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Lunedì, 26 Febbraio 2024
L'intervista

E' possibile riaccendere le centrali nucleari in Italia?

"All'Italia servirebbero almeno 15 reattori", ha dichiarato l'Avvocato dell'Atomo Luca Romano in un'intervista a Today

Mentre Stati Uniti e Cina spingono sul nucleare, l'Europa si spacca in due mostrando ancora una certa diffidenza verso l'atomo nonostante i progressi a livello tecnologico sulla sicurezza degli impianti. Francia e Gran Bretagna sembrano intenzionate ad aumentare gli investimenti mentre Germania e Belgio stanno riducendo gradualmente i reattori. L'Italia per il momento resta a guardare, cercando di studiare un piano energetico efficiente per il medio lungo-termine che possa ridurre la dipendenza dall'estero. Questo l'obiettivo da raggiungere abbattendo al contempo le emissioni di CO2. Una sfida che secondo alcuni esperti richiederebbe la messa in campo di un mix energetico fatto anche dal nucleare. E' possibile riaccendere le centrali nucleari in Italia oppure costruirne di nuove? Lo abbiamo chiesto a Luca Romano, giornalista laureato in Fisica Teorica conosciuto sui social come l'Avvocato dell'Atomo, da sempre schierato a difesa dell'energia nucleare. 

Il nucleare divide ma le rinnovabili non bastano

Le rinnovabili da sole possono risolvere il problema energetico italiano?

“Ad oggi sicuramente no e difficilmente nei prossimi decenni. Come dice Bill Gates nel suo libro ‘Clima. Come evitare un disastro’ servirebbe un ‘monster miracle’ per quanto riguarda non tanto le rinnovabili ma le tecnologie per l’accumulo di energia. Come sappiamo le rinnovabili hanno il problema dell’intermittenza, perlomeno il solare e l’eolico. L’idroelettrico, invece, ha una disponibilità limitata dipendente dalle condizioni geografiche”.

E' possibile riaccendere o costruire centrali nucleari di nuova generazione nel nostro Paese?

"I vecchi impianti nucleari italiani non possono essere riattivati, sono già in fase avanzata di smantellamento. Per costruire centrali di nuova generazione, invece, basterebbe una legge ordinaria. Non è stato introdotto un divieto di nucleare con i referendum precedenti e non servirebbe un referendum per introdurlo. E' chiaro che se un governo facesse una legge del genere l'opposizione invocherebbe un referendum abrogativo e a quel punto bisognerebbe che il referendum non passasse. Fatta la legge ordinaria si fa un piano energetico, si determina quante centrali si vogliono e di che tipo, si scelgono i siti e si potenzia l'ente regolatore (in Italia è l'Isin). Poi si fa una gara d'appalto, si decide chi la vince (ci saranno i francesi, i coreani, gli americani, i canadesi, più difficilmente i cinesi e i russi) e si parte con la costruzione". 

Quanto tempo ci vuole per costruire nuove centrali nucleari?

"Per un paese che deve iniziare da zero l'iter autorizzativo può richiedere anche 10-15 anni ma l'Italia non deve iniziare da zero perché ha avuto già impianti in passato, ha già la fase della creazione delle competenze. Quindi l'iter autorizzativo in Italia potrebbe durare 3-4 anni, dopo di che si potrebbe partire con la costruzione e a quel punto dipende dalla capacità di rispettare i tempi. Se il piano energetico è fatto seriamente si fanno 3 o 4 centrali per volta, con l'obiettivo di farne 15 in 15 anni, allora si riesce a stare nei tempi. Per la prima centrale invece di 5 anni ce ne vorranno 10, per la seconda 8 fino a che le ultime staranno nei tempi. In 15 anni si avrebbero così 15 reattori operativi, quelli che servirebbero all'Italia per eliminare i combustibili fossili quanto meno dalla produzione di elettricità".

Il nucleare è pericoloso? Come si risolve il problema delle scorie radioattive?

"Bisognerebbe giudicare le tecnologie nucleari facendo opportuni confronti con le altre tecnologie. A parità di energia erogata le centrali nucleari sono le più sicure al mondo, sono quelle che fanno meno morti a parità di energia, nonostante ci sia stato un incidente enorme quello di Chernobyl e un altro un po' meno enorme di Fukushima. Si tratta di episodi, in altre centrali non ci sono episodi del genere ma causano molti più morti nel lungo periodo dovuti all'inquinamento o a contaminazioni tossiche. Per quanto riguarda le scorie dobbiamo ricordare che anche tutte le altre tecnologie producono rifiuti tossici di difficile gestione. Come li gestiamo? Li stocchiamo in luoghi dove non danneggiano l'ambiente e la salute delle persone, la stessa cosa la facciamo con le scorie nucleari, solo che se ne producono molte di meno. E’ vero che sono radioattive, questo complica un po’ le cose, ma è anche vero che sono un decimillesimo".

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