Sabato, 27 Febbraio 2021
Italia

L'altra pandemia: persi 410mila posti di lavoro e 4mila euro a testa

"L'Italia è tornata indietro di 23 anni". Questo l'effetto della "tempesta perfetta" causata dall'epidemia di Sars-Cov-2 secondo gli analisti di Confindustria che spinge il governo ad utilizzare gli aiuti europei (Mes incluso). "Altrimenti il Paese non sarà in grado di ripagare il suo enorme debito pubblico"

Mercato del lavoro in difficoltà per effetto degli impatti sull'economia della pandemia di Covid-19. Nel 2020 l'occupazione registrerà, un -1,8%, pari a circa 410mila posti di lavoro in meno rispetto al 2019. Non solo: le unità di lavoro equivalenti a tempo pieno registreranno un -10,2%, pari a un calo di 2 milioni 450mila unità.

Le stime sono del Centro Studi di Confindustria che oggi ha pubblicato le previsioni economiche d'autunno. Il principale allarme verte sulla tenuta dell'occupazione nei prossimi mesi, nonostante il rimbalzo solo parziale dei livelli di attività. Secondo lo studio gli stipendi sono garantiti solo dall'estensione della Cig a condizioni favorevoli fino a fine anno e dal contemporaneo blocco dei licenziamenti.

"Cruciale per l'anno prossimo sarà l'intensità e velocità della ripresa del Pil"

Con un recupero non completo come quello qui previsto, la risalita della domanda di lavoro risulterà smorzata (+4% le Ula, meno del Pil). Il numero di persone occupate, dunque, è atteso aggiustarsi verso il basso: -1% nel 2021, pari a -230mila unità.

Il Covid è costato 4mila euro ad ogni italiano

La "tempesta perfetta", causata a marzo-aprile da un doppio shock di domanda e offerta, indotto dal blocco normativo delle attività in numerosi settori dell'industria e dei servizi, e dalle limitazioni agli spostamenti delle persone con l`obiettivo di contenere la diffusione del virus, ha prodotto effetti dirompenti sull'economia italiana.

Se la fine del lockdown ha determinato una risalita della domanda - che in vari settori si era azzerata - sul sistema italia pesa il crollo del turismo. Secondo l'analisi di Confindustria nel 2020 il Pil registrerà una "caduta storica", un crollo del 10% che porterà il Paese indietro ai livelli di 23 anni fa. In termini pro-capite, la perdita di reddito al 2020 equivale a più di 4.000 euro a persona. E la pesare sulla risalita è l'incertezza legata all'aumento dei contagi.

"Il recupero del Pil dovrebbe riprendere in modo graduale da inizio 2021, a condizione che la diffusione del Covid sia contenuta in modo efficace. Nel quarto trimestre del prossimo anno il livello del reddito sarà ancora inferiore di oltre il 3% rispetto a fine 2019 e molto lontano dai massimi di inizio 2008, di circa 8 punti percentuali."

Quanto ai conti pubblici, il rapporto deficit/Pil è previsto quest'anno in netto aumento al 10,8% del Pil (dall'1,6% del 2019) mentre il rapporto debito pubblico/Pil toccherà il 158,7% quest'anno e il 156,5% nel 2021, con un balzo di oltre 24 punti dal 134,6% del 2019.

Per risollevare l'economia italiana secondo Confindustria, serve "un cambio di paradigma" e l'utilizzo degli strumenti europei (Sure, Mes e Next-Generation Eu): "Altrimenti, l'Italia rimarrà un Paese in declino, che non sarà in grado di ripagare il suo enorme debito pubblico".

"Occorre - secondo Confindustria - rivedere le modalità con cui vengono tradotte in norme le decisioni pubbliche, la pubblica amministrazione, innalzare la qualità dei servizi pubblici e far sì che questi siano offerti in tempi certi e brevi, innalzare gli investimenti pubblici, determinanti per la costruzione di capitale fisico, umano e di conoscenza in grado di aumentare la produttività, puntando su infrastrutture tradizionali, ricerca, digitalizzazione, formazione di capitale umano e sostenibilità ambientale per colmare i divari territoriali".

Gli analisti economici temono più Trump e le elezioni statunitensi del Covid 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'altra pandemia: persi 410mila posti di lavoro e 4mila euro a testa

Today è in caricamento