Lunedì, 19 Aprile 2021
Torino

Crisi Embraco, c'è la soluzione: 390 dipendenti assunti da altre due aziende

I lavoratori avranno gli stessi contratti, gli stessi diritti e le stesse retribuzioni. La gioia dei sindacati: “Un grande risultato, un salvataggio esemplare”

Foto di repertorio

Crisi Embraco, siamo vicini ad una soluzione positiva per i dipendenti dello stabilimento di Riva di Chieri, in provincia di Torino. Venerdì mattina, 18 maggio 2018, sarà il giorno in cui si metterà la parola "fine" ad un caso che ha coinvolto 497 lavoratori, che per mesi hanno vissuto nell'ansia di perdere il posto. 

Dei 497 dipendenti della società del gruppo Whirpool, infatti, 350 saranno assunti dalla Ventures production, azienda israeliana-cinese specializzata nella produzione di robot per filtri per l'acqua e pulizia di pannelli fotovoltaici. Altri 40, invece, andranno alla Astelav, azienda di Vinovo che si occupa di rigenerazione di frigoriferi. Mentre gli ultimi 70 hanno accettato gli incentivi offerti dalla ditta di via Andriano.

Le due aziende hanno presentato ai sindacati i progetti futuri, garantendo gli stessi diritti e gli stessi emolumenti. Un grande risultato, come confermato da Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, e Dario Basso, segretario generale della Uilm di Torino, che hanno commentato l'esito dell'incontro al Mise: “Quello di oggi è un risultato che deve essere preso ad esempio per la risoluzione dei problemi di questa natura. Coniugare le politiche attive e passive, la volontà e il coinvolgimento di tutti gli attori interessati ci ha consentito di risolvere una situazione che, in partenza, appariva compromessa”.

"La garanzia che ci ha fornito il Governo sulla solidità delle due società e sui piani industriali che consentiranno di raggiungere la piena ricollocazione di tutti i lavoratori Embraco, ci fanno dire che quando c'è la volontà e si ha chiaro l'obiettivo, i problemi vengono superati", aggiungono Palombella e Basso che sottolineano: "ci siamo aggiornati a venerdì per garantire tutte le condizioni economiche e normative attualmente applicate ai lavoratori. Ora c'è la necessità di un attento monitoraggio sull'evoluzione del processo, la cui prima parte si conclude oggi con quasi sette mesi di anticipo rispetto ai tempi definiti dal verbale sottoscritto a marzo".

“L'obiettivo era questo”

"Siamo soddisfatti che tutte le lavoratrici e lavoratori Embraco saranno riassorbiti dai due progetti industriali nuovi che si insedieranno a Riva presso Chieri a partire da giugno - commentano per la Fiom Lino La Mendola e Ugo Bolognesi - questo era l'obbiettivo che fin dall'inizio ci siamo dati insieme ai lavoratori. Monitoreremo giorno per giorno la realizzazione dei piani industriali e relativi investimenti per come oggi ci sono stati presentati".

"Venerdì ci aspettiamo che Embraco mantenga gli impegni presi", concludono rilevando che "nonostante non vi sia necessità di fondi pubblici per la realizzazione dei piani, continuiamo a pensare che una presenza, anche minima, di Invitalia nel capitale sociale, seppur temporanea, sia un'ulteriore garanzia per tutte le lavoratrici e lavoratori".

Salvi i posti di lavoro

 A presentare i piani di reindustrializzazione dello stabilimento Embraco di Riva di Chieri, precisano Fiom e Uilm in una nota successiva all'incontro, sono un gruppo che "fa capo alla israelo-cinese Ventures Production, una società neocostituita composta all'85% da Ventures Srl e al 15% da Guangdong Electric. Quest'ultima realtà, partecipata dal Governo cinese, ha l'opzione di salire al 40% del capitale entro 18 mesi. L'azienda investirà 20 milioni di euro per produrre sistemi di depurazione per l'acqua e robot per la pulizia a secco dei pannelli fotovoltaici. Nel complesso, la società conta di occupare un totale di 474 lavoratori a regime dopo il 2020. Novanta saranno assunti nelle prossime settimane, 372 totali entro giugno 2020. Il periodo da giugno 2018 allo stesso mese del 2020 sarà coperto con l'utilizzo degli ammortizzatori sociali". Il secondo progetto, rilevano, "fa capo alla Astelav di Vinovo (Torino), società specializzata nella commercializzazione di ricambi per elettrodomestici con 55 dipendenti, che nel 2016 ha lanciato il business della rigenerazione degli stessi apparecchi. L'azienda, che nel 2017 ha fatturato 13,5 milioni di euro, amplierà la propria attività in un'area di 6mila metri quadrati, dove occuperà 30 lavoratori più altri 10 nel giro di un anno, e dove l'attività partirà nel giro di due mesi per arrivare a regime entro 4 mesi, con un potenziale massimo di 50mila pezzi all'anno". Nei prossimi giorni, aggiungono, "inizierà la mappatura delle competenze professionali dei lavoratori per avviare i corsi di formazione propedeutici alla ricollocazione. Venerdì è in programma un incontro all'Unione Industriale di Torino per definire gli aspetti normativi ed economici del passaggio di lavoratori dalla Embraco alle nuove realtà che si insedieranno".

Martina: “Buone notizie per i lavoratori”

"Buone notizie per i lavoratori di #Embraco. Avanti su produzione e occupazione. Impegno rilevante del Governo con @CarloCalenda e @MinSviluppo". Lo scrive su Twitter il reggente Pd Maurizio Martina.

Ugl: “Operazione di salvataggio esemplare”

 "Una operazione di salvataggio aziendale esemplare quella di Embraco. Si è trattato di un modello vincente, dunque, da emulare quando si tratta di tutelare l'intero organico aziendale durante i processi di crisi e che necessitano di un piano di reindustrializzazione". Ad affermarlo in una nota è Paolo Capone, il segretario generale dell'Ugl, in merito al tavolo Mise dove oggi si sono confrontati i sindacati, i rappresentati della regione Piemonte, di Embraco e delle due aziende pronte a investire. "Un esempio di concertazione senz'altro positivo e che dovrebbe confluire nell'integrazione di 350 dipendenti nella Joint Venture israelo-cinese e di altri 40 operai nell'Astelav. Auspico, quindi, che ci sia un ripristino immediato dell'attività lavorativa secondo i piani e che il prossimo Governo continui a monitorare l'evolversi delle trattative", conclude il leader dell'Ugl.

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