La "grandine" dopo le elezioni: balzo dello spread

Lo spread ha sfiorato i 290 punti base. Si tratta di un dato ai massimi da febbraio scorso. Conti pubblici fuori controllo: l'Ue pronta al primo passo formale per l'apertura di una procedura d’infrazione per debito eccessivo

Urne chiuse da neppure 48 ore e già risuonano nefasti gli effetti delle elezioni: la pax elettorale è finita e potrebbe arrivare a ore la lettera della Commissione Europea al governo italiano in cui si chiederà quali siano i fattori rilevanti di cui tenere conto nel valutare il mancato rispetto da parte dell'Italia della regola del debito, cresciuto nel 2018 al 132,2 per cento del Pil (dal 131,4% del 2017).

Spread ai massimi da Febbraio

La lettera è il primo passo formale della procedura d’infrazione europea. Una reazione attesa dato che il debito è salito, anziché diminuire, in rapporto al Pil. Una procedura di infrazione per debito prevede -dopo numerosi passaggi- possibili sanzioni, fino ad arrivare, nell'ipotesi peggiore, ad una multa dello 0,2 per cento del Pil, maggiorato di una quota variabile fino allo 0,5 per cento del Pil, oltre alla sospensione dei pagamenti o degli impegni relativi ai fondi strutturali Ue.

Lettera Ue, cosa rischia l'Italia

Si tratta di una possibilità teorica, poiché prima di arrivare a quello stadio i rendimenti dei titoli di Stato sarebbero già saliti a livelli insostenibili, assai più di quelli attuali, già molto elevati.

Oggi i bot decennali italiani rendono il 2,69 per cento, mentre il Bund tedesco ha un rendimento negativo dello 0,15 per cento: lo spread ha sfiorato i 290 punti base. Si tratta di un dato ai massimi da febbraio scorso, spinto dai risultati elettorali della Lega alle europee, partito che mette in discussione i vincoli dei parametri stabiliti da Bruxelles.

Già con lo spread a 270 punti il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco aveva lanciato un preciso allarme: "E' più del doppio rispetto all'inizio del 2018 e l'elevato rapporto tra il debito e il Pil espone l'Italia alla volatilità dei mercati".

Salvini: "Spread sale per convenienza anti italiana"

"Lo spread aumenta perché qualcuno ha convenienza che gli italiani siano vincolati a vecchie regole" attacca Matteo Salvini che se la prende poi con il Pd: "Lanciano l'allarme spread, come se il voto degli italiani di domenica non fosse libero, come se chi ha votato Lega volesse lo spread".

Tuttavia era stato un economista del calibro di Carlo Cottarelli, direttore osservatorio conti pubblici università Cattolica, ha spiegare la febbre di fiducia che ha scalfito la credibilità italiana. "La strategia di Salvini sulla flat tax e riduzione delle tasse è a mio avviso molto rischiosa, spero che il Governo la gestisca minimizzando i rischi."

"Il rischio è che ci sia una reazione molto forte dei mercati finanziari, lo spread ricomincia a salire e questo crea incertezza facendo frenare l'economia".

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti aveva invee ricordato come da un anno il differenziale d'interesse tra i bot italiani e i bund tedeschi sia inchiodato su livelli doppi rispetto a quelli di inizio 2018: "Il costo totale ha già superato i 17 miliari di euro, un costo che pagheranno tutti gli italiani". 

"Lo Stato italiano ha emesso titoli di Stato, per lo più bot e btp, obbligandosi a pagare 17 miliardi di interessi in più rispetto agli interessi che avremmo pagato con il governo Gentiloni. Un costo enorme per l'Italia. Tutto questo vuol dire più tasse o meno servizi".

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I rischi concreti dell'economia italiana

Nei giorni scorsi, ultimi in ordine di apparizione, Istat e Ocse hanno diffuso le loro previsioni per il 2019: per l'istituto di statistica nazionale crescerà dello 0,3%, per l'organizzazione internazionale sarà pari allo zero. Senza un impianto di riforme, accanto alle tradizionali misure di tipo redistributivo, sarà impossibile fermare soprattutto la crescita del debito, che impedisce il rilancio dell'economia.

Salvini e la flat tax a tutto deficit: il leghista va allo scontro con l'Ue (ma ha un'arma scarica) 

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