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Venerdì, 19 Aprile 2024
Economia Taranto

Fumata grigia per l'ex Ilva: che cosa c'è nel futuro di Taranto

Parlare di fumata bianca per l'ex Ilva di Taranto sarebbe eccessivo. Ma i nuvoloni neri sembrano più lontani dopo l'incontro tra il governo e Arcelor Mittal. Conte: "Percorso condiviso sul futuro dello stabilimento di Taranto". Di Maio: "Non se ne potranno andare"

Parlare di fumata bianca per l'ex Ilva di Taranto sarebbe eccessivo. Ma i nuvoloni neri sembrano più lontani. Durante l'ampio confronto di venerdì sera con il governo, "alla fine i Mittal si sono resi disponibili ad avviare una interlocuzione immediatamente volta a definire un percorso condiviso sul futuro delle attività dello stabilimento ex Ilva a Taranto". Così il premier Giuseppe Conte ha aperto la conferenza stampa al termine dell'incontro, durato oltre quattro ore, con i vertici di ArcelorMittal sul futuro degli stabilimenti dell'ex gruppo Ilva.

Un nuovo piano industriale per l'ex Ilva di Taranto

"L'obiettivo di questo percorso è pervenire alla elaborazione di un nuovo piano industriale che contempli nuove soluzioni produttive con tecnologie ecologiche e che assicuri il massimo impegno nel risanamento ambientale", spiega ancora Conte che ribadisce come su questo punto "sono stato molto chiaro"."Torneremo presto a Taranto con un pacchetto di rilancio. Cercheremo di realizzare un progetto di continuità aziendale con il massimo di risanamento ambientale possibile". "E' stata valutata anche la possibilità di un coinvolgimento pubblico nel nuovo progetto" sottolinea il premier, precisando di aver "assicurato in questa prospettiva la disponibilità anche di un coinvolgimento pubblico". "Il governo è disponibile a sostenere" il negoziato con ArcelorMittal sull'Ex Ilva, ha detto Conte, "anche con misure sociali in accordo con le associazioni sindacali. Dal nostro punto di vista, andrà garantito il massimo livello di occupazione".

Ex Ilva, Conte: "Non abbiamo discusso di scudo penale"

In quest'ottica, aggiunge Conte, "siamo disposti a concedere un differimento del processo a condizione che Mittal assicuri e garantisca l'attività produttiva anche in fase negoziale". "Il 27 novembre è stata fissata l'udienza per il procedimento cautelare d'urgenza: una nostra reazione questa rispetto all'iniziativa di Mittal. Ma per consentire questa interlocuzione che possa partorire quello che sarà un piano industriale avanzatissimo sul piano tecnologico e di energie pulite, dobbiamo assicurare un rinvio dell'udienza. Chiederemo dunque ai Commissari una breve dilazione dei termini processuali: chiederemo di posporre l'udienza ad un periodo congruo successivo per consentire che si realizzi l'interlocuzione", prosegue. "Non abbiamo discusso di scudo penale, abbiamo discusso di come risolvere il problema di un polo industriale che in prospettiva ha un rilievo per l'intero sistema manufatturiero italiano. Da domani inizierete con il dilemma scudo sì, scudo no", un argomento "che vi appassiona. Se volete parlare di scudo in tutto questo, non lo facciamo.. lo fate sa soli". "Prendiamo atto di questa mutata disponibilità, di questa grande apertura" da parte dei Mittal, "fermo restando che non abbiamo incassato nessun risultato. Si avvierà una negoziazione che sarà complicata e faticosa, ci saranno tanti risvolti".

Bonelli (Verdi): "Governo sprovveduto con Ex Ilva"

"Il dato drammatico della conferenza stampa di Conte su Ilva è la presa d'atto che il piano industriale è da rifare dopo che era stato sottoscritto il 6 settembre 2018! Il problema è che quello che sta accadendo era prevedibile e a maggior ragione dal Governo italiano, che ha dimostrato di essere sprovveduto. Inoltre sono oltre 7 anni che i vari governi parlano di tecnologie ecologiche ma in realtà hanno autorizzato un impianto inquinante ad aggredire la salute dei cittadini con la copertura dello scudo penale". Lo dichiara in una nota il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli.

Ex Ilva, Sassoli: "Arcelor Mittal non desertifichi l'Italia"

 "Vedo che il governo è molto impegnato nel cercare una soluzione e spero che l'atteggiamento dell'impresa sia quello giusto. Capiamo le difficoltà ma perdere patrimoni industriali sarebbe un grandissimo problema per l'Italia e in questo caso anche per l'Europa. Ci appelliamo quindi anche alla proprietà perché abbia lo stimolo di non desertificare un Paese come l'Italia". Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, parlando del caso ex Ilva a margine di un convegno a Genova.

Di Maio: "Non se ne potranno andare"

"Dopo due settimane in cui hanno fatto i superuomini si sono seduti al tavolo perché oggi un pubblico ministero ha cominciato a dire che non se ne andavano per lo scudo penale, che lo scudo era una scusa e invece avevano sbagliato i conti". Così il ministro degli Esteri e capo politico M5s, Luigi Di Maio, in una diretta Facebook da Agrigento, sulla vicenda Arcelor Mittal e lo stabilimento ex Ilva. "Non permetteremo che lo Stato non combatta, in passato abbiamo avuto uno Stato arrendevole. Oggi c'è uno Stato che si fa rispettare e anche la magistratura ha fatto il suo dovere. Oggi si è riconosciuto che probabilmente quelli non se ne potranno andare", ha concluso Di Maio.

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