Martedì, 28 Settembre 2021
Economia Treviso

"Straordinari il sabato e basta scioperi": Electrolux minaccia, bufera coi sindacati

La multinazionale parla di ritardi nella produzione dovuti al ripetersi di scioperi e al rifiuto di accettare orari straordinari. "Niente minacce inconcludenti", è la risposta della Cgil. Cosa sta succedendo nello stabilimento Electrolux di Susegana, Treviso

"La grave perdita di volumi nei soli mesi di luglio e agosto, tra scioperi e mancati accordi sugli straordinari (previsti, pare necessario ricordarlo, dal contratto collettivo nazionale e aziendale vigenti) in aggiunta al rischio di perderne ancora di più nei prossimi due mesi, sta mettendo seriamente a rischio l’affidabilità e la credibilità dello stabilimento, compromettendone, irrimediabilmente, le relazioni commerciali con i clienti. Ma ancor di più sta minacciando la sostenibilità e il futuro della fabbrica".

C'è un clima pesante alla Electrolux di Susegana, in provincia di Treviso. Straordinari il sabato o ce ne andiamo altrove: è la minaccia neanche troppo velata della multinazionale agli oltre mille lavoratori dello stabilimento veneto. "Niente minacce inconcludenti", è la risposta di Giacomo Vendrame, segretario Cgil di Treviso che invita l’azienda alla responsabilità.

In una nota diffusa ieri da Electrolux Italia si parla di ritardi nella produzione dovuti al ripetersi di scioperi ed al rifiuto di accettare orari straordinari il sabato. Condizione che potrebbe indurre la società a ricorrere ad altre soluzioni, sottintendendo con questo l’affidamento di parte delle commesse a stabilimenti esteri. In sostanza, i vertici dell’azienda sono impegnati in un braccio di ferro con i lavoratori che hanno rifiutato gli straordinari richiesti dall’azienda di sabato per recuperare la produzione persa - scrive l'azienda - "di 15 mila frigo sugli 820 mila previsti per il 2017". Un calo dovuto agli scioperi indetti dagli operai in seguito al licenziamento del delegato Fiom Augustin Breda avvenuto all’inizio dell’estate.

"Siamo tutti consapevoli – ha detto il segretario Cgil di Treviso Vendrame – che la discussione tra le parti va ben oltre e che il livello di produttività dello stabilimento è un elemento cruciale rispetto alla sostenibilità del sito di Susegana. Non è accettabile – ha però ammonito – che con un comunicato intimidatorio venga liquidata una situazione delicata dove i fronti aperti sono moltissimi". Per il sindacato l’azienda dovrebbe anche "tenere presente quanto sia difficile aver un buon dialogo se uno dei più recenti provvedimenti presi è stato licenziare una Rsu (Augustin Breda). Penso sia una premessa importante da fare, ricordando – conclude – che sono in campo da parte nostra tutte le iniziative possibili a tutela della rappresentanza sindacale e che, come è noto, la palla è passata ai legali".

Le alternative? Spostare la produzione in Romania o Polonia, dove le fabbriche sono attrezzate per le produzioni di Susegana. Sarebbe un disastro per lo stabilimento trevigiano, già in regime di solidarietà sotto il profilo dell’occupazione.


 

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