Sabato, 23 Ottobre 2021
Economia

Equitalia, scaduti i termini per rottamare le cartelle: cosa succede adesso

Per venire incontro agli utenti, Equitalia ha predisposto una guida che aiuta a comprendere meglio alcuni aspetti della "definizione agevolata", per consentire a chi ha debiti nel periodo tra il 2000 e il 2016 di chiudere il conto pagando solo le imposte non versate risparmiando su interessi e sanzioni

L’ultimo giorno utile per aderire alla rottamazione delle cartelle è stato il 21 aprile scorso. La corsa finale per pagare con un po' di sconto tasse arretrate, multe e balzelli vari ha creato disagi presso gli uffici, alcuni letteralmente presi d’assalto, e mail in tilt considerando che più della metà delle domande sono state presentate via web. Ma cosa succede ora? Per venire incontro agli utenti, Equitalia ha predisposto sul suo portale una serie di FAQ e relative risposte che aiutano a comprendere meglio alcuni aspetti della cosiddetta "definizione agevolata".

Il termine, come detto, è scaduto il 21 aprile scorso. Fanno eccezione i residenti in uno dei comuni del Centro Italia colpiti dagli eventi sismici del 2016 e del 2017, per i quali le scadenze e i relativi termini sono prorogati di un anno. In particolare, la data entro cui dovrà essere presentata la dichiarazione di adesione è il 21 aprile 2018. Sono prorogate di un anno anche tutte le altre scadenze previste per la definizione agevolata, comprese quelle relative ai pagamenti. Per aderire è necessario collegarsi al sito www.gruppoequitalia.it, scaricare il modulo DA1, compilarlo in ogni sua parte e inviarlo con una semplice email o con la posta elettronica certificata (agli indirizzi presenti sul modulo stesso e pubblicati sul portale di Equitalia) o, infine, rivolgersi agli sportelli Equitalia.

COMUNICAZIONI ENTRO IL 15 GIUGNO - Equitalia, come previsto dalla legge, dovrà inviare a tutti coloro che hanno aderito una comunicazione entro il prossimo 15 giugno specificando quali debiti rientrano effettivamente nella definizione agevolata; l’ammontare dell’importo dovuto; la scadenza delle eventuali rate. La comunicazione conterrà anche i relativi bollettini di pagamento.

COME E DOVE PAGARE - La legge consente di pagare: in un’unica soluzione; a rate, da 1 fino a un massimo di 5. In quest’ultimo caso il 70% del dovuto sarà pagato nell’anno 2017 e il restante 30% nell’anno 2018. In entrambe le situazioni, la scadenza per il pagamento della prima rata è fissata nel mese di luglio 2017. Si può pagare con i bollettini RAV precompilati inviati da Equitalia, nel numero di rate richieste con il modello di dichiarazione DA1, rispettando le date di scadenza riportate sulla comunicazione. È possibile pagare: dal portale Equitalia e dall’App Equiclick tramite la piattaforma PagoPa; con la domiciliazione bancaria; presso le filiali bancarie; agli sportelli bancomat (ATM) degli istituti di credito che hanno aderito ai servizi di pagamento CBILL; con il proprio internet banking; agli uffici postali; nei tabaccai aderenti a ITB e tramite i circuiti Sisal e Lottomatica; agli sportelli Equitalia.

SE NON PAGO O PAGO IN RITARDO? - La norma prevede che chi non paga anche solo una rata, oppure lo fa in misura ridotta o in ritardo, perde i benefici della definizione agevolata previsti dalla legge ed Equitalia riprenderà le attività di riscossione. Gli eventuali versamenti effettuati saranno comunque acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto.

PIANI DI RATEIZZAZIONE E CASI PARTICOLARI - Ho un piano di rateizzazione attivo di cui ho pagato tutte le rate al 31/12/2016. Se ho aderito alla definizione agevolata e non pago la prima rata di luglio 2017, posso tornare al mio precedente piano? Equitalia risponde che è possibile riprendere i pagamenti del piano di rateizzazione precedente. Ho un piano di rateizzazione attivo di cui ho pagato tutte le rate al 31/12/2016. Se ho aderito alla definizione agevolata e non pago o pago in ritardo una delle rate successive alla prima, potrei tornare al mio precedente piano? No, risponde Equitalia, con il pagamento della prima rata della definizione agevolata, fissata a luglio 2017, il piano di rateizzazione viene automaticamente revocato. Non è pertanto possibile riprendere i pagamenti del piano di rateizzazione precedente se si paga in misura ridotta, o in ritardo una delle rate successive alla prima.

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