Mercoledì, 23 Giugno 2021
Economia

Fca, stop all'accordo con Renault: perché la fusione "non s'ha da fare"

Fca ritira la proposta di fusione per Renault. Il ministro dell'Economia francese aveva messo in chiaro che il matrimonio Fca-Renault non si sarebbe celebrato "a qualsiasi condizione". Come si è arrivati alla rottura?

ANSA

E' saltato tutto, almeno per ora.  Fca ritira la proposta di fusione per Renault. Dopo ore di indiscrezioni a tarda notte c'è la conferma alle indiscrezioni di Bloomberg e Wall Street Journal. Una nota del Consiglio di amministrazione di Fiat Chrysler Automobiles presieduto da John Elkann recita: "Il Cda ha deciso di ritirare con effetto immediato la proposta di fusione avanzata a Groupe Renault", si legge nella nota Fca. Dopo le indiscrezioni sul ritiro dell'offerta di fusione con Renault, titolo Fca in calo del 3,71% a Wall Street nelle contrattazioni after hours.

"Fca continua a essere fermamente convinta - spiega nella nota Fca - della stringente logica evolutiva di una proposta che ha ricevuto ampio apprezzamento sin dal momento in cui è stata formulata e la cui struttura e condizioni erano attentamente bilanciati al fine di assicurare sostanziali benefici a tutte le parti. E' tuttavia divenuto chiaro che non vi sono attualmente in Francia le condizioni politiche perché una simile fusione proceda con successo". Fca esprime "sincera gratitudine a Groupe Renault, in particolare al suo presidente, al suo amministratore delegato ed agli Alliance Partners, Nissan Motor Company e Mitsubishi Motors Corporation, per il loro costruttivo impegno in merito a tutti gli aspetti della proposta di Fca. Fca continuerà a perseguire i propri obiettivi implementando la propria strategia indipendente".

Perché è saltata la fusione Fca-Renault (per adesso)

Come si è arrivati ala rottura? Una nuova proposta del gruppo francese degli scorsi giorni puntava a valorizzare Renault intorno ai 17 miliardi rispetto ai 15 miliardi inizialmente ipotizzati nell’ambito della fusione con Fca. L'aggiustamento dei valori, complesso, era stato però superato. Si è messa di mezzo la politica, con i suoi delicati equilibri. Ieri il consiglio di amministrazione di Renault aveva "ammesso" di non essere in grado di prendere una decisione dopo che i rappresentanti dello Stato francese avevano spinto per un rinvio ulteriore. Avrebbe influito anche l'atteggiamento di Nissan, non favorevole all'operazione. Bloomberg e Wsj hanno scritto che i due rappresentanti di Nissan nel consiglio di amministrazione di Renault avrebbero ritirato l'appoggio alla proposta di fusione presentata da Fca, alimentando i dubbi sull'impegno di Nissan a salvaguardare l'alleanza con Renault se la fusione andasse avanti.  A quel punto lo stop è stato inevitabile

Il ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire aveva messo in chiaro che il matrimonio Fca-Renault non si sarebbe celebrato "a qualsiasi condizione". Le difficoltà erano parse sempre più grandi. Ad esempio, Parigi, nel caso di fusione, aveva reclamato una sede "operativa" Fca-Renault in Francia, garanzie sui siti industriali, sull'occupazione e aveva preteso una poltrona per un rappresentante governativo nel nuovo cda, nel quale a John Elkann sarebbe potuta spettare la presidenza, ma Renault chiedeva di mettere "un suo uomo"  nella casella di amministratore delegato "post-fusione". Tutto da rifare, ma se ci sarà una nuova trattativa, ripartirà da zero

Fiat si fonde con Renault? Da Fca la lettera per l'aggregazione 50/50

FCA RENAULT INFOGRAFICA ANSA-2

Il 27 maggio scorso, Fca aveva presentato una proposta di fusione 50-50 al Gruppo Renault, per la nascita del terzo produttore al mondo di auto di 8,7 milioni di vetture l’anno e un fatturato di circa 170 miliardi di euro (secondo i risultati 2018). La proposta prevedeva 5 miliardi di euro di sinergie e la creazione di una capogruppo olandese quotata a Milano, Parigi e New York, partecipata dagli attuali azionisti di Fca e Renault in modo paritetico.

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