Sabato, 27 Febbraio 2021

Guanti monouso e invii telematici: così il Fisco incastra i contribuenti

Sempre più raffinate le tecniche anti-evasione che fanno scattare l'accertamento induttivo

Il Fisco affila le armi in attesa di riprendere controlli e accertamenti dopo il lungo stop imposto dai provvedimenti anti-coronavirus. Sempre più raffinate, in particolare, le tecniche di indagine poste a base degli accertamenti induttivi, che trovano l'avallo della Suprema Corte di Cassazione. E la tecnologia rende sicuramente più facile e veloce individuare possibili evasori. Ecco perché.

Avvocati

Gli ermellini hanno riconosciuto da tempo la legittimità dell'accertamento basato sul raffronto tra numero di ricorsi presentati e numero di fatture emesse.

Commercialisti

Qualsiasi adempimento, ormai, avviene per via telematica: all'Erario bastano quindi pochi click per verificare la congruità tra numero dei dichiarativi presentati e fatture emesse. La Cassazione ammette, però, la possibilità di effettuare gratuitamente le dichiarazioni per i soci di società clienti come anche di parenti o amici stretti.

Medici & co

Da tempo la Cassazione ammette il recupero a tassazione del reddito presunto ricostruito sulla base del consumo di alcuni beni strumentali come i guanti monouso nel caso degli odontoiatri o gli aspirasaliva monouso per i dentisti.

Tecnici

Non sfuggono all'accertamento induttivo architetti, ingegneri e geometri: in questo caso ad essere passate a setaccio sono le pratiche trasmesse tramite le apposite procedure telematiche. Basta quindi incrociare i dati con le fatture emesse e - in caso di evasione - il recupero è assicurato.

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