Mercoledì, 3 Marzo 2021
La battaglia di Patuanelli

Tutti contro l'etichetta Nutriscore (e perché)

Il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, si scaglia contro il nuovo sistema di etichettatura per gli alimenti, trovando l'appoggio di Coldiretti e Unc. Ecco cos'è e come funziona 

Foto di repertorio Ansa

''Fino a quando sarò Ministro, mi batterò con tutte le forze contro l'etichetta Nutriscore'': non usa mezzi termini Stefano Patuanelli, titolare del dicastero delle Politiche agricole, che durante la diretta streaming con il Consiglio nazionale della Coldiretti, ha emesso la sua dichiarazione di guerra contro il nuovo sistema di etichettatura che divide i prodotti in colori in base alla quantità di nutrienti contenuti. Una classificazione che, secondo le associazioni dei consumatori e il ministro Patuanelli, potrebbe diventare dannoso per imprese e cittadini: "Per me non è accettabile che nel nostro Paese si passi a un sistema di etichettatura dove una bevanda gasata e zuccherina, prodotta in un laboratorio,sia considerata più sana del nostro olio di oliva, del nostro parmigiano sull'etichetta".

"Vi posso assicurare che fino a quando sarò ministro - ha detto rivolgendosi agli imprenditori agricoli - mi batterò con tutte le forze affinché il tema del Nutriscore venga abbandonato perché è un danno enorme per il nostro settore. E' un percorso che dobbiamo fare assieme con tutta la forza possibile in Europa perché è lì che si gioca il futuro dell'agroalimentare italiano e - ha rimarcato - dobbiamo avere la forza di imporre la nostra visione che va a tutelare non solo il settore ma anche la salute dei cittadini". Un'opinione che ha trovato d'accordo anche

Nutriscore, anche le associazioni sono contro

Nella battaglia contro questa nuova etichetta, Patuanelli ha trovato l'appoggio anche degli imprenditori agricoli. "Il nuovo protagonismo dell'Italia in Europa è importante per difendere il made in Italy agroalimentare dall'attacco di lobby e burocrazia che con tagli di risorse ed etichette allarmistiche colpiscono addirittura prodotti base della dieta mediterranea - ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini - L'etichettatura Nutriscore francese come quello a semaforo adottato in Gran Bretagna indirizzano il consumatore, con un bel verde, a scegliere prodotti con ingredienti di sintesi e a basso costo spacciandoli per più salutari. Un sistema fuorviante, discriminatorio ed incompleto e - sostiene Prandini - finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta".

"Si rischia - continua la Coldiretti - di promuovere cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e di sfavorire elisir di lunga vita come l'olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea, ma anche specialità come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano ed il prosciutto di Parma le cui semplici ricette non possono essere certo modificate. L'equilibrio nutrizionale va infatti ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e per questo non sono accettabili etichette semplicistiche che allarmano o scoraggiano il consumo di uno specifico prodotto, dall'extravergine di oliva al vino''.

Sulla stessa scia anche il commento dell'Unc, Unione Nazionale Consumatori. ''Le parole di Patuanelli sono condivise anche dai consumatori - afferma Agostino Macrì, responsabile dell'Area sicurezza alimentare dell'Unc-. No a Nutriscore e a tutte le etichette prive di basi scientifiche. I consumatori italiani hanno bisogno di una corretta informazione, mentre i colori ideati dai francesi semplificano il messaggio, creando evidenti distorsioni".

"Il sistema di etichettatura chiamato Nutriscore, infatti, classifica gli alimenti con cinque diversi colori, dal verde al rosso, in funzione del contenuto di alcuni nutrienti critici: calorie, grassi saturi, zuccheri e sale soprattutto. Peccato che il calcolo sia basato su 100 grammi di prodotto e non sulla porzione effettiva che si consuma, penalizzando così quelli che si utilizzano in piccola quantità, come l'olio extravergine di oliva che avrebbe un colore vicino al rosso anche se in pratica ne basta un cucchiaio per condire un'insalata", aggiunge Macrì. "Insomma, va data una corretta informazione al consumatore, come la percentuale di grassi, calorie, zuccheri che sono contenuti nella porzione di prodotto che si sta consumando, rispetto al fabbisogno giornaliero complessivo", conclude Macrì.

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Etichetta Nutriscore: cos'è e come funziona

Ma cos'è questa etichetta Nutriscore che nessuno vuole? L'utilizzo di etichettature nutrizionali sugli alimenti è una pratica che serve per aumentare la consapevolezza dei consumatori sulle caratteristiche del cibo che stanno per comprare. Nel 2018 la rivista Nutrients ha indagato sulle differenze tra le varie tipologie di etichette, con la ricerca online che ha 'eletto' la Nutri-Score come la più chiara ed efficace rispetto alle altre opzioni. Il funzionamento è molto semplice: l'etichetta fornisce un punteggio nutrizionale grazie ad una sorta di semaforo composto da cinque spazi con lettere e colori (A verde, B verde chiaro, C giallo, D arancione, E rosso).

Tale etichetta divide i prodotti in cinque categorie, attribuendo un punteggio in base alla quantità di nutrienti contenuti in 100 grammi di prodotto, distinguendo tra componenti buoni e negativi: quelli buoni sono frutta, verdura, noci, fibre e proteine, mentre quelli negativi sono grassi saturi, zucchero, sodio e calorie.

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