Evasione, un "settore" che non conosce crisi: tutti i soldi che sfuggono al Fisco

Quasi 200 miliardi di euro: i numeri del Mef mostrano che la quota maggiore di economia sommersa in Italia è riconducibile alle "sotto dichiarazioni", un occultamento deliberato di una parte del reddito attraverso dichiarazioni volutamente errate

Evasione fiscale, controlli della Guardia di Finanza. Foto di repertorio Ansa

La lotta all'evasione fiscale, messa in campo dai governi che si sono susseguiti con diversi strumenti, ha portato nelle casse dello Stato - solo lo scorso anno - 16,2 miliardi di euro, che si vanno a sommare ai 14,5 miliardi del 2017. Numeri importanti, certo, ma che rappresentano solo una quota dei tributi che vengono sottratti alla comunità. L'economia sommersa in Italia, secondo i dati del ministero dell'Economia, si ferma poco al di sotto dei 200 miliardi di euro. Una cifra monstre. 

Tutti soldi che sfuggono al fisco e che, se fosse possibile tassare, farebbero entrare nelle casse dello Stato quasi 90 miliardi di euro l'anno. Numeri del genere consentirebbero di ridurre il peso del fisco su chi paga le tasse, di aumentare le risorse a disposizione per gli interventi di finanza pubblica e di migliorare i conti pubblici.

I dati sull'economia sommersa in Italia 

Gli ultimi dati messi a disposizione del Mef mostrano che nel 2012 l'economia sommersa ammontava a 189,2 miliardi di euro, pari all'11,7% del Pil, di cui più della metà viene nascosta attraverso le "sotto dichiarazioni" (99 miliardi) e un'altra parte rilevante attraverso il lavoro irregolare (71,5 miliardi). L'anno successivo l'economia sommersa si mantiene sugli stessi livelli, a quota 189,9 miliardi di euro, pari all'11,8% del Pil, che si può dividere grosso modo nelle stesse percentuali dell'anno precedente (99,4 miliardi con le sotto dichiarazioni e 72,3 miliardi con il lavoro irregolare). Nel 2014 si sale addirittura a 196 miliardi di euro, pari al 12,1% del Pil, così divise tra sotto dichiarazioni (99,5 miliardi) e lavoro irregolare (78,1). L'ultimo anno registrato è il 2015, quando l'economia sommersa registra una contrazione rispetto all'anno precedente, tornando ai livelli 2012-2013: 190 miliardi di euro pari all'11,5% del Pil, di cui 93,1 da sotto dichiarazioni e 77 miliardi da lavoro irregolare.

Le "sotto dichiarazioni" sono la quota maggiore di economia sommersa

I numeri mostrano che la quota maggiore di economia sommersa è riconducibile alle sotto dichiarazioni (un deliberato occultamento di una parte del reddito attraverso dichiarazioni volutamente errate), pari al 48,9% dei quasi 200 miliardi annui. Un'altra quota rilevante fa capo al lavoro irregolare (40,5%), mentre la quota restante, pari al 10,6%, viene classificata con un generico "altro".

Diretta conseguenza dell'economia sommersa è, ovviamente, l'evasione fiscale che viene indicata nella media del periodo 2011-2016 pari a 86,4 miliardi di euro. Di questi, secondo i dati del Mef, 13,2 miliardi sono ascrivibili alla componente dovuta ad omessi versamenti ed errori nel compilare la dichiarazione. Pertanto, il gap derivante dal completo occultamento delle base imponibile e/o dell'imposta ammonta a circa 73,2 miliardi di euro.

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