Domenica, 7 Marzo 2021

Ex Embraco, la protesta disperata dei lavoratori: "La situazione è tragica, andiamo alla Caritas"

Nuova manifestazione davanti alla Prefettura di Torino. La rabbia degli operai scesi in piazza: "Siamo 400 famiglie a 600 euro al mese di cassa"

La protesta dei lavoratori ex Embraco a Torino (Foto Ansa)

Nuova protesta davanti alla Prefettura di Torino per i lavoratori della ex Embraco di Riva di Chieri, la cui chiusura ha lasciato senza lavoro circa 700 famiglie tra Torino e Belluno. La manifestazione è stata promossa da Fim, Fiom, Uilm, Uglm di Torino, dopo l'incontro avvenuto al Mise lo scorso 26 gennaio.  

"Siamo molto preoccupati - ha detto Vito Benevento, segretario organizzativo Uilm Torino - per lo stallo del progetto Italcomp a causa delle verifiche in corso presso la Commissione europea e per la caduta del Governo Conte. Al nuovo esecutivo e alla Regione Piemonte chiediamo di riprendere in mano il dossier per la creazione della nuova società". 

"Sono state create molte aspettative per i lavoratori e se il piano non andasse a buon fine, Governo e Regione dovranno prendersi la responsabilità di aver lasciato sul lastrico 400 famiglie a Torino e 300 a Belluno – ha aggiunto Benevento - si tratta anche di un banco di prova per il nuovo Governo, per verificare con quali strategie pensa di rilanciare l'industria nazionale messa a dura prova dalla crisi causata dalla pandemia. Saremo sempre al fianco dei lavoratori, queste famiglie non possono essere abbandonate in un momento così difficile", conclude l'esponente sindacale.

Ex Embraco, la rabbia dei lavoratori

Le telecamere di TorinoToday hanno raccolto le parole dei lavoratori ex Embraco presenti alla manifestazione: "È da 33 anni che lavoro lì e adesso siamo alla fine - racconta Franco - Non crediamo più a nessuno e siamo dentro la povertà. Noi all'Italcomp ci abbiamo creduto, ma è stato un buco nell'acqua. Dopo l'annuncio della sottosegretaria non è successo più nulla. È stato solo silenzio. Noi siamo arrivati alla fine. Siamo 400 famiglie a 600 euro al mese di cassa, stiamo andando a prendere i pacchi alla Caritas".

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Tra chi manifesta c'è anche chi dentro lo stabilimento di Riva di Chieri ha costruito la sua famiglia. "Ci siamo conosciuti là e da tanti anni lavoriamo insieme in quella fabbrica. Abbiamo due figlie di 11 anni e 16 e adesso siamo senza lavoro", raccontano un uomo e una donna che si sono conosciuti all'ex Embraco 24 anni fa e che da 20 sono sposati. "La situazione è tragica. Le speranze cominciano a mancare. Noi prendiamo la cassa, ma non è mai puntuale. Andiamo avanti con un mese e mezzo di ritardo. Non ci pagano nemmeno puntuali la cassa". 

C'è anche chi ancora spera in una soluzione positiva della crisi aziendale: "Sono ancora ottimista, ma la gente è depressa. Abbiamo una depressione tremenda perché non vediamo un futuro e un domani. La situazione è pesante. A 720 euro al mese è dura. C'è chi ha da pagare l'affitto o il mutuo e chi invece è tornato a vivere a casa dei genitori perché altrimenti non si arriva a fine mese". 

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