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Venerdì, 3 Dicembre 2021
L'analisi / Italia

Quanto è costata all'Italia l'emergenza Covid?

Aggiudicati oltre 8 miliardi di euro in 20 mesi, più della metà solo per le mascherine. Il doppio rispetto a quanto speso in vaccini e tamponi

Oltre 19 miliardi di euro messi a bando, di cui 2,8 soltanto per la campagna vaccinale: è il prezzo che l’Italia ha pagato, in termini di spesa pubblica, per la pandemia da Covid-19 tra gennaio 2020 e settembre 2021. Stando a un’indagine di Openpolis, da inizio pandemia sono infatti stati aperti 15mila bandi per forniture di materiali e servizi, e a oggi risultano aggiudicati 8 miliardi dei fondi messi a disposizione, oltre la metà usati per l'acquisto di mascherine e dispositivi di protezione. Dati che emergono grazie all’osservatorio bandi Covid, attraverso cui vengono monitorati gli acquisti a partire dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

Mascherine e dispositivi di protezione individuale i beni più acquistati 

L’ultimo aggiornamento, che risale al 14 settembre, conferma che i beni più acquistati restano mascherine e dispositivi di protezione individuale (dpi), anche se rispetto alla scorsa primavera la crescita di questa tipologia di acquisti ha subito un forte rallentamento: a gennaio rappresentavano il 60% degli importi totali, a settembre 2021 erano fermi al 46%. A metà settembre erano stati aperti bandi per circa 8,8 miliardi di euro per l’acquisto di protezioni, ma le cifre più alte si concentrano nella prima fase d’emergenza, mentre tra maggio e settembre gli importi registrati non superano i 200 milioni di euro.

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Fonte Openpolis

Vaccini Covid, per l'acquisto messi a bando 2,8 miliardi

Cresce sensibilmente inoltre il peso economico delle vaccinazioni: a marzo 2020 rappresentava il 6,3% delle spese totali per l’emergenza, oggi copre il 14,6%. Dell’importo base d’asta di 2,8 miliardi sono stati aggiudicati 248 milioni di euro. Andando ad analizzare i lotti dedicati alla campagna vaccinale, i più importanti risalgono al 16 dicembre 2020, mese di avvio della campagna, con la richiesta di poco più di 78 milioni di dosi di vaccino con un’importo a base d’asta di 1 miliardo e 125 milioni. Ad aprile, con l’avvio della seconda fase, sono stati acquistati ulteriori 185 milioni di dosi con un importo a base d’asta di 435 milioni. Segue, per entità e dimensioni del bando, l’acquisto di 21.257.570 dosi il 31 dicembre 2020, per un importo totale di poco più di 392 milioni di euro.

Analizzando poi la “classifica” generale dei fondi messi a disposizione per le diverse forniture, dopo mascherine e dpi arrivano i prodotti e i servizi per l’analisi come test e tamponi: quasi 3 miliardi l’importo base d’asta, 1,1 quelli aggiudicati, pari al 15,4 % del totale.

Le somme maggiori dalla struttura commissariale di Figliuolo

Senza grandi sorprese, la stazione appaltante a indire le somme maggiori è stata ed è ancora la struttura del commissario straordinario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo, che ha firmato il netto scatto in avanti della campagna vaccinale, il cui peso è aumentato in estate: oltre la metà degli importi messi a gara (il 57,26%) è stata aperta proprio dal commissario per l’emergenza Figliuolo, per un totale di 8,9 miliardi di euro, 3,9 dei quali aggiudicati alla metà di settembre 2021.

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Fonte Openpolis

Il restante è suddiviso in percentuali che vanno dal 4,81% a poco più dell’1,58% tra le centrali di competenza e acquisti di varie regioni: Aria Spa, la società in cui convergono Lombardia Informatica, infrastrutture lombarde e Arca Lombardia (4,81%), l’Azienda Zero Veneta (4,74%), l’Estar Toscana (2,69%). Chiudono poi la Presidenza del consiglio dei ministri tramite il Dipartimento di Protezione Civile (1,98%) e Consip Spa (1,58%).

"Necessario bilanciare rapidità con trasparenza delle procedure"

La modalità di approvvigionamento più utilizzata, inoltre, continua a essere la procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara: il 68,1% degli importi messi a gara nell'emergenza Covid sono stati banditi attraverso questo tipo di procedura, circa 13 miliardi di euro banditi in poco più di 19 mesi .Seguono gli affidamenti diretti in adesione ad accordo quadro (il 10,42%, pari a 2 miliardi di euro) e gli affidamenti diretti (8,33% del totale, corrispondenti a 1,6 miliardi). Solo il 7,4% degli importi (1,4 miliardi) è stato indetto attraverso procedure aperte, il che si traduce nell’86,9% dei bandi indetti per l’emergenza Covid che risulta, dalle rilevazioni di Openpolis, aperto con procedure semplificate, per un totale di 16.64 miliardi su 19 (esclusi gli accordi quadro).

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Fonte Openpolis

L’obiettivo è quello di velocizzare i tempi in un momento di emergenza, e ottenere le forniture e i servizi rapidamente, ma Openpolis mette in guardia: “È importante equilibrare l’esigenza di rapidità nelle procedure con la trasparenza, considerando che parliamo di miliardi di euro provenienti dalle casse pubbliche”.

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