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Giovedì, 20 Giugno 2024
Per i giovani professionisti

L’equo compenso è legge: cosa cambia

D'ora in poi il compenso dei liberi professionisti dovrà essere "proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro"

Via libera definitivo della Camera alla legge sull'equo compenso, con 243 voti a favore, nessun voto contrario e 59 astenuti. Quasi l’unanimità, dunque, per una legge che tutela i professionisti, aiutando soprattutto i più giovani a non essere sottopagati.

"Oggi la Camera dei Deputati ha dato il via libera definitivo alla proposta di legge sull'equo compenso. Una norma che ha l'intento di riconoscere e tutelare la qualità e la quantità del lavoro svolto dai liberi professionisti nei confronti dei cosiddetti contraenti forti - ha dichiarato la premier Giorgia Meloni -. Una legge attesa da anni che ho voluto riproporre a inizio legislatura e di cui sono orgogliosamente prima firmataria insieme al collega Morrone - aggiunge -. Ringrazio tutti i deputati e i senatori per questo importante traguardo raggiunto volto a restituire dignità e giustizia a tanti professionisti a cui per troppo tempo sono state imposte condizioni economicamente inique". Cosa cambia?

Equo compenso: ok definitivo della Camera

L’equo compenso diventa realtà dopo l’ok definitivo della Camera alla proposta di legge di Fdi e Lega sulle prestazioni dei liberi professionisti. Il provvedimento, atteso da anni dal mondo delle libere professioni, tutelerà i professionisti evitando che siano sottopagati, sia dai privati sia dalla pubblica amministrazione.

Il testo, composto da 13 articoli, impone alle imprese bancarie e assicurative (e loro controllate e mandatarie) ed alle aziende con più di 50 dipendenti, o con un fatturato di oltre 10 milioni, di versare al professionista a cui affidano incarichi un compenso equo, "proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro" e "conforme ai parametri ministeriali" per la determinazione delle remunerazioni (artt. 1 e 2).  

Inoltre, disciplina la nullità delle clausole che prevedono un compenso per il professionista inferiore ai parametri, nonché di ulteriori specifiche clausole indicative di uno squilibrio nei rapporti tra professionista e impresa, rimettendo al giudice il compito di rideterminare il compenso iniquo (art. 3) ed eventualmente di condannare l'impresa al pagamento di un indennizzo in favore del professionista (art. 4).

Ordini e collegi professionali dovranno invece adottare disposizioni deontologiche volte a sanzionare il professionista che violi le disposizioni sull'equo compenso (art. 5) e dovranno realizzare modelli standard di convenzione in modo tale che possano essere adottati dalle imprese committenti. La legge prevede anche l'istituzione, presso il ministero della Giustizia, di un Osservatorio nazionale sull'equo compenso.

Mulè: "Chi lavora ha diritto ad essere pagato il giusto"

"La Camera ha appena approvato la proposta di legge che mette fine a un'ingiustizia per i lavoratori autonomi: d'ora in poi avranno diritto ad essere pagati in misura proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto - ha dichiarato Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia -. Si tratta di un provvedimento che protegge i professionisti che forniscono prestazioni d'opera intellettuale in favore di aziende e pubbliche amministrazioni. Fino ad ora chi lavorava per grandi committenti, specialmente i giovani, era costretto ad accettare qualsiasi offerta pur di guadagnare il cliente, anche se ci rimetteva, da oggi non sarà più così: chi lavora ha diritto ad essere pagato il giusto".

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