Giovedì, 25 Febbraio 2021

Italia prima in Europa per l'evasione fiscale: buco da 36 miliardi e Fitch taglia le stime

Secondo i dati diffusi dalla Commissione europea il nostro Paese è il primo per Iva evasa. Fitch taglia le stime di crescita: colpa dell'incertezza sulle misure che il governo intende attuare

Foto di repertorio

Evasione fiscale: un altro triste primato per l'Italia, in vetta nella classifica europea dell'Iva evasa. Secondo i dati diffusi dalla Commissione europea, mancano all'appello circa 36 miliardi di euro, (35,988 miliardi nel 2016), su un totale nell'Ue a 28 di 147 miliardi.

Il Vat gap, cioè la differenza tra l'Iva che teoricamente dovrebbe essere riscossa e quella effettivamente incassata, nel nostro Paese è del 25,9%, in miglioramento rispetto al 26,13% del 2015 e al 30,09% del 2013, ma sempre più che doppio rispetto alla media in Europa (12,32%).

Il 'record' dell'Iva evasa per il nostro Paese è un dato storico abbastanza consolidato (anche nel 2016 l'Italia risultava in testa, sulla base dei dati relativi al 2014); come nel 2014, l'Italia pesa per circa un quarto dell'Iva evasa in tutta l'Ue. Il gettito dell'Iva per l'Italia nel 2016 è stato di 102,957 mld, a fronte di 101,061 mld nel 2015.

I dati a livello Ue

A livello Ue, in termini nominali il divario dell'Iva è diminuito di 10,5 miliardi di euro nel 2016 passando a 147,1 miliardi di euro. Ma i risultati ottenuti dai singoli Stati membri variano in modo significativo. In termini relativi, il divario dell'Iva e' diminuito in 22 Stati membri, con i migliori risultati ottenuti da Bulgaria, Lettonia, Cipro e Paesi Bassi, in ciascuno dei quali si è registrato un calo di oltre 5 punti percentuali. Anche l'Italia ha registrato un calo, seppur limitato allo 0,23%. Il divario dell'Iva è invece aumentato in sei Stati membri: Romania, Finlandia, Regno Unito, Irlanda, Estonia e Francia.

Fitch taglia le stime di crescita

Dopo quello operato ieri dell'Ocse arriva un nuovo taglio alle stime sulla crescita dell'economia italiana nel 2018: infatti l'agenzia Fitch, nel Global Economic Outlook diffuso oggi, ha fissato la previsione sul Pil italiano di quest'anno al +1,2%. Rispetto alla prcedente valutazione del giugno scorso l'agenzia ha rivisto al ribasso la stima di 0,1 punti. Confermata invece la crescita per il 2019, anche in questo caso all'1,2%, mentre per il 2020 Fitch prevede un Pil in aumento solo dello 0,9%.

Alla base della revisione l'andamento del secondo trimestre nel quale la nostra economia ha messo a segno una crescita solo dello 0,2%, la metà di quanto Fitch stimava a giugno. Inoltre, si aggiunge, le prime indicazioni per il terzo trimestre non sembrano suggerire una ripresa a breve per il settore industriale esposto alle tensioni sui mercati internazionali.

Ma l'elemento chiave - conclude Fitch - è l'incertezza legata alle scelte del governo visto che "bisogna ancora vedere quanta parte del contratto di governo verrà attuata". Per ora, l'esecutivo Conte "ha mandato messaggi contrastanti sulla sua agenda fiscale, il che ha scatenato una nuova volatilità" sui titoli di Stato italiani.

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