutare tecnologie già consolidate. Può essere comunque utile includere modelli con le tecnologie tradizionali per favorire il rinnovo del parco circolante con vetture più moderne e meno inquinanti''. Un ragionamento che porta a una proposta dove i modelli con emissioni inferiori ai 20 grammi/km percepiscono un contributo sostanzioso in grado di rendere effettivamente più appetibile l'acquisto di un'auto elettrica. Altri incentivi più contenuti sono destinati ai modelli con emissioni fino a 70 grammi/km. Inoltre, e_mob chiede che almeno una quota del 25% dei contributi elargiti sia destinata esclusivamente alle vetture elettriche per evitare, come successo in passato, che gli incentivi vengano esauriti dai modelli tradizionali.

Fca contro l'ecobonus: "Salta il piano degli investimenti in Italia"

L'ecobonus, peraltro, non piace a Fca. "E' un fatto certo che il sistema di bonus-malus, qualora attuato secondo l'impianto approvato in prima lettura alla Camera, inciderà significativamente sulla dinamica del mercato, in una fase di transizione del settore, costruttori e filiera, estremamente delicata, modificando le assunzioni alla base del nostro piano industriale". Lo scrive Pietro Gorlier, responsabile attività Emea di Fca, in una lettera al presidente del Consiglio Regionale del Piemonte Nino Boeti che aveva invitato i vertici del gruppo automobilistico a discutere le prospettive di investimento nella Regione. Il Consiglio aperto di domani sul futuro del settore auto è stato annullato. A quanto si apprende, ora si chiederà a Fca di concordare una nuova data per gennaio. Allo stesso tempo Fca ha deciso di non partecipare domani al Consiglio aperto sul futuro del settore auto, come annunciato da Boeti che, dopo aver convocato a Palazzo Lascaris la capogruppo per decidere se confermare o meno la riunione, ha deciso di annullarla. La comunicazione della mancata partecipazione all'incontro, che sarebbe appunto legata alle incertezze normative sulla questione dell'ecotassa, è stata anticipata dall'azienda al presidente Boeti con una telefonata e poi confermata con la lettera. A quanto si apprende ora si chiederà a Fca di concordare una nuova data per gennaio.

Tassa sulle auto, beffa in arrivo: il paradosso della nuova legge

Gorlier ricorda come "la realizzazione del piano industriale per l'Italia prevede entro il periodo 2019-2021 un ammontare di investimenti pari a 5 miliardi di euro per i il lancio di 13 nuovi modelli o restlyling di modelli esistenti nonché nuove motorizzazioni con impiego diffuso di tecnologia ibrida ed elettrica". Un progetto che "prevede la produzione della futura Fiat 500 elettrica ed il rinnovamento dei modelli Maserati Levante, Quattroruote e Ghibli a Mirafiori" e "riteniamo garantirà progressivamente il raggiungimento della piena occupazione". Tuttavia, continua Gorlier, "negli ultimi giorni lo scenario a tendere del settore è stato significativamente modificato da interventi sul mercato dell'auto in discussione all'interno della Legge di bilancio che a nostro avviso alterano l'intero quadro di azione, all'interno del quale il piano dell'Italia era stato delineato". Pertanto "se tale intervento fosse confermato fin dal 2019 si renderà necessario un esame approfondito dell'impatto della manovra e un relativo aggiornamento del piano annunciato".

"Ecotassa è un'ingiustificata stangata sugli automobilisti"

Il nuovo tributo scontenta (quasi) tutti: sull'ecotassa produttori e consumatori sono dalla stessa parte della barricata, ma per ragioni del tutto diverse. Lo afferma il Codacons, commentando la posizione di Fca sugli interventi relativi al mercato dell'auto in discussione all'interno della Legge di bilancio. ''Non accetteremo alcuna tassa sulle auto benzina e diesel, che di fatto introdurrebbe un'ingiustificata stangata a danno degli automobilisti - spiega il presidente Carlo Rienzi -. L'ecotassa del M5S, inoltre, arrecherebbe danni più ai consumatori che all'industria automobilistica, e non produrrebbe vantaggi sul fronte ambientale. La mobilità elettrica va sostenuta in modo efficace senza introdurre odiose tasse a discapito delle famiglie, ma mettendo a disposizione degli automobilisti incentivi adeguati per il passaggio alle auto ibride''.

''Pertanto siamo pronti ad avviare una battaglia legale contro qualsiasi prelievo forzoso il Governo dovesse varare sull'acquisto di automobili, non nell'interesse di Fca o dei produttori ma per difendere le tasche degli italiani'', aggiunge Rienzi. Intanto in materia di ecotassa parte un primo ricorso contro il Mise con contestuale richiesta risarcitoria, per aver il Ministro Di Maio escluso il Codacons dal tavolo di confronto avviato ieri al Ministero. ''Evidentemente Di Maio ha preferito escludere dal confronto quelle associazioni che hanno espresso contrarietà alla tassa, comportamento coerente con la sua opposizione all'emendamento che esonera le onlus dal contributo unificato e che non porta alcun valore aggiunto al Governo, creando solo confusione e tensione tra consumatori e istituzioni'', conclude Rienzi.

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