Sabato, 31 Ottobre 2020

Fca-Psa, un matrimonio che s'ha da fare

La fusione tra Fca e Peugeot cambierebbe il volto del mercato globale dell'auto: porterebbe alla nascita di un nuovo gigante automobilistico da 45 miliardi di euro e farebbe bene a entrambi i gruppi

Una fusione che cambierebbe il volto del mercato dell'auto: è quella che si prospetta all'orizzonte tra Fca e Psa. "Sono in corso discussioni intese a creare un Gruppo tra i leader mondiali della mobilità". Così in una nota Fca a proposito delle notizie di una possibile operazione strategica  con Groupe Psa. "Fca - conclude la nota - non ha al momento altro da aggiungere".

E' stato il Wall Street Journal il primo a scrivere della trattativa tra Fca e Psa (Peugeot, Citroën, DS, Opel e Vauxhall Motors.), citando fonti vicino al dossier. Un eventuale accordo tra i due gruppi "potrebbe far nascere un colosso del settore auto da 50 miliardi di dollari". Nelle discussioni, rileva una fonte al quotidiano economico statunitense, "si parla di una fusione tra uguali. Il numero uno di Psa, Carlos Tavares, potrebbe essere il Ceo del nuovo insieme mentre John Elkann, potrebbe diventare il presidente".

Fca-Psa, perché la fusiona farebbe bene a entrambi

L’accordo porterebbe alla nascita di un nuovo gigante automobilistico da 45 miliardi di euro. Qualche mese fa Fiat ha abbandonato un'offerta precedente per fondersi con Renault. 

Fca integrandosi con Psa (gruppo che ha salvato Opel dal fallimento) potrebbe porre fine al suo principale problema, secondo il Sole 24 Ore, ovvero "l'assenza di piattaforme modulari (per costruire modelli diversi per taglia, brand e tipologia) e predisposte per l'elettrificazione cioè per le auto elettriche ed ibride". Non è tutto, entrambi i gruppi per il quotidiano di Confindustria "andrebbero a riempire importanti caselle vuote della propria offerta, a partire da Psa che finalmente potrebbe contare sulla fascia premium grazie ad Alfa Romeo e ancora più alto con Maserati".

Fca-Peugeot, Fiom: "Priorità rilancio produzione Italia"

Rilanciare lo sviluppo e la produzione di veicoli in Italia e tutelare l'occupazione nel gruppo Fca. Sono le "priorità" per la Fiom-Cgil dopo le indiscrezioni sui colloqui in corso tra Fca e Peugeot per una possibile fusione. "Dal momento - afferma Michele De Palma, segretario nazionale della Fiom è responsabile automotive - che stiamo parlando di una questione che riguarda due multinazionali e anche due Paesi, è indispensabile che non rivediamo quello che è successo con la vicenda Renault, ma che il governo e la presidenza del Consiglio tutelino la capacità di ricerca e sviluppo che abbiamo nel nostro paese perchè da questo dipende tutto il mondo della componentistica dell'Italia, in un momento di grande trasformazione del settore dell'automotive".

"Abbiamo un interesse comune nel nostro paese - aggiunge De Palma - ed è legato al fatto che c'è una capacita installata di produrre 1,5 milioni di veicoli in Italia. Qualsiasi ipotesi di accordo, fusione o joint venture deve partire dalla piena occupazione e produzione degli stabilimenti italiani".

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